L’attualità italiana vista con gli occhi dei linguisti
Reporting: Cinzia Pasquini and Conference Interpreting MA students, UNICA, University of Cagliari
10/7/26
Vigilanza RAI
La Vigilanza Rai, ufficialmente Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, è un organo bicamerale del Parlamento italiano istituito nel 1975. Il suo compito principale è sorvegliare l’attività del servizio pubblico radiotelevisivo per garantire imparzialità, pluralismo, obiettività e il rispetto delle regole sulla par condicio.
Il 2 luglio tutti i membri della Commissione di vigilanza si sono dimessi (prima quelli dell’opposizione e, a ruota, quelli della maggioranza di governo) dopo quasi due anni di paralisi che ha impedito alla commissione di svolgere una delle sue funzioni principali, ovvero ratificare la nomina del presidente della Rai e vigilare sull’attività dell’azienda.
I presidenti di Camera e Senato hanno invitato i gruppi parlamentari a indicare i nuovi componenti, ma solo le forze di maggioranza l’hanno fatto.
Le ragioni che hanno portato a questo stallo sono principalmente due:
- mancanza di accordo sui vertici: la maggioranza di centrodestra ha cercato di imporre candidati alla presidenza della Rai senza il consenso e il confronto preventivo con le opposizioni;
- richiesta di riforme europee: le opposizioni si sono fermamente opposte denunciando il mancato adeguamento dell’Italia alle normative europee del Media Freedom Act.
Per approfondire:
EuroNews: Terremoto alla Vigilanza Rai, si dimettono i membri di opposizione e maggioranza
Il Post: Si è dimessa tutta la Commissione vigilanza Rai
top image: Tim Mossholder on Unsplash
22/6/26
Stabilicum e Bignami bis

“Stabilucum” è la proposta di legge elettorale sostenuta dalla maggioranza di centrodestra in Italia. Il sistema si basa su una forte spinta proporzionale unita a un “premio di governabilità”, progettato per garantire stabilità politica (da qui il nome) e assicurare che la coalizione vincente abbia una maggioranza chiara.
Il sistema punta sul proporzionale puro per entrambe le Camere e prevede un premio di maggioranza per chi ottiene almeno il 40% (premio di 70 deputati su 400 totali e 35 senatori su 200) nonché il ballottaggio fra i due principali contendenti. La proposta presentata dal centrodestra elimina i collegi uninominali, ma non modifica la struttura delle circoscrizioni (49 per la Camera e 26 per il Senato). Non sono previste le preferenze. È, inoltre, prevista una soglia di sbarramento fissata al 3% per i partiti che corrono all’interno di una coalizione, e al 4% per le liste che si presentano singolarmente.
A fine maggio è stato depositato in commissione Affari costituzionali della Camera il nuovo testo della riforma, chiamato Bignami bis (dal nome del capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami) che modifica in alcuni punti il testo dello Stabilicum presentato alla fine di febbraio 2026. Rispetto alla versione licenziata nei mesi scorsi dal Consiglio dei ministri, il premio di maggioranza resta fissato in 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, ma verrà assegnato solo se la stessa lista o coalizione arriverà prima in entrambi i rami del Parlamento e supererà la soglia del 42% (non più del 40%). Il tetto massimo dei seggi raggiungibili con il premio, poi, scende da 230 a 220 alla Camera e da 114 a 113 al Senato, così da impedire il raggiungimento del 60% che permetterebbe alla maggioranza del momento di eleggere da sola vari organi di garanzia (per esempio il Presidente della Repubblica, la cui prossima elezione è prevista nel 2029). Si rafforza infine l’obbligo di indicare il nome del candidato premier al deposito di liste e programmi: in assenza di questa indicazione, la lista sarà dichiarata inammissibile.
Per approfondire:
Il Corriere della Sera: Legge elettorale, lo Stabilicum di Meloni assomiglia all’Italicum di Renzi? Le (molte) affinità e qualche divergenza
02/6/26
Targa Giacomo Matteotti

Il 27 Maggio scorso il Presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana ha introdotto la commemorazione dell’ex deputato Giacomo Matteotti. In quell’occasione è stata rivelata una targa affissa allo scranno 14.
Si tratta di quello che fu lo scranno del deputato socialista, lo stesso da cui pronunciò lo storico discorso del 30 maggio 1924 in difesa del libero parlamento e contro le intimidazioni fasciste, un discorso che gli costò la vita.
La commemorazione è stata presieduta dal presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana, il quale ha rimarcato come Matteotti sia stato “un uomo valoroso”, contrastando “l’uso sistematico della violenza” del governo mussoliniano. Ha così proposto all’Aula un minuto di silenzio, a cui è seguito un applauso per omaggiare la memoria di Matteotti.
Durante la cerimonia sono intervenuti per ricordare il deputato i rappresentanti di tutti i partiti, da Avs a FdI, dal Pd alla Lega passando per Noi Moderati, Forza Italia, Iv, Azione e Più Europa. L’aula della Camera però era ben lontana dall’essere gremita, con banchi vuoti soprattutto nell’emiciclo della maggioranza, e tutto questo ha generato non poche polemiche.
Approfondimenti:
Il Post: La targa in ricordo di Giacomo Matteotti sul banco della Camera da cui tenne il suo celebre discorso
Il Corriere: Targa in ricordo di Giacomo Matteotti, l’ intervento del presidente della Camera Fontana: diretta video
22/5/26
Patto di stabilità

Con Patto di Stabilità, ci si riferisce all’atto di Stabilità e Crescita (PSC), ovvero un insieme di norme volte a garantire che gli Stati membri dell’Unione europea adottino finanze pubbliche sane e coordinino le loro politiche di bilancio. Il Patto è stato introdotto nel 1997 e nel tempo è stato oggetto di diversi interventi di modifica.
Esso prevede politiche di vigilanza sui deficit e debiti pubblici dei paesi dell’Unione europea, le cui finanze sono considerate in salute quando:
- il deficit pubblico non supera il 3% del Pil;
- il debito pubblico non supera il 60% del Pil.
Ogni anno l’UE si accerta che gli Stati membri rispettino i limiti stabiliti e nel caso in cui si osservino irregolarità vengono inviate raccomandazioni o correttivi interni. Qualora si superino le soglie minime, lo Stato in questione è chiamato ad adottare delle politiche economiche al fine di sistemare i conti, diversamente incorre in sanzioni.
In momenti di estrema difficoltà non dipendenti dai singoli Stati, come successo durante la pandemia di Covid-19, vi è la possibilità di sospendere il Patto tramite la clausola di salvaguardia generale.
Per quanto riguarda la situazione italiana, il Paese si trova nel percorso correttivo previsto dal Patto per chi sfora le soglie sopra citate. Infatti, nel 2024 è stata aperta la procedura per disavanzo eccessivo, a seguito di un deficit pari al 7,4% del Pil nel 2023. Inoltre, nel 2025 si è registrato un deficit del 3,1%.
L’attuale crisi energetica legata alla situazione in Medio Oriente e alla chiusura dello Stretto di Hormuz sta portando a un costante aumento del deficit. Di fronte a questa situazione, il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti ha proposto l’applicazione della clausola di salvaguardia (già prevista per la difesa) anche alle spese per l’energia.
Inoltre, data la situazione, la premier Giorgia Meloni, il 17 maggio, ha scritto una lettera a Ursula von der Leyen, chiedendo una deroga ai vincoli di bilancio del Patto di stabilità.
In particolare, la premier Meloni ha esortato la presidente della Commissione europea a riconoscere l’attuale crisi energetica al pari della difesa militare e conseguentemente di estendere la National Escape Clause senza modificarne i limiti massimi previsti. Inoltre, nella lettera, Meloni ha precisato che in assenza di una deroga il governo italiano dovrebbe mettere in discussione l’adesione al programma di difesa europeo “Safe”. Ha anche aggiunto che non è possibile giustificare ai cittadini che “l’Ue consente flessibilità finanziaria per sicurezza e difesa e non per difendere famiglie, lavoratori e imprese da una nuova emergenza energetica che rischia di colpire duramente l’economia reale”.
La risposta della Commissione è stata negativa. Infatti, il portavoce Olof Gill ha dichiarato che l’applicazione della clausola di salvaguardia non rientra tra le opzioni fornite agli Stati membri per affrontare la crisi energetica. Tuttavia, il portavoce Gill ha aggiunto che si continuerà a osservare l’evoluzione della situazione.
Al momento, nonostante la Commissione abbia già espresso una posizione, si prevede che a breve possa giungere una risposta ufficiale diretta da Ursula von der Leyen alla missiva di Meloni.
17/5/26
Biennale di Venezia

La Biennale di Venezia è una fondazione culturale il cui lavoro è dedicato all’arte (arti figurative, musica, cinema, teatro, danza e architettura). Fondata nel 1895, organizza ogni due anni L’Esposizione Internazionale d’Arte, nota come Biennale d’Arte di Venezia. Ogni anno partecipano 85 paesi, rendendo la Biennale una delle maggiori esposizioni d’arte contemporanea al mondo.
Quest’anno la presenza della Russia alla Biennale di Venezia ha generato forti polemiche. La Russia, infatti, non aveva partecipato all’edizione del 2022 né a quella del 2024, poiché gli artisti e i curatori russi avevano ritirato le proprie presenze in polemica con l’inizio della guerra in Ucraina. Sempre nel 2024, dopo l’inizio della guerra a Gaza, era rimasto chiuso anche il padiglione di Israele per volontà degli artisti. All’inizio di marzo di quest’anno, però, la Russia ha annunciato la sua intenzione di riaprire il proprio padiglione. Il giorno dopo la Fondazione della Biennale aveva confermato l’apertura di tutti i padiglioni, compresi quelli di paesi coinvolti in conflitti internazionali, tra cui Russia, Iran e Israele. Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Fondazione, ha difeso la scelta, sostenendo che la Biennale deve restare uno spazio di incontro e confronto anche tra paesi in guerra.
I ministri della Cultura di 22 stati europei tra cui Francia, Germania, Spagna e Ucraina hanno firmato una lettera per chiedere la revoca della partecipazione della Russia e i commissari europei per la tecnologia e per la cultura hanno dichiarato che, se la partecipazione della Russia fosse stata confermata, la Commissione Europea avrebbe valutato la sospensione o la cancellazione di uno dei fondi erogati alla Fondazione Biennale.
Il ministro della Cultura italiano, Alessandro Giuli, non si è unito ai firmatari della lettera, ma ha espresso comunque contrarietà per la scelta di Buttafuoco e non ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione, pur ribadendo l’autonomia della Fondazione, una posizione condivisa anche dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il ministro italiano ha inoltre inviato degli ispettori per acquisire informazioni e verificare che tutto fosse nel pieno rispetto e in conformità con tutte le norme vigenti.
La contrarietà alla partecipazione della Russia si è poi estesa alla Giuria internazionale della Biennale Arte di Venezia, che ha il compito di attribuire i premi principali, affermando che dall’assegnazione dei premi avrebbe escluso quei Paesi i cui leader sono attualmente accusati di crimini contro l’umanità dalla Corte penale internazionale (quindi il russo Putin e l’israeliano Netanyahu). La giuria si è dunque dimessa, dicendo di voler tener fede in questo modo alla volontà di escludere Russia e Israele dai premi. La Fondazione della Biennale, a quel punto, ha annunciato l’istituzione di due nuovi premi in cui ha incluso anche Russia e Israele: i Leoni dei Visitatori, che vinceranno i Paesi più votati dai visitatori della mostra fra il 9 maggio, giorno di apertura della Biennale, e il 22 novembre, giorno di chiusura.
La vicenda Biennale unita al precedente caso che aveva visto la revoca dell’incarico di direttrice d’orchestra presso il Teatro La Fenice di Venezia a Beatrice Venezi in seguito a gravi e reiterate dichiarazioni pubbliche della direttrice, ritenute lesive e offensive nei confronti del valore professionale dell’orchestra, oltre che al mancato finanziamento del documentario su Giulio Regeni, hanno creato un clima di forti tensioni politiche collegate agli assetti culturali del Paese e alla questione della presunta egemonia culturale della sinistra. La conseguenza di tutte queste polemiche e divergenze interne è stata l’azzeramento di una parte importante dei vertici del suo ufficio da parte del Ministro Giuli.
Approfondimenti:
ANSA: Gli ispettori alla Biennale, l’Ue appoggia la linea dura di Giuli
Harper’s Bazaar: Il ritorno della Russia alla Biennale di Venezia riaccende la disputa sulla funzione civile dell’arte, sospesa tra l’illusione di un porto franco e il peso di una bandiera difficile da ignorare
Finestre sull’ Arte: Venice Biennale, despite everything open the Russia Pavilion. Here’s what it looks like
Politico Web: L’ufficio di Giuli azzerato: la sintesi di tre mesi di crisi al Mic
08/5/26
Salario giusto

Con l’espressione salario giusto si indica una retribuzione considerata adeguata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, in grado quindi di garantire dignità economica e tutela sociale ai lavoratori. Non è un salario minimo, ma un requisito che le aziende dovranno rispettare per accedere ad alcuni incentivi.
Alla fine di aprile, il Governo ha approvato un nuovo decreto-legge che introduce alcune misure in materia di occupazione, salario, trasparenza retributiva, lavoro tramite piattaforme digitali e alcune disposizioni previdenziali. Il salario giusto introdotto dal Governo non è il salario minimo, cioè la soglia minima oraria fissata per legge e che è un cavallo di battaglia dei partiti del centro-sinistra italiano. In Europa esiste una direttiva (2022/204), adottata nell’ottobre 2022, che mira a garantire salari minimi adeguati nell’Unione Europea, contrastando la povertà lavorativa e promuovendo condizioni di vita dignitose. Non impone un salario minimo uniforme, ma definisce criteri per adeguarli e promuove la contrattazione collettiva, con l’obbligo per gli Stati con una copertura inferiore all’80% di incrementarla. La direttiva è stata recepita in 22 Paesi UE (Paesi che ancora non l’hanno recepita: Danimarca, Svezia, Finlandia, Austria e Italia).
L’attuale proposta del Governo non introduce, appunto, un salario minimo uguale per tutti, ma sceglie di valorizzare la contrattazione collettiva. Secondo questa visione, il salario “giusto” deve essere definito dai contratti nazionali di categoria e non direttamente dalla legge. Inoltre, gli incentivi pubblici e i bonus alle imprese vengono concessi soprattutto a chi applica contratti considerati regolari e rappresentativi, escludendo i cosiddetti “contratti pirata”.
Per approfondire:
Il Corriere della Sera: Qual è la differenza tra salario giusto e salario minimo? Cosa cambia per i lavoratori (e quale è meglio)
Cornaflavoro: Salario minimo, Corte di Giustizia Europea: direttiva UE, c’è ingerenza
Europa Today: Il salario minimo, salvato dall’Ue ma ignorato dall’Italia: come funziona negli altri Paesi
3/5/26
Scostamento di bilancio

Lo scostamento di bilancio è uno strumento di cui si serve il governo e che consiste nell’aumento del debito pubblico oltre la soglia prevista. Viene utilizzato in casi di eccezionale gravità e crisi economica e dev’essere autorizzato dal parlamento a maggioranza assoluta.
In una situazione emergenziale, fare debito permette ai governi di trovare immediatamente le risorse necessarie per uscire dalla crisi, ma questo può portare a conseguenze negative sul lungo termine. Oltre a far crescere il debito pubblico, lo scostamento può portare a disattendere gli impegni presi con la Commissione europea sul risanamento dei conti pubblici.
Questa misura è stata ampiamente adottata nel corso degli ultimi sei anni: per far fronte alla pandemia da Covid-19, tra il 2020 e il 2021 sono stati approvati sei scostamenti di bilancio, per un totale di circa 260 miliardi di euro; e nel 2022, durante la campagna elettorale, diversi politici hanno chiesto al governo di Mario Draghi di effettuare uno scostamento per fronteggiare l’aumento dei prezzi dell’energia e ridurre i costi in bolletta per cittadini e imprese. In questo caso però, la proposta è stata rifiutata motivandola con il già alto indebitamento del Paese.
La guerra in Medio Oriente ha complicato nuovamente il quadro per l’Italia, costringendo il governo a rivedere al ribasso le previsioni formulate in precedenza e facendo nascere la possibilità di un nuovo scostamento. I dati Eurostat stimano però per l’Italia un rapporto deficit-PIL pari al 3,1% per il 2025, un valore che esclude l’uscita del Belpaese dalla procedura europea per disavanzo eccessivo.
Tuttavia, la maggioranza non ha ancora preso una decisione: una possibilità potrebbe venir nella risoluzione sul DFP (Documento di finanza pubblica) prevista per giovedì prossimo. Questa opzione viene considerata per sostenere i redditi delle famiglie e la liquidità delle imprese. La richiesta di autorizzazione al Parlamento per un aumento del deficit potrebbe arrivare in seguito, forse dopo le riunioni di Eurogruppo ed Ecofin a Bruxelles il 4 e 5 maggio.
La cautela è obbligatoria, ed è anche motivata dalle cifre dello stesso DFP, che mostra come l’effetto Hormuz si sia già fatto sentire anche sulla spesa 2026 per gli interessi sul debito, calcolata ora a 94,934 miliardi: 3,2 miliardi in più di quanto stimato a ottobre scorso. Il 1° maggio, scade, inoltre, la proroga del taglio alle accise sui carburanti, che porterebbe il gasolio a 2,31 euro medi al litro, cioè ai massimi storici.
Approfondimenti:
SkyTg24:Governo lavora su scostamento di bilancio e rinnovo taglio accise. Da Ue ok a nona rata PNRR
La Stampa: Meloni: “Scostamento di bilancio? Non escludiamo nulla”
SkyTg24: Vertice Cipro, al centro Hormuz e crisi energetica. Meloni: “Ue sia molto più coraggiosa”
28/4/26
Premio per i rimpatri

Il “premio per i rimpatri” è uno strumento esistente nell’ordinamento italiano e permette ai migranti di tornare volontariamente nel proprio Paese, ricevendo dallo Stato un sostegno economico e organizzativo per il viaggio e per il reinserimento.
La novità emersa negli ultimi giorni e all’origine di forti polemiche è rappresentata dall’introduzione nel nuovo decreto sicurezza di un incentivo economico di circa 615 euro per gli avvocati che assistono i migranti nei percorsi di ritorno in patria. Nella versione originaria del decreto, tale compenso avrebbe dovuto essere pagato al legale solo “ad esito della partenza dello straniero”: in pratica, se il migrante non parte, l’avvocato non incassa il premio.
La norma è stata inserita nel decreto sicurezza proprio per incentivare i rimpatri volontari, considerati più sostenibili rispetto a quelli forzati. Il dibattito è stato aspro: da una parte il governo che difendeva la misura come uno strumento pragmatico per gestire i flussi migratori, dall’altra le opposizioni e gli stessi rappresentanti dell’avvocatura che la consideravano controversa e potenzialmente problematica per l’indipendenza dell’assistenza legale. Lo stesso Presidente della Repubblica ha chiesto di riscrivere la norma. Al termine di una consultazione con il Quirinale, la norma è stata modificata introducendo i due elementi di novità seguenti:
1) il bonus non è più riservato agli avvocati, ma viene esteso ad altre figure che potranno rappresentare i migranti in queste procedure (amministrative e non giudiziarie).
2) i 615 euro non saranno più erogati “all’esito della partenza dello straniero”, ma “a conclusione del procedimento“ e, quindi, anche se la “remigrazione” non va a buon fine, chi ha assistito il migrante potrà comunque ricevere un riconoscimento per il suo lavoro.
Approfondimenti:
ANSA: Sui rimpatri la maggioranza tira dritto, muro delle opposizioni sul decretopatri la maggioranza tira dritto, muro delle opposizioni sul decreto
LAPRESSE: Dl Sicurezza 2026, salta il premio agli avvocati per i rimpatri: cosa prevede il testo
17/4/26
Sospensione del memorandum di intesa Italia-Israele

Sottoscritto a Parigi il 16 giugno 2003 ed entrato in vigore il 13 aprile 2016 con l’obiettivo di aumentare le capacità di difesa, il Memorandum di intesa tra Italia e Israele è stato un accordo tra i due Paesi incentrato sullo scambio di materiali militari e la ricerca in ambito di forze armate. Il trattato prevedeva inoltre il suo rinnovo automatico, salvo recesso di una delle due parti, come è infatti accaduto il 14 aprile 2026, giorno in cui il governo italiano ha annunciato la sospensione del rinnovo automatico.
Durante il Vinitaly di Verona il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato la cessazione dell’accordo di difesa con Israele. La decisione è stata in seguito formalizzata da una lettera inviata dal ministro della difesa italiano Guido Crosetto al suo omologo a Gerusalemme Israel Katz.
Tra le altre cose erano incluse: l’importazione ed esportazione di materiali d’armamento; operazioni umanitarie; organizzazione delle forze armate e dei reparti militari, addestramento del personale militare; controllo dell’inquinamento causato dalle strutture militari; visite ufficiali tra i rappresentanti dei due Ministeri.
Lo stop rappresenterebbe così un segnale politico nei confronti delle azioni compiute dall’esercito israeliano in Libano, già condannate dall’Italia e dai governi europei.
Approfondimenti:
Wired: Cosa vuol dire che l’Italia ha “sospeso” il rinnovo dell’accordo di difesa con Israele, in pratica
ANSA: Roma conto Netanyahu, sospeso il memorandum sulla difesa con Israele
Il Corriere della Sera: Meloni blocca l’accordo sulla difesa con Israele. E sulle critiche a Trump per il Papà: «Non so quanti altri leader le abbiano espresse».
Sky TG24: Sospeso il memorandum sulla difesa tra Italia e Israele: cosa prevedeva l’accordo
10/4/26
Shock energetico

Con shock energetico si intende un evento improvviso che altera la disponibilità o il prezzo delle fonti energetiche, causando delle crisi economiche.
La crescente tensione in Medio Oriente e la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz hanno dato origine a una nuova emergenza energetica su scala globale. A tal proposito, Fatih Birol, direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), ha dichiarato che il mondo “non ha mai sperimentato un’interruzione dell’approvvigionamento energetico di tale portata”.
Anche in Italia crescono i timori circa una possibile carenza di forniture energetiche. Attualmente infatti le scorte di gas in Italia sono al 44% della capacità e, secondo quanto affermato da Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, in caso di interruzione degli approvvigionamenti esse potrebbero coprire il fabbisogno per circa un mese.
I tecnici del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) stanno lavorando a delle misure per affrontare la crisi. Tali misure verranno prese sulla base del “Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale”, redatto nel 2023 a seguito dell’invasione russa in Ucraina, e del “Piano di azione preventivo per il sistema italiano del gas”. Inoltre, il Mase terrà in considerazione le dieci raccomandazioni fornite dall’IEA su come ridurre la domanda di combustibili fossili. Il decalogo comprende il razionamento dei carburanti, limitazioni all’uso dei veicoli e il lavoro da remoto.
Il governo non esclude l’ipotesi di un vero e proprio “lockdown energetico” in caso di aggravamento della crisi.
Le conseguenze dello shock energetico ricadono soprattutto sulle fasce più fragili della popolazione, che destinano una parte maggiore del proprio reddito alle spese energetiche. L’aumento dei costi di luce, gas e carburanti incide quindi in modo più pesante su famiglie a basso reddito e piccole imprese, ampliando le disuguaglianze sociali. In questo senso, la crisi energetica non è solo economica, ma anche profondamente sociale.
4/4/26
RIMPASTO

Il rimpasto di governo è la sostituzione di uno o più ministri e sottosegretari in un gabinetto, e, spesso, il contemporaneo passaggio di qualcuno di essi da un portafoglio all’altro, senza che vi sia la caduta del gabinetto stesso.
L’Italia si trova proprio in questa situazione in seguito agli esiti del Referendum, per il quale i cittadini sono stati chiamati alle urne il 22 e 23 marzo scorso, e alle successive dimissioni a catena di diversi esponenti politici, tra cui il sottosegretario della Giustizia Andrea Delmastro, la ministra del Turismo Daniela Santanché, la capa di gabinetto Giusi Bartolozzi e il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri.
Attualmente la premier Meloni si trova davanti a un bivio importante e dovrà decidere come orientarsi, per poi comunicarlo prontamente al presidente Mattarella, il quale resta in attesa di delucidazioni. Si presuppone che il presidente sia contrario a modifiche radicali in una maggioranza che ha numeri saldi, tantomeno in una congiuntura internazionale difficile come quella attuale. Numerose sono le voci sui prossimi successori, su altri ministri considerati in bilico e sul “rimpasto chirurgico”, così ribattezzato da esponenti del centrodestra, ma per il momento nulla è certo.
Approfondimenti:
Il Corriere della Sera: Meloni e il «rimpasto chirurgico» per blindare il governo: la carta Zaia e le mosse su Nordio
ANSA: Tajani: ‘Contraccolpi dal referendum, ma nessuno pensa a elezioni anticipate’. Salvini: ‘Avanti fino a fine legislatura’
Sky TG24: Governo, ipotesi rimpasto: spunta opzione Zaia. Tajani: ‘Nessuno pensa a voto anticipato’
19/3/26
Caro carburante / caro benzina

In Italia si è verificata una nuova ondata di rincari dei carburanti che, nelle ultime settimane, ha riportato al centro del dibattito pubblico il tema del prezzo alla pompa.
L’aumento osservato nel 2026 è dovuto principalmente a fattori internazionali, in particolare alle tensioni geopolitiche seguite all’escalation della crisi in Medio oriente e alle dinamiche dei mercati energetici, che incidono direttamente sul costo delle materie prime e si riflettono rapidamente sui prezzi al consumo. Ne deriva un quadro caratterizzato da forte variabilità, con effetti rilevanti sull’economia e sulle politiche pubbliche
Secondo uno studio condotto dal Codacons, dal 27 febbraio (prima dello scoppio del conflitto in Medio oriente) al 14 marzo il prezzo medio del gasolio alla pompa è aumentato del 18,5%, mentre la benzina è rincarata del 9,1%. Inoltre, l’associazione sottolinea che il caro carburanti comporta maggiori entrate per le casse statali, poiché circa il 58% del prezzo finale è costituito da imposte.
Tra le possibili soluzioni al problema figurano gli interventi fiscali, come la riduzione temporanea delle accise attraverso il meccanismo delle cosiddette “accise mobili”, che consente di compensare l’aumento dei prezzi utilizzando le maggiori entrate IVA generate dai rincari. Questo tipo di misure possono contribuire a contenere i prezzi nel breve periodo, ma hanno effetti limitati e incidono comunque sulle entrate pubbliche, rendendo necessaria una valutazione attenta.
Nella serata del 18 marzo il Consiglio dei ministri ha varato il decreto carburanti. Il provvedimento è volto a ridurre la tassazione su gasolio, benzina e GPL per un periodo di venti giorni a decorrere dal 19 marzo, con un taglio di 25 centesimi al litro per gasolio e benzina. Inoltre, è previsto il rafforzamento dei controlli anti-speculazione da parte del Garante dei prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Per approfondire:
Carburanti, da Cdm ok al dl per ridurre prezzi. Meloni: “Taglio di 25 centesimi al litro”
Da oggi il taglio alle accise ai carburanti, controlli a tappetto sul rispetto dei prezzi
12/3/26
Consigliera Nazionale di Parità

Con il titolo Consigliera Nazionale di Parità si intende una figura istituita per la promozione e il controllo dell’attuazione dei princìpi di uguaglianza di opportunità e di non discriminazione tra uomini e donne nel mondo del lavoro, regolamentata dal D.lgs. 198/2006 e successive modificazioni.
Questa figura viene nominata attraverso il lavoro concertato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero per le Pari Opportunità, i quali scelgono tra le persone in possesso di competenze specifiche ed esperienza pluriennale in ambiti quali il lavoro femminile, le normative sulla parità e pari opportunità nonché il mercato del lavoro. Il mandato ha durata di quattro anni ed è rinnovabile una tantum.
La Consigliera Nazionale di Parità è inoltre componente del Comitato Nazionale di Parità e coordina la Conferenza Nazionale delle Consigliere e dei Consiglieri di Parità, che comprende tutte le consigliere e i consiglieri a livello regionale delle città metropolitane e degli enti di area vasta. La Conferenza ha il compito di rafforzare le funzioni delle consigliere e dei consiglieri di parità, di accrescere l’efficacia della loro azione, di consentire lo scambio di informazioni, esperienze e buone prassi.
In prossimità della Giornata Internazionale della Donna è stato presentato un decreto legislativo in Parlamento dalla Presidente del Consiglio Meloni e dalla Ministra per le pari opportunità e la famiglia Eugenia Roccella, che prevede la cancellazione della figura delle Consigliere di parità sul lavoro regionali e territoriali, accentrando le funzioni a livello nazionale: un provvedimento che metterebbe a rischio anche la grande rete territoriale di consigliere di parità regionali, che accoglie le richieste di aiuto e le denunce di abusi e discriminazioni delle lavoratrici.
Il provvedimento è attualmente all’esame delle Commissione Affari costituzionali di Camera e Senato ma ha già sollevato molte critiche e oltre 100 consigliere sono state ascoltate a Roma alla sede del Ministero del Lavoro dove hanno espresso tutta la loro preoccupazione.
Per approfondire:
Abolite «per decreto» le consigliere parità sul lavoro: il caso (che non ci voleva) alla vigilia dell’8 marzo
Soppressione delle Consigliere di Parità territoriali: a rischio un presidio fondamentale per la tutela delle lavoratrici
8/3/26
Congedo paritario

Con congedo paritario si fa riferimento alla proposta di legge firmata unitariamente dalle forze di opposizione e volta a eguagliare il congedo di paternità e quello di maternità. Il testo della proposta è stato bocciato dalla Camera a seguito dei rilievi contabili della Ragioneria Generale dello Stato.
Come si legge nel testo introduttivo alla proposta di legge, essa mirava a contrastare la crisi della natalità, favorire l’occupazione femminile, la qualità della vita dei bambini e dei genitori e le relazioni familiari. La proposta era quindi quella di uniformarsi agli altri paesi europei come la Francia, che prevede sei mesi di congedo per entrambi i genitori, oppure Svezia e Norvegia che prevedono rispettivamente 480 e 164 giorni di congedo per i genitori.
Attualmente nell’ordinamento italiano il congedo di maternità e quello di paternità sono entrambi obbligatori ma hanno durate diverse. Infatti, il primo ha una durata complessiva di 5 mesi e con un’indennità pari all’80% della retribuzione, che viene erogata dall’INPS e anticipata dal datore di lavoro. Il secondo, invece, ha una durata di 10 giorni e retribuiti al 100%.
La proposta di legge voleva estendere a 5 mesi il congedo di paternità e portare la copertura al 100% per entrambi i genitori. Altri punti centrali della proposta erano la non trasferibilità del congedo tra i due genitori e l’applicabilità della norma non solo a lavoratori dipendenti, ma anche ad autonomi e liberi professionisti.
La proposta di legge, dopo essere arrivata alla Camera il 20 febbraio, era rimasta ferma in attesa del parere della Ragioneria Generale di Stato circa le risorse necessarie. Dalla relazione tecnica è emerso che “la copertura risulta inidonea” poiché indica solo in modo generico che alcune misure verranno rimodulate o eliminate, senza specificare quali, mentre i costi da coprire sono certi e già quantificati.
Tale decisione ha scatenato polemiche. Elly Schlein ha accusato la maggioranza di nascondersi dietro una scusa tecnica e, durante una conferenza stampa convocata da tutta l’opposizione, ha chiesto un confronto con il governo. Giuseppe Conte ha dichiarato che si continuerà a insistere su questa proposta.
27/2/26
Sarajevo safari

In un documento di 17 pagine, datato 28 gennaio e inviato alla Procura di Milano, lo scrittore Ezio Gavazzeni, ha descritto le attività dei cosiddetti “cecchini del weekend” ovvero tutte quelle persone, tra cui italiani, che pagavano per uccidere e partecipare all’assedio di Sarajevo da parte dei serbo-bosniaci, tra il ’92 e il ’96, come “turisti” che prendevano parte all’orrore.
Gavazzeni ha appreso da una fonte in Bosnia-Erzegovina, Edin Subašić, ex ufficiale dell’intelligence militare bosniaca, di come quest’ultima, a fine ’93, avesse avvertito la locale sede dell’allora Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI, oggi denominata AISI) della presenza di almeno 5 italiani, che si trovavano sulle colline intorno alla città, accompagnati per sparare ai civili. Una volta messi al corrente della situazione sarebbero stati gli stessi servizi italiani ad aver messo fine ai terribili “safari”.
L’idea, poi messa da parte, di scrivere un romanzo su questa vicenda nasce dalle testimonianze rese davanti al Tribunale permanente dei popoli. In seguito, a riaccendere l’interesse dello scrittore è stato il documentario Sarajevo Safari del regista sloveno Miran Zupanič uscito nel 2022, in cui vengono raccontate le atroci testimonianze di Sarajevo. Dopo la diffusione del film anche l’ex sindaca Benjamina Karić sporse denuncia in Bosnia Erzegovina lo stesso anno.
A luglio è stata aperta un’inchiesta con l’obiettivo di individuare chi partecipò al massacro, col PM Alessandro Gobbis che indaga per omicidio volontario plurimo aggravato dai motivi abietti e dalla crudeltà.
Il primo indagato dell’inchiesta di Milano è un ottantenne ex metalmeccanico ed autotrasportatore veneto, Giuseppe Vegnaduzzo, che si è vantato senza alcuna vergogna di aver ucciso indiscriminatamente anziani, donne e bambini dalle postazioni militari Serbo-Bosniache. È stata la testimonianza di una donna, arrivata ad una tv locale veneta, a convogliare sull’ottantenne di San Vito al Tagliamento l’attenzione degli inquirenti che stanno lavorando almeno su un altro nome. Vegnaduzzo, assistito da un avvocato, è stato interrogato lunedì 9 febbraiodal PM Gobbis per provare che i viaggi frequenti durante gli anni della guerra nell’ex Jugoslavia fossero solo per lavoro e non, come ha detto pubblicamente in paese, anche per andare ad ammazzare nei «safari umani».
La Procura di Milano è stata la prima a mettere in atto gli accertamenti. Ora si stanno però muovendo anche autorità giudiziarie estere, come quelle belga, francese e svizzera.
Approfondimenti:
Openddb: Sarajevo Safari
ANSA: Caso ‘cecchini del weekend’ a Sarajevo, c’è un indagato per omicidio
Skytg24: Cecchini del weekend a Sarajevo, un 80enne indagato per omicidi tra il 1992 e il 1995
22/2/26
Remigrazione

Il termine remigrazione è un calco dall’inglese “remigration”, indica il “tornare al luogo d’origine”. Nel linguaggio politico e mediatico contemporaneo, tuttavia, il termine ha assunto un significato più specifico. Negli ultimi anni, infatti, “remigrazione” è stato utilizzato soprattutto per indicare l’idea del rimpatrio o dell’allontanamento di persone immigrate o di origine straniera da uno Stato europeo verso il loro Paese d’origine.
Il termine è comparso con maggiore frequenza nel dibattito pubblico negli ultimi tempi anche a livello europeo. Ciò è legato alla centralità del tema dell’immigrazione nel panorama politico nazionale e all’influenza del dibattito europeo. Alcuni attori politici e mediatici hanno adottato questa parola come parte della loro strategia comunicativa, per definire in modo più netto le proprie posizioni sulle politiche migratorie.
In Italia, nel 2024, è nato a tal proposito il Comitato Remigrazione e Riconquista, un gruppo promotore di una proposta di legge di iniziativa popolare che mira a tradurre in norme concrete il concetto di “remigrazione”. Il comitato è sostenuto da alcune realtà politiche della destra radicale italiana, tra cui CasaPound Italia, Rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani. Il suo obiettivo dichiarato è promuovere politiche volte al rimpatrio o al ritorno nei Paesi d’origine di persone immigrate, attraverso strumenti come espulsioni, incentivi economici per il rientro volontario e modifiche alla normativa sull’immigrazione. In questo senso, il comitato rappresenta una delle principali realtà che in Italia hanno contribuito alla diffusione e alla politicizzazione del termine “remigrazione” nel dibattito pubblico recente.
Nel 2025 si è tenuto a Gallarate (Varese) il Remigration Summit, un incontro promosso dal Comitato, movimenti e attivisti della destra radicale europea con l’obiettivo di discutere e sostenere il concetto di “remigrazione” come possibile indirizzo politico in materia di immigrazione. Pur trattandosi di un’iniziativa privata e non istituzionale, l’evento ha avuto ampia risonanza mediatica e ha contribuito a riportare il termine al centro del dibattito pubblico italiano ed europeo, suscitando al contempo critiche e mobilitazioni da parte di associazioni, sindacati e forze politiche contrarie.
È importante sottolineare che la proposta del Comitato è oggetto di discussione e controversia. Per alcuni rappresenta una proposta di politica migratoria; per altri, invece, solleva questioni legate ai diritti fondamentali, alla cittadinanza e all’integrazione sociale. Come accade spesso nel linguaggio politico, la scelta di una parola non è neutra: può contribuire a orientare il modo in cui un tema viene percepito e discusso dall’opinione pubblica. Pur avendo un’origine etimologica neutra, nel contesto attuale il termine assume un significato specifico, fortemente connotato con l’ideologia della destra estrema, sinonimo di espulsione di massa degli immigrati e spesso accompagnato da frasi e azioni che istigano all’odio e alla discriminazione.
Per approfondire:
Ansa.it: Frasi discriminatorie sui social, a processo l’organizzatore del Remigration Summit
Sky TG24: Conferenza su “remigrazione”, opposizioni cantano Bella ciao e occupano la sala stampa
12/2/26
Olimpiadi / Giochi Olimpici Invernali / Milano-Cortina

Le Olimpiadi sono una manifestazione sportiva internazionale che si svolge ogni quattro anni e riunisce atleti provenienti da tutto il mondo. Le Olimpiadi invernali comprendono discipline praticate su neve e ghiaccio, come sci, pattinaggio e hockey.
I Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 si svolgono attualmente in Italia dal 6 al 22 febbraio 2026 e rappresentano un evento di rilievo sia sportivo sia istituzionale. È la terza volta che l’Italia ospita i Giochi olimpici invernali, dopo Cortina d’Ampezzo nel 1956 e Torino nel 2006. Prima dell’inizio ufficiale delle competizioni, le Olimpiadi invernali sono precedute dal tradizionale viaggio della fiamma olimpica, chiamato staffetta della torcia olimpica.
Il viaggio della torcia è iniziato il 26 novembre 2025 e si è sviluppato su un percorso di circa 12.000 km attraverso l’Italia, coinvolgendo oltre 10 000 tedofori tra atleti, personalità pubbliche e cittadini. Durante la staffetta la torcia ha attraversato tutte le regioni italiane e numerose città, toccando luoghi simbolici e comunità locali, creando un momento di partecipazione collettiva e visibilità prima dell’apertura dei Giochi.
Una caratteristica centrale di questa edizione è la distribuzione delle sedi di gara su più territori e il coinvolgimento di più città e regioni, tanto da parlare di “Olimpiadi diffuse”: Milano, infatti, ospiterà principalmente le competizioni su ghiaccio, mentre Cortina d’Ampezzo e altre località montane delle regioni del Nord Italia accoglieranno le discipline sulla neve. Altra novità è stata l’accensione in contemporanea dei due Bracieri Olimpici presso l’Arco della Pace a Milano e in piazza Dibona a Cortina, le due località chiave di questi Giochi Olimpici Invernali.
Oltre all’aspetto sportivo, le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 hanno anche una rilevanza economica e sociale, poiché comportano interventi infrastrutturali e una forte visibilità internazionale. Allo stesso tempo, l’evento è oggetto di attenzione pubblica per quanto riguarda i costi, l’impatto ambientale e l’eredità lasciata ai territori coinvolti.
L’attenzione del pubblico si è soffermata anche sulla cerimonia di apertura, evento durato oltre due ore allo stadio di San Siro a Milano. Lo spettacolo ha alternato tradizione e innovazione per celebrare lo spirito italiano. Nonostante il grande riscontro ottenuto dalla cerimonia dal punto di vista artistico, non sono mancate le critiche. Infatti, a far discutere è stata la telecronaca di Paolo Petrecca, direttore di Rai Sport, che durante la cerimonia ha commesso svariati errori, tra cui scambio di luoghi simbolici, personalità pubbliche confuse e atleti o artisti non menzionati. A causa della bufera mediatica scatenatasi attorno alla telecronaca di Petrecca, il sindacato dei giornalisti della Rai, USIGRai, è intervenuto affermando che “la vicenda della telecronaca è stata un duro colpo all’immagine della Rai” e ha indetto per venerdì 13 febbraio uno sciopero delle firme dei giornalisti in tutti i telegiornali, giornali radio, nei programmi di informazione della Rai e sul web.
5/2/26
Sorteggio per il CSM

Il Consiglio superiore della magistratura (CSM) è l’organo previsto dall’art. 104 della Costituzione per l’autogoverno della magistratura. È composto dal Presidente della Repubblica (che lo presiede) dal primo Presidente della Corte di Cassazione e dal Procuratore Generale presso di essa (che ne sono membri di diritto) e da ventiquattro membri elettivi che durano in carica quattro anni: due terzi sono magistrati ordinari (eletti dalla magistratura), un terzo sono professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati con quindici anni di esercizio (cosiddetti “membri laici” eletti dal Parlamento in seduta comune).
L’attuale modello elettivo dei membri del CSM è, da tempo oggetto di discussione, soprattutto per il ruolo delle cosiddette “correnti” della magistratura, ovvero raggruppamenti che partecipano alla vita associativa e alle elezioni interne. La riforma che prevede la separazione delle carriere dei magistrati prevede anche la modifica di questo sistema di selezione e l’introduzione del sorteggio per il CSM.
Il sorteggio viene proposto come possibile alternativa o integrazione al sistema elettorale. In base a questa ipotesi, i magistrati chiamati a far parte del CSM non verrebbero scelti tramite una competizione elettorale, ma estratti a sorte da un elenco di candidati in possesso di determinati requisiti, come anzianità di servizio e adeguata esperienza professionale. Il tema del sorteggio per il CSM è al centro del dibattito in relazione al referendum previsto per il 22 marzo 2026 che chiamerà i cittadini a esprimersi su questa modifica.
Per approfondire:
Wired: Referendum sulla giustizia 2026, quando si vota e cosa prevede il quesito confermativo
Giustizia insieme: Il sorteggio per il Csm e le correnti dell’associazionismo giudiziario
Orizzonti Politici: La selezione dei membri dei CSM tramite sorteggio: considerazioni a margine della Riforma della Giustizia
31/1/26
ICE a Milano Cortina

L’Immigration and Custom Enforcement, o semplicemente Ice, è la principale agenzia americana dedicata all’applicazione delle leggi sull’immigrazione. Fondata nel 2002, in seguito all’attacco terroristico dell’11 settembre 2001, durante il primo anno del mandato del presidente Trump è passata da 10 mila a 22 mila agenti, in particolare grazie a una campagna di reclutamento costata 100 milioni di dollari. Lo scorso anno le candidature sono state oltre 220mila, favorite dagli alti stipendi e bonus, tra cui il condono dei debiti universitari per gli ex studenti. Il tempo di addestramento delle reclute è stato dimezzato a 8 settimane, ed è inoltre stato cancellato il requisito di una padronanza minima dello spagnolo, la lingua più diffusa tra i migranti.
Una divisione dell’ICE, ovvero la componente investigativa Homeland security investigations, sarà presente in Italia in occasione dei prossimi giochi olimpici invernali di Milano Cortina e supporterà il servizio di sicurezza diplomatica del dipartimento di Stato statunitense nel processo di verifica e mitigazione dei rischi provenienti da organizzazioni criminali transnazionali. È stato inoltre dichiarato che le operazioni di sicurezza rimarranno sotto l’autorità italiana e che l’Ice non avrà il potere di condurre operazioni di controllo dell’immigrazione al di fuori degli Stati Uniti.
Le autorità italiane avevano inizialmente smentito le voci sulla presenza degli agenti dell’Ice e avevano poi cercato di minimizzarne il ruolo, sostenendo che si sarebbero limitati a garantire la sicurezza della delegazione statunitense, in quanto la protezione dei cittadini statunitensi durante le Olimpiadi all’estero è tradizionalmente affidata al Servizio di sicurezza diplomatica del Dipartimento di Stato. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha descritto le reazioni avverse alla presenza degli agenti Ice, scaturite soprattutto in seguito a eventi come l’uccisione di Renee Good e Alex Pretti, “una polemica sul nulla” poiché l’Ice “non opererà mai sul territorio italiano in quanto tale” e l’effettiva presenza degli agenti non è ancora certa. La polemica e l’incertezza intorno all’arrivo degli agenti e alle loro funzioni sul territorio italiano è stata nuovamente innescata dalle parole del governatore lombardo Attilio Fontana che, a margine di un evento a Palazzo Lombardia, aveva in prima battuta confermato la presenza dei membri dell’agenzia, salvo poi affrettarsi a smentire.
I partiti di opposizione hanno presentato un’interrogazione al governo per chiedere in base a quali accordi sia riconducibile la presenza dell’Ice e stanno raccogliendo firme per una petizione contro l’arrivo degli agenti.
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha dichiarato di non sentirsi tutelato da Piantedosi, che “questa è una milizia che uccide”, “ una milizia che entra nelle case della gente firmandosi il permesso, è chiaro che non sono i benvenuti a Milano” e che “gli agenti dell’Ice non devono venire in Italia perché non sono allineati al nostro modo democratico di garantire la sicurezza”.
Per approfondire:
RTL 102.5: Beppe Sala a RTL 102.5: “Sugli agenti dell’ICE non mi sento tutelato da Piantedosi, non abbiamo bisogno dell’ICE per garantire la sicurezza a Milano Cortina
Sky TG24: Agenti USA dell’ICE alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina? Cosa sappiamo
AdnKronos: Milano-Cortina 2026, polemica su Ice alle Olimpiadi. Piantedosi: ” Mai agenti per le strade”
Il Post: Cos’è questa storia dell’ICE alle Olimpiadi Milano Cortina
Internazionale: Polemiche in Italia per la presenza dell’Ice alle Olimpiadi di Milano Cortina
25/1/26
Dimensionamento scolastico

Il dimensionamento scolastico è un piano di dimensionamento per il prossimo anno scolastico che implica la riduzione di presidenze e segreterie e l’accorpamento di classi. Il dimensionamento rientra tra le riforme previste dal PNRR definite dal precedente governo e riguarda esclusivamente la riorganizzazione amministrativa e non comporta invece la chiusura di plessi scolastici. Il piano di dimensionamento scolastico implica la riorganizzazione della rete scolastica italiana dopo il calo demografico degli studenti attraverso l’unione di istituti e la riduzione di personale scolastico
Questa proposta ha l’obiettivo di contrastare il problema dello spopolamento scolastico e si basa su una quota di 983 alunni medi per istituzione scolastica. Quattro regioni (Sardegna, Emilia-Romagna, Toscana e Umbria) sono state commissariate dal governo nell’ultimo Consiglio dei ministri in quanto non hanno attuato il dimensionamento richiesto e, pertanto, considerate “ribelli”.
Nel dibattito pubblico sul piano di dimensionamento scolastico sono emerse anche posizioni critiche. In particolare, alcuni esponenti politici e organizzazioni sindacali hanno espresso preoccupazioni in merito agli effetti della riorganizzazione. Secondo i dati riportati da Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, negli ultimi quindici anni il numero dei dirigenti scolastici si è ridotto significativamente. Anche la Flc Cgil ha segnalato possibili ricadute sul personale amministrativo, tecnico e ausiliario e sull’organizzazione complessiva delle istituzioni scolastiche, evidenziando il rischio di un impatto sulla qualità dell’offerta formativa.
Per approfondire:
Dimensionamento scolastico, Governo commissaria Sardegna e altre tre Regioni
Lo spopolamento ridisegna la mappa delle scuole: tra riforme Pnrr e scontro politico
Dimensionamento, è scontro totale: la Toscana rischia il commissariamento per aver difeso le scuole, FLC CGIL all’attacco: “Manovra vendicativa e ipotesi inaccettabile”
Dimensionamento scolastico: prevale la competenza statale
18/1/26
Semestre filtro

Il semestre filtro è una novità introdotta a livello nazionale dall’anno accademico 2025-26 per l’accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria e Medicina Veterinaria e sostituisce il vecchio test di ingresso. Con l’introduzione di questo sistema si consente agli studenti interessati di frequentare gratuitamente, senza obbligo di frequenza e senza dover sostenere alcun test di ingresso il primo semestre di uno dei corsi sopra citati, secondo le modalità previste dal DL 71/2025 e successivi decreti ministeriali.
Chimica e propedeutica biochimica, Fisica e Biologia sono i tre insegnamenti erogati nel corso del semestre, ciascuno con il valore di 6 crediti formativi (CFU) per un totale di 18. Con il superamento dei tre esami è prevista la convalida dei crediti. La graduatoria nazionale per l’accesso al corso dipende dai punteggi conseguiti nei singoli esami.
Il governo ha definito questa riforma come storica, ed i commenti della ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini sono tutti positivi. La ministra infatti ha spiegato il suo punto di vista affermando che i numeri registrati sono assolutamente positivi e che vanno messi nella giusta prospettiva, perché nonostante le criticità riscontrate la riforma funziona e che “I risultati potranno essere migliorati con il supporto di tutti”.
Nonostante questi commenti positivi però, molteplici sono le associazioni studentesche che hanno protestato contro la nuova organizzazione, definendola “più caotica, escludente e soprattutto stressante”. Già all’inizio del semestre sono state mosse delle critiche riguardo l’erogazione dei corsi e la qualità delle lezioni, perché molti atenei non avendo aule abbastanza grandi da ospitare tutti gli studenti, hanno deciso di optare per la didattica a distanza, utilizzata nel periodo del covid, o di fare delle lezioni preregistrate da seguire in modalità asincrona, eliminando completamente il confronto con i docenti e lo scambio tra studenti.
Il Segretariato Italiano Studenti in Medicina (SISM), sostiene inoltre che in questi mesi ci sia stato un aumento della pressione psicologica nei confronti degli studenti che ha contribuito a caricare la formazione di tensione e incertezza, aumentando inoltre la competizione tra colleghi.
Dopo la conclusione del semestre filtro e in seguito al superamento dei test finali, l’otto gennaio scorso è stata pubblicata la graduatoria nazionale di Medicina. Dalla piattaforma Universitaly gli studenti possono verificare il punteggio ottenuto e l’assegnazione della sede nella propria area riservata. Gli idonei sono 22.688 su 54.313 iscritti iniziali, tuttavia i posti disponibili restano inferiori al numero degli idonei: 17.278. Questo significa che circa cinquemila studenti idonei dovranno cercare altri corsi affini nei quali immatricolarsi.
Il 28 gennaio verranno pubblicate le graduatorie definitive e si apriranno invece le domande per le immatricolazioni ai corsi affini, che si chiuderanno il 31 del mese. A queste seguiranno il 2 febbraio le liste pubblicate online dai singoli atenei. Tutti gli studenti che non proseguono nel corso scelto potranno immatricolarsi in qualsiasi corso di studio anche oltre i termini previsti dai regolamenti degli atenei ed entro il 6 marzo.
24/12/25
Leva obbligatoria

Con leva obbligatoria, o servizio militare di leva, si intende l’obbligo imposto ai cittadini, da parte dello Stato, di prestare servizio nelle forze armate per un periodo definito.
Fino al 2005 in Italia i cittadini maschi al 19° anno di età erano chiamati per la leva obbligatoria. Con la Legge 226/2004 (nota come Legge Martino) il servizio di leva è stato sospeso, ma non abolito. Infatti, la legge prevede la possibilità di ripristinare la leva in caso di:
- delibera dello stato di guerra, ai sensi dell’articolo 78 della Costituzione;
- grave crisi internazionale nella quale l’Italia è coinvolta direttamente o in ragione della sua appartenenza ad un’organizzazione internazionale.
Anche dopo la sua sospensione, la leva obbligatoria è rimasta un tema ricorrente nelle discussioni politiche. Diverse forze politiche, in particolare quelle di destra, hanno sollevato più volte la questione del ritorno del servizio obbligatorio.
Attualmente il servizio di leva obbligatoria è tornato al centro del dibattito pubblico e politico a causa delle tensioni geopolitiche e dei cambiamenti nel contesto europeo. Infatti, sono sempre di più i paesi europei che si muovono verso la reintroduzione del servizio militare di leva. A tal proposito, il Ministro della Difesa Crosetto, ha dichiarato di essere pronto a presentare un disegno di legge al Consiglio dei Ministri affinché venga poi discusso in Parlamento. Crosetto ha aggiunto che il ddl mira a garantire la sicurezza del Paese nei prossimi anni e, durante una conferenza a Parigi, ha specificato che non si tratterà di una leva obbligatoria, bensì volontaria. Il progetto prevede la creazione di una riserva militare ausiliaria composta da volontari con l’obiettivo di arruolare 10mila riservisti da affiancare ai militari di carriera.
Tuttavia, al momento non è ancora chiaro il quadro normativo definitivo. Infatti, non c’è certezza su età, requisiti, durata del servizio e organizzazione dei riservisti.
Per approfondire:
IlSole24ore: Sondaggio: la maggioranza degli italiani è favorevole alla leva obbligatoria
AdnKronos: Servizio militare obbligatorio o volontario, ecco le proposte in stand-by in Parlamento
12/12/25
Consenso

Recentemente la camera dei Deputati ha approvato all’unanimità la proposta di legge bipartisan che modifica l’articolo 609-bis del codice penale in materia di violenza sessuale, introducendo la nozione di “consenso libero e attuale”.
Secondo il nuovo testo, “qualunque atto sessuale che venga posto in essere senza che vi sia il consenso libero e attuale della persona coinvolta integra pertanto il delitto di violenza sessuale”. Secondo la formula rinnovata dell’art. 609-bis del codice penale «chiunque compie o fa compiere o subire atti sessuali a un’altra persona senza il consenso libero e attuale di quest’ultima è punito con la reclusione da sei a dodici anni». Prima, per essere reato, la legge richiedeva che ci fosse forza fisica, minaccia, coercizione o abuso di autorità con la conseguenza che, spesso, casi in cui non c’era resistenza o segni visibili di violenza venivano archiviati.
Col provvedimento, l’Italia si allinea alle disposizioni della Convenzioni di Istanbul. Infatti, il consenso deve essere libero, ossia dato volontariamente, e attuale, ovvero che deve esistere durante tutto il rapporto ed è revocabile in ogni momento.
La segretaria del Pd Schlein ha definito la modifica dell’articolo come “una svolta culturale fondamentale” e, pubblicando una foto con la Premier Meloni, ha aggiunto: “abbiamo dimostrato che su questo tema fondamentale si può andare a trovare un terreno comune tra maggioranza e opposizione”.
Questa modifica permette di:
- dare un forte significato al principio di consenso, non solo come norma giuridica, ma come cambiamento culturale;
- chiarire che la riforma non riguarda solo la punizione di abusi violenti, ma anche di atti sessuali in cui semplicemente non è stato dato un consenso reale e consapevole;
- considerare il consenso come un requisito attivo e non implicito: il silenzio o l’assenza di un “no” non bastano.
Sebbene il testo sia stato approvato dalla Camera, il voto al Senato è stato rinviato in quanto ha incontrato alcune resistenze nella maggioranza. Infatti, alcune forze politiche, tra cui la Lega, hanno espresso dei dubbi sul disegno di legge. Secondo Salvini, la formulazione del testo potrebbe essere troppo soggetta all’interpretazione e rischierebbe di intasare i tribunali, aumentare lo scontro e le vendette personali.
Si prevede che il voto avverrà non prima di febbraio 2026, dopo un’analisi in commissione.
Se sarà definitivamente approvata, questa legge comporterà un profondo cambiamento culturale che invita tutta la società a rivedere il modo in cui interpreta le relazioni, la libertà e il rispetto reciproco. In questo senso, il consenso non è solo un requisito legale: è un valore culturale che responsabilizza e protegge.
7/11/25
“Famiglia nel bosco”

Con “famiglia nel bosco” si fa riferimento a una famiglia che vive isolata in un casolare nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti, Abruzzo.
La vicenda della famiglia, composta da una coppia anglo-australiana e tre minori, è diventata un caso politico e mediatico a seguito della decisione del Tribunale per i minori dell’Aquila circa la sospensione della potestà genitoriale e l’allontanamento dei tre minori in una struttura protetta.
La decisione del Tribunale è stata presa a un anno dalla segnalazione dei servizi sociali a seguito di un ricovero in ospedale dei tre bambini per un’intossicazione da funghi e dal controllo dell’abitazione da parte dei carabinieri. Infatti, dai rapporti dei servizi sociali si legge che la famiglia viveva in un’abitazione rurale in pietra, priva di impianto idraulico e rete fognaria. Inoltre, i genitori avevano optato per l’istruzione parentale impedendo, di fatto, ai figli di frequentare altri bambini: secondo il tribunale, infatti, la privazione del confronto fra pari in età scolare può avere effetti significativi sullo sviluppo del bambino ed è questa la motivazione alla base della decisione di allontanamento.
Il caso ha scatenato un acceso dibattito pubblico tra favorevoli e contrari allo stile di vita adottato dalla famiglia. È stata lanciata anche una petizione online, che ha raccolto più di 30mila firme, per chiedere che la famiglia possa restare nella loro casa nel bosco. In realtà, quella che doveva essere una storia con al centro i diritti di tre bambini, si è trasformata nell’ennesimo scontro fra politica e magistratura. Il ministro della Giustizia Nordio, dopo essersi sentito con la premier Meloni, ha dichiarato la possibilità di fare delle verifiche e inviare degli ispettori. Anche il vicepremier e ministro dei Trasporti Salvini si è espresso a favore della famiglia, e riferendosi ai magistrati ha dichiarato: “Anche questa storia dimostra che una profonda, sana e giusta riforma della giustizia che non funziona, sarà fondamentale”. L’Associazione nazionale magistrati ha risposto definendo inopportuna la “strumentalizzazione del caso” e precisando che la decisione dei giudici “si fonda su valutazioni tecniche: sicurezza, condizioni sanitarie, obbligo scolastico”.
Per approfondire:
AdnKronos: Famiglia nel bosco, genitori accettano il casolare offerto gratuitamente da un imprenditore
27/11/25
Coppa Davis

La Coppa Davis (originariamente chiamata International Lawn Tennis Challenge) è il torneo di tennis maschile per nazioni più prestigioso al mondo, l’equivalente di un “mondiale” a squadre per il tennis. Il nome deriva dall’ideatore del torneo, Dwight F. Davis, studente dell’Università di Harvard, che nel 1900 acquista il trofeo d’argento (l’insalatiera) di tasca sua per lanciare una competizione internazionale contro i britannici.
L’Italia partecipa fin dal 1922. Vince il torneo per la prima volta nel 1976 e poi trionfa di nuovo nel 2023 e nel 2024. In particolare, con la vittoria del 2024 l’Italia ha consolidato il suo dominio nelle classifiche mondiali per nazioni.
Negli ultimi anni il team azzurro ha mostrato una grande profondità, tanto che è riuscito a competere anche senza i suoi giocatori più famosi. Nel 2025, infatti, l’Italia affronta le Finali a Bologna e vince senza Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, una scelta che ha attirato grande attenzione sulla solidità del gruppo.
Il capitano Filippo Volandri ha puntato su giocatori come Matteo Berrettini, Flavio Cobolli e Lorenzo Sonego, dimostrando che l’Italia ha talento anche fuori dalle sue punte di diamante. Questa fiducia nel collettivo ha dato i suoi frutti: l’Italia ha conquistato il suo quarto titolo di Coppa Davis vincendo la finale 2-0 contro la Spagna. Durante i festeggiamenti c’è stato anche un po’ di imbarazzo. L’insalatiera d’argento, infatti, si è rotta: mentre veniva passata fra i giocatori, la parte superiore si è staccata dalla base ed è caduta a terra. Berrettini e gli altri hanno subito cercato di rimetterla insieme, suscitando sorrisi e risate tra il pubblico.
Il tris di vittorie consecutive 23-24-25 è un risultato storico che certifica non solo il valore dei singoli, ma la forza dell’intero movimento tennistico italiano.
Per approfondire:
Gazzetta.it: Anche Sinner fa festa dalle vacanze: “Complimenti per questa vittoria incredibile”
AdnKronos: Cobolli, Berrettini e la conferenza show dopo il trionfo in Coppa Davis – video
21/11/25
Gemelle Kessler

Le gemelle Kessler, Alice ed Ellen, erano due sorelle tedesche nate il 20 agosto 1936 a Nerchau, in Sassonia. Fin da piccolissime iniziano a studiare danza, entrando nel corpo di balletto dell’Opera di Lipsia. All’età di 16 anni, la famiglia fugge dalla Germania dell’Est e le due gemelle iniziano una carriera artistica che le porterà a diventare celebri in tutta Europa.
La loro fama cresce soprattutto negli anni ’60, quando si trasferiscono in Italia: diventano icone della televisione italiana grazie ai programmi di varietà come Studio Uno e al famoso stacchetto “Da-da-un-pa”. Le loro gambe longilinee e le coreografie sincronizzate conquistano il pubblico, tanto da essere soprannominate “le gambe della nazione”.
Alice ed Ellen sono importanti per l’Italia non solo per il loro contributo al mondo dello spettacolo, ma anche come simbolo di emancipazione e glamour: hanno incarnato lo spirito degli anni del boom economico italiano, portando eleganza, femminilità e un tocco di audacia in TV.
In questi giorni le gemelle Kessler sono tornate al centro dell’attenzione in Italia per la loro scomparsa, avvenuta il 17 novembre 2025 che ha avuto un forte impatto mediatico e ha occupato molte pagine di cronaca. Alice ed Ellen Kessler sono morte insieme, nella loro casa di Grünwald (vicino Monaco), ricorrendo al suicidio assistito, una pratica legale in Germania a certe condizioni.
Per approfondire:
Il Corriere della Sera: Le gemelle Kessler trovate morte insieme nella loro casa di Gruenwald: Alice ed Ellen avevano 89 anni. «Hanno optato per il suicidio assistito»
Skytg24: Timeline, la scomparsa delle gemelle Kessler e il dibattito sul fine vita in Italia
14/11/25
Patrimoniale

La patrimoniale è un’imposta che colpisce il patrimonio di una persona, cioè l’insieme dei suoi beni e delle sue ricchezze, ad esempio case, terreni, conti correnti, azioni, gioielli o altri beni di valore. Essa può essere fissa o variabile: nel primo caso, viene versata indistintamente da tutti i contribuenti per lo stesso importo; nel secondo, varia in funzione del patrimonio dei contribuenti. È una sorta di “tasto rosso” che lo Stato ha a disposizione per far fronte a un’emergenza: per questo motivo, la patrimoniale viene presa in considerazione solo in periodi eccezionali, come conflitti bellici o crisi economiche.
Negli ultimi mesi in Italia si è tornato a parlare di tassa patrimoniale, cioè un’imposta che colpisce non i redditi, ma i beni e le ricchezze possedute. Il dibattito è nato soprattutto dopo la proposta del segretario della CGIL, Maurizio Landini, che ha suggerito un “contributo di solidarietà” dell’1% per i cittadini che dichiarano oltre due milioni di euro. L’obiettivo sarebbe quello di ridurre le disuguaglianze e raccogliere risorse da destinare a sanità, scuola e welfare.
La proposta ha diviso profondamente la politica. Il governo si è detto fermamente contrario, sostenendo che una tassa del genere penalizzerebbe chi ha lavorato per costruire il proprio patrimonio e rischierebbe di far fuggire capitali all’estero. Chi la difende, invece, sostiene che colpire solo l’1% più ricco della popolazione sia una misura di giustizia sociale, soprattutto in un periodo in cui crescono le difficoltà economiche per le famiglie e il costo della vita rimane alto.
Per approfondire:
Skytg24: Patrimoniale, cos’è e in che modo può essere applicata
AdnKronos: Patrimoniale in Italia: che cos’è, quante persone coinvolgerebbe e cosa succede in Europa
5/11/25
Il Ponte sullo Stretto

Il Ponte sullo Stretto è un progetto di costruzione di un ponte stradale e ferroviario sullo Stretto di Messina, ideato per collegare in modo stabile la Sicilia alla penisola italiana, e di conseguenza al resto d’Europa.
L’idea risale addirittura al 1840, prima dell’Unità d’Italia, quando il re Ferdinando II delle Due Sicilie pensò alla realizzazione di un ponte che collegasse l’isola al “continente”. Il progetto non fu realizzato per gli alti costi dell’opera.
Negli anni continuarono le proposte di realizzazione, tra queste anche proposte di gallerie sottomarine e la creazione di isole artificiali per sostenere meglio il ponte. Tuttavia, ogni progetto fu sempre giudicato di difficile costruzione, specialmente perché la zona è spesso soggetta a scosse sismiche.
Nel 1971 il governo autorizza la creazione di una società per la progettazione, la realizzazione e la gestione del Ponte sullo Stretto, la “Stretto di Messina S.p.A.”. Dopo il susseguirsi di diversi progetti viene scelto quello a campata unica. Il progetto preliminare viene approvato nel 2003.
Dal 2000 il progetto viene modificato più volte tenendo conto anche degli aspetti geologico-geotecnici-sismici e dell’impatto ambientale e le sue fortune sembrano essere legate ai governi che negli anni si succedono.
Lo scorso 16 marzo il governo ha approvato un decreto che consente l’immediato riavvio del percorso di progettazione e realizzazione dell’opera. Il 6 agosto 2025 il Cipess – Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile – approva il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina. Sarà lungo 3.666 metri e largo 60. Le torri saranno alte 399 metri, per una capacità massima di 6mila veicoli all’ora e 200 treni al giorno. Tuttavia, il 29 ottobre la Corte dei conti ha negato il visto di legittimità alla delibera del Cipess sul ponte sullo stretto. L’Esecutivo rimane comunque fermo sull’obiettivo di procedere con la realizzazione dell’opera e ne continua a sottolineare i vantaggi in larga scala come la rete produttiva e turistica, i benefici sul PIL e quelli sull’ambiente, poiché il ponte dovrebbe consentire di spostare il traffico dalla gomma alla ferrovia.
Nonostante del ponte non vi sia ancora traccia, tra la progettazione, gli studi effettuati, il pagamento degli stipendi e i costi di gestione delle società, sono stati spesi fino ad oggi circa 300 milioni di euro. I partiti politici sono divisi sulla fattibilità e sui reali benefici di questo progetto.
Per approfondire:
Parlamento Italiano: Il CIPESS approva il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina
IlSole24ore: Ponte sullo Stretto, tutti i nodi da sciogliere. Ora si blindano i fondi
Legambiente: Il grande bluff del Ponte sullo Stretto
Strade e Autostrade: Il ponte sullo Stretto: pro e contro dello stato dell’arte
30/10/25
Carta Valore

La “Carta Valore” è una Carta elettronica facente parte delle Misure in materia di cultura presenti nella bozza della Legge di Bilancio 2026, approvata dal Consiglio dei ministri lo scorso 17 ottobre. La misura sostituirà le precedenti Carta della Cultura Giovani e Carta del Merito, assegnate rispettivamente a diciottenni appartenenti a famiglie con ISEE inferiore a 15.000 euro e ai diplomati con il massimo dei voti.
Secondo quanto riportato dall’ art. 108 della bozza, per la Carta verranno stanziati 180 milioni di euro annui a decorrere dal 2027.
A differenza delle misure precedenti, la “Carta Valore” elimina il vincolo di reddito e di merito e sarà assegnata agli studenti che avranno conseguito il diploma finale presso istituiti di istruzione secondaria di secondo grado o equiparati entro il diciannovesimo anno di età. L’assegnazione sarà automatica, senza necessità di presentare domanda, e il credito sarà attivo l’anno successivo al conseguimento del titolo. Restano invariate le voci di spesa della Carta, utilizzabile per l’acquisto di:
- libri e prodotti musicali;
- biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche e spettacoli dal vivo;
- abbonamenti a quotidiani e periodici;
- titoli di accesso a mostre ed eventi culturali;
- corsi di lingua straniera, teatro, danza o musica
La misura ha suscitato critiche per la sua selettività: saranno esclusi i giovani che non completano il percorso scolastico nei tempi ordinari o chi ha frequentato corsi di formazione professionale triennali gestiti dalle regioni.
25/10/25
Educazione affettiva (nelle scuole)

L’educazione affettiva è un percorso formativo che mira a sviluppare negli studenti la consapevolezza, la gestione e l’espressione delle proprie emozioni, nonché la capacità di instaurare relazioni sane, rispettose ed empatiche con gli altri. Si tratta di un ambito educativo che affianca quello cognitivo e sociale, e che si propone di favorire la crescita equilibrata della persona, affrontando temi come l’identità, l’empatia, il rispetto reciproco, la comunicazione emotiva e, nei gradi scolastici più alti, anche la dimensione dell’affettività e della sessualità.
Negli ultimi anni, l’educazione affettiva è diventata un tema centrale nel dibattito politico e socio-educativo italiano per diverse ragioni:
- aumento dei casi di violenza di genere, bullismo e discriminazione, che evidenziano la necessità di un’educazione emotiva e relazionale fin dalla giovane età
- crescente disagio psicologico tra gli adolescenti, aggravato anche dall’uso dei social media e dall’isolamento post-pandemico
- esigenza di promuovere il rispetto e la parità, superando stereotipi di genere e modelli relazionali tossici.
Attualmente, in Italia non esiste una legge nazionale che renda obbligatoria l’educazione affettiva o sessuale nelle scuole. Nel 2025, tuttavia, si è acceso un ampio dibattito politico in seguito all’approvazione, alla Camera dei Deputati, di un emendamento che limita fortemente queste iniziative.
Il testo approvato vieta alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado di proporre attività didattiche “attinenti all’ambito della sessualità”. Per le scuole superiori, tali progetti restano possibili solo con il consenso scritto dei genitori e previa conoscenza dei materiali didattici utilizzati.
Il dibattito rimane aperto tra chi ritiene necessario regolamentare i contenuti per tutelare i minori e chi invece teme che vietare o limitare eccessivamente queste attività significhi privare i giovani di un’educazione fondamentale alla consapevolezza e al rispetto.
2/10/25
Flotilla

Con questo termine ci si riferisce alla Global Sumud Flotilla, una flotta coordinata e non violenta, composta da piccole imbarcazioni che partono dai porti del Mediterraneo per rompere l’assedio imposto a Gaza. La flottiglia, composta da più di 50 barche e partecipanti provenienti da 44 paesi, è salpata a fine agosto dai porti di Barcellona, Genova, Tunisia, Catania e Siro in Grecia.
Nella notte fra il 1° e il 2 ottobre la Flotilla è stata abbordata da Israele con 20 navi a 70 miglia da Gaza. Le persone a bordo sono state trasferite a terra e da lì saranno espulse.
La reazione dei sindacati e della società civile italiana è stata immediata: nella tarda serata e nella notte sono scesi in strada a manifestare migliaia di cittadini in molte città italiane. Ci sono occupazioni di scuole e università e per venerdì 3 ottobre è stato indetto uno sciopero generale.
Per approfondire:
Il Corriere della Sera: Flotilla, così i commando israeliani hanno attaccato gli attivisti: droni, motovedette, poi i gommoni super veloci
IlSole24ore: Flotilla, diverse barche intercettate. Tajani: italiani saranno portati in Israele e poi espulsi. Cgil e Usb: venerdì sciopero generale
Pagella Politica: L’equipaggio della Flotilla ha violato il codice penale italiano?
18/9/25
Operazione “Sentinella dell’Est”

La nuova missione avviata dalla Nato – che coinvolge quindi anche l’Italia – per difendere Polonia e Paesi baltici dopo l’incursione di droni russi dallo spazio bielorusso è stata denominata “Sentinella dell’Est”.
Al centro del pattugliamento ci saranno lo spazio aereo e le infrastrutture strategiche, con mezzi forniti da vari alleati: due F16 e una fregata olandese, tre Rafale francesi e quattro Eurofighter tedeschi.
L’Italia, in quanto membro Nato, si prepara a partecipare all’operazione Sentinella dell’Est rafforzando con due caccia Eurofighter il contingente militare e i mezzi dispiegati lungo il fronte orientale dei confini Nato in Europa. Dal Ministero della Difesa, tuttavia, arrivano smentite sull’effettiva partecipazione dell’Italia. Il Dicastero, infatti, ha pubblicato una nota ufficiale secondo la quale non è ancora pervenuta alcuna richiesta ufficiale e, quindi, non è ancora stata presa alcuna decisione in tal senso.
Per approfondire:
Open.online: Cosa è e come funziona l’Operazione sentinella della Nato
11/8/25
ZES

Una ZES , Zona Economica Speciale, è una regione geografica dotata di una legislazione economica differente dalla legislazione in atto nella nazione di appartenenza. Le ZES sono state istituite nel 2017 con l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle imprese presenti e l’insediamento di nuove attività nelle regioni del Mezzogiorno, anche grazie a semplificazioni degli adempimenti amministrativi e burocratici, agevolazioni fiscali e doganali. Fino al 2024 erano divise in 8 macroaree, poi, dal 1° gennaio 2024, con il Decreto Sud è stata istituita una Zona Economica Speciale unica per il Mezzogiorno con l’idea di favorire una programmazione maggiormente integrata e coordinata ma, allo stesso tempo, conservare le specificità dei territori coinvolti.
Il Consiglio dei Ministri del 4 agosto 2025 ha approvato un disegno di legge per estendere la ZES unica per il Mezzogiorno alle regioni Umbria e Marche (finora la ZES coinvolgeva Calabria, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Molise, Sicilia e Sardegna).
Per approfondire:
Governo Italiano: ZES Unica e Zone Economiche Speciali (ZES)
IlSole24ore: Ecco cosa è la Zes unica e come funzionano i crediti d’imposta
Fidens Consulting: La ZES Unica si amplia: incluse anche Marche e Umbria con procedura semplificata
30/7/25
Riccanza

Il termine “riccanza” è un neologismo che indica la ricchezza esibita con ostentazione. Deriva dal titolo di uno show, serie TV e programma televisivo in onda dal 2016 su varie piattaforme che racconta la brillante vita quotidiana di millennial benestanti provenienti da famiglie ricche della società italiana.
Negli ultimi giorni, questo termine è molto diffuso sulla stampa italiana in riferimento allo scandalo dell’attore Raul Bova, vittima di un ricatto per alcuni audio intimi inviati a una modella e poi divulgati sui social. Dopo un tentativo di estorsione respinto da Bova, le chat private fra l’attore e la giovane modella/influencer sarebbero state fornite al re del gossip Fabrizio Corona da Federico Monzino, 29enne imprenditore milanese, erede della famiglia che ha fondato il colosso Standa e oggi attiva nella nautica con il marchio Cranchi Yachts nonché amico della modella che gliele avrebbe inviate con l’obiettivo di diffonderle e diventare così famosa. La Procura ha aperto un’inchiesta per tentata estorsione ai danni dell’attore.
Per approfondire:
RaiNews: Gli audio rubati a Raoul Bova, indagato un amico della modella. La Procura apre un’indagine
AdnKronos: Audio rubati a Raoul Bova, indagato un pr milanese amico della modella Ceretti
23/6/25
Paragon

Paragon Solution è una società israeliana che ha sviluppato Graphite, una tecnologia di sorveglianza di livello militare in grado di penetrare anche in smartphone criptati. Questo spyware riesce, attraverso Whatsapp, ad accedere a foto, video e contatti, trasformando i dispositivi in microfoni ambientali.
Il 14 febbraio, a seguito del caso di spionaggio ai danni del fondatore dell’Ong Mediterranea Saving Humans, Luca Casarini, e del direttore di Fanpage, Francesco Cancellato, le due agenzie che costituiscono il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica Italiana Aise (Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna) e Aisi (Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna) avevano deciso di sospendere temporaneamente l’impiego di Graphite in attesa degli accertamenti del Comitato. L’azienda israeliana Paragon aveva offerto sia al governo che al Parlamento italiano un modo per determinare se il suo sistema fosse stato utilizzato contro il giornalista di Fanpage in violazione della legge italiana e dei termini contrattuali. Poiché, però, le autorità italiane avevano scelto di non procedere con questa soluzione, Paragon ha risolto i suoi contratti in Italia.
Negli ultimi giorni sono spuntati anche i nomi di altri giornalisti spiati tramite il software della Paragon (uno su tutti Roberto D’Agostino, fondatore di Dagospia). Il più attivo a denunciare il caso Paragon è il senatore di Italia Viva, Matteo Renzi, che ha paragonato questo caso al Watergate.
Per approfondire:
Ansa: Paragon, affidati gli esami tecnici sui telefoni spiati
Fanpage: Paragon, senatori Pd annunciano interrogazione: “Nuove ombre, governo non può continuare a nascondersi”
Skytg24: Caso Paragon, Cancellato: “Il governo dia risposte”
13/6/25
Quorum

Il quorum è Il numero legalmente necessario per la validità delle adunanze e delle deliberazioni di determinati organi collegiali. Nel caso dei referendum, in Italia, è necessario che si rechino alle urne metà degli aventi diritto al voto più uno, pena la nullità della consultazione.
Lo scorso 8 e 9 giugno si sono tenuti in Italia 5 referendum abrogativi (4 inerenti il mondo del lavoro e 1 sull’abbassamento da 10 a 5 anni per ottenere la cittadinanza italiana). La percentuale di elettori che si sono presentati al seggio è stata del 30,6%, quindi molto al di sotto del quorum richiesto e, come ogni volta, è iniziata la discussione pubblica sulla necessità di abbassare il quorum ed è partita la raccolta di firme per richiedere questa riforma costituzionale.
Dal 1946 ad oggi, gli italiani sono stati chiamati a esprimersi su un quesito referendario 78 volte e soltanto 39 volte si è raggiunto il quorum.
Per approfondire:
Wired: Risultati referendum, i dati del ministero dell’Interno
Wired: l referendum non ha raggiunto il quorum, non è giunta l’ora di una riforma?
26/5/25
Jobs Act

Con il termine Jobs Act s’intendono l’insieme delle misure e dei provvedimenti normativi avviati dal Governo con la Legge delega 183/2014 al fine di favorire il rilancio dell’occupazione, riformare il mercato del lavoro e il sistema delle tutele. Approvato durante il governo guidato da Matteo Renzi, oggi leader di Italia Viva ed entrato in vigore il 7 marzo del 2015, questo provvedimento offre la possibilità di districarsi tra le varie tipologie contrattuali, ovvero contratto di lavoro subordinato, autonomo, parasubordinato, contratti di formazione e speciali.
Da sempre osteggiato dai partiti di sinistra e dal sindacato, il Jobs Act è tornato di attualità in quanto l’otto e il nove giugno i cittadini italiani sono chiamati alle urne per votare cinque referendum abrogativi, di cui quattro riguardanti il lavoro (il quinto riguarda il diritto alla cittadinanza). Il referendum è stato proposto dalla CGIL, e ufficializzato dopo l’approvazione della Corte Costituzionale nel decreto del 31 marzo scorso, in seguito alla raccolta di oltre 4 milioni di firme per i quesiti referendari sul lavoro (oltre 637 mila firme per quello sulla cittadinanza).
Due dei quesiti presenti sono dedicati, appunto, alla riforma del Jobs Act. Il primo quesito riguarda l’eliminazione della disciplina sui licenziamenti del contratto a tutele crescenti, nel quale attualmente non è previsto un reintegro nel posto di lavoro qualora il licenziamento venga riconosciuto dalla legge come illegittimo.
Il terzo quesito concerne la cancellazione di alcune norme in materia di contratti a tempo determinato. A partire dal 2015, non è più stato necessario fornire alcuna giustificazione per la stipulazione di contratti a termine fino a 12 mesi. Con questa modifica occorrerebbe dunque fornire una motivazione oggettiva per la cessazione del rapporto lavorativo.
Approfondimenti:
AGI: Renzi: “Al referendum voto No ai quesiti inutili sul Jobs Act”
Pagella Politica: Referendum sul lavoro: le ragioni del Sì e del No
Il Corriere della Sera: Elezioni e referendum 2025, quando si vota: comunali il 25 e 26 maggio, secondo turno 8 e 9 giugno con le 5 consultazioni
8/5/25
Totopapa

Il termine totopapa (toto-Papa, Toto Papa) è un composto, in cui il confisso “toto-” viene generalmente usato nel linguaggio giornalistico con il significato di “previsione”. Dunque, con totopapa si intende un prognostico relativo all’elezione del nuovo pontefice. In altre parole, ci si riferisce ai cardinali con buone possibilità di essere eletti, ovvero quelli papabili.
Sebbene alcuni ritengano che utilizzare il prefisso “toto-” possa apparire non consono in questa occasione, in quanto generalmente usato per la politica o il calcio, altri ne giustificano l’impiego sottolineando come l’elezione del successore di Papa Francesco abbia attirato l’attenzione a tutti i livelli: dalle cancellerie internazionali, ai dibattiti televisivi e sui social. A testimonianza di questo interesse diffuso, è stato perfino creato il “Fantapapa”, un gioco online il cui obiettivo è indovinare chi sarà il prossimo Pontefice.
Con l’inizio del Conclave nel pomeriggio di mercoledì 7 maggio alle 16:30, i cardinali elettori sono entrati nella Cappella Sistina per eleggere il nuovo Papa. Il Collegio cardinalizio, composto da 133 elettori provenienti da 71 Paesi, tra cui 12 mai rappresentati prima, riflette l’impegno di Papa Francesco per una Chiesa più universale e inclusiva. Dopo la prima fumata nera, il totopapacontinua a evolversi. Ad ogni modo, i nomi più accreditati continuano ad essere il Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, l’arcivescovo di Bologna e presidente della Cei Matteo Zuppi, il patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa e il prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione Luis Antonio Gokim Tagle.
Nell’attesa della fumata bianca, per cui sono necessari due terzi dei voti, l’attenzione sarà rivolta al comignolo della Cappella Sistina, in attesa del segnale che precederà l’annuncio “Nuntio vobis gaudium magnum: Habemus Papam”.
Link di approfondimento:
Le notizie sull’elezione del nuovo pontefice di mercoledì 7 maggio | Corriere.it
Skytg24: Il Conclave 2025, iniziata elezione del nuovo Papa: fumata nera dopo prima votazione
2/5/25
ReBrain EU

Il manifesto ReBrain Europe: Un manifesto per un’Europa per la scienza aperta è stato presentato alla Festa di Scienza e Filosofia a Foligno il 10 aprile scorso da Roberto Battiston, fisico e ricercatore dell’Università di Trento, e dal filosofo della scienza Silvano Tagliagambe, professore emerito dell’Università di Sassari. Tale manifesto, che mira a rendere l’Italia e l’Europa i nuovi centri per la ricerca scientifica, ha raccolto un migliaio di firme e sarà presentato al Presidente Sergio Mattarella e alla Ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. Il documento segue un allarme lanciato da 1.900 scienziati statunitensi, tra cui diversi premi Nobel, che in una lettera aperta denunciano i rischi per il futuro della ricerca americana.
Negli Stati Uniti, l’amministrazione Trump ha operato numerosi e massicci tagli ai fondi per la ricerca, che hanno ridottoil personale, limitato la libertà dei ricercatori ed eliminato un numero rilevante di sovvenzioni, in particolare per quanto riguarda la ricerca medica e ambientale. La conseguenza: un aumento del 32% delle domande alle università europee dei ricercatori statunitensi che decidono di lasciare il loro Paese. Tendenza che si riflette in negativo sulle richieste avanzate da parte dei ricercatori europei, calate del 41%.
Dagli atenei europei sono nate diverse iniziative, con l’intenzione di finanziare e accogliere gli accademici americani, tra cui il programma italiano ReBrain Europe, chiaro gioco di parole che richiama alla mente il piano di riarmo europeo ReArm Europe. Il manifesto descrive ciò che sta accadendo negli USA come “ un assalto alla scienza”, ma anche come un’occasione per la comunità scientifica europea.
Battiston ha dichiarato come l’Italia abbia tutte le caratteristiche per diventare un “hub di richiamo”: il suo patrimonio culturale, una posizione geografica strategica e “talenti in ogni settore, troppo spesso immigrati e immigrati proprio negli Stati Uniti”.
Approfondimenti:
Festa di Scienza e Filosofia: ReBrain Europe
Hermes : ReArm Europe o ReBrain Europe? Ripensare l’Europa tra difesa e ricerca
Il Corriere della Sera : Se l’America volta le spalle alla scienza
Il Corriere della Sera: L’Europa diventi il nuovo epicentro della ricerca
18/4/25
Pro Pal

Con il termine Pro Pal, abbreviazione di Pro Palestina, ci si riferisce a persone o gruppi che sostengono la causa palestinese.
Lo scorso 12 aprile, diecimila manifestanti sono scesi in piazza a Milano per il corteo pro Palestina per chiedere la fine della guerra. Alla mobilitazione organizzata da associazioni palestinesi e sindacati di base, hanno aderito anche diverse sezioni dell’Anpi, centri sociali e partiti della sinistra extra parlamentare.
I manifestanti chiedevano lo stop della guerra, dicendo “no alla deportazione del popolo palestinese, no al genocidio per un cessate il fuoco immediato e duraturo. Sì alla ricostruzione della Striscia di Gaza e l’invio di aiuti umanitari”. Gli attivisti manifestavano, inoltre, contro il recente ddl sicurezza e la politica di riarmo europea.
Tuttavia, non sono mancate le tensioni e la situazione è degenerata quando un gruppo di manifestanti ha rotto e imbrattato le vetrine di diversi negozi di marchi multinazionali, locali e banche con scritte e slogan talvolta molto violenti. Nella vetrina di una filiale del banco Bpm è apparsa la scritta “Spara a Giorgia” contro la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il sindaco di Milano Beppe Sala è intervenuto condannando gli atti di violenza e la minaccia alla Presidente del Consiglio.
Per saperne di più:
Frontiere: Pro Pal: movimento d’opinione o manipolazione d’opinione?
11/4/25
DDL Sicurezza

Un disegno di legge, spesso presentato nella forma abbreviata DDL , è una proposta di testo normativo redatta in articoli e preceduta da una relazione esplicativa, che viene sottoposta all’esame delle Camere. Può essere presentata da ciascun membro delle Camere, dal Governo, da almeno cinquantamila elettori, da un Consiglio Regionale o dal Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL).
Il DDL sulla sicurezza annunciato a novembre del 2023 è diventato decreto il 4 aprile scorso, e si compone di 34 articoli di varia natura, che vanno da una stretta sull’accattonaggio alle aggravanti per le truffe agli anziani, dagli sgomberi lampo per le case occupate all’autorizzazione per gli agenti dell’intelligence sotto copertura a dirigere gruppi terroristici, dalla restrizione sulla coltivazione della canapa al sostegno economico per le spese legali di agenti e militari che affrontano procedimenti penali.
Proprio per quest’ultimo punto il decreto ha provocato turbamento, non riuscendo a convincere completamente la popolazione. In migliaia si sono riversati nelle strade e nelle piazze di tutta Italia, per manifestare il proprio dissenso contro alcuni di questi provvedimenti. La motivazione fornita è che il decreto introdotto dal governo presenterebbe delle restrizioni sul diritto di manifestare.
A Roma i manifestanti hanno scelto una data per loro simbolica: il corteo è stato fatto coincidere con il quarantacinquesimo anniversario dell’uccisione del militante di autonomia operaia Valerio Verbano da parte di tre neofascisti. A Milano, invece, la manifestazione si è aperta con un camion, elemento scelto dai dimostranti, in memoria del giovane Ramy Elgaml morto dopo un inseguimento della polizia.
Approfondimenti:
IlSole24ore: Decreto Sicurezza, ecco tutte le norme: dalle tutele per agenti e militari ai nuovi reati
Governo: Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 122
Pagella Politica: Che cos’è rimasto del ddl “Sicurezza”, diventato un decreto
4/4/25
Manifesto di Ventotene

§Il Manifesto di Ventotene, il cui titolo originale è “Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto.”, è un testo redatto nel 1941 da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, con il contributo di Eugenio Colorni, durante il loro confino sull’Isola di Ventotene per essersi opposti al regime fascista. Nato a seguito dell’esperienza delle due guerre mondiali, il Manifesto riflette il bisogno dell’adozione di un nuovo sistema fondato sull’interdipendenza fra Stati e non più sull’equilibrio fra Stati sovrani. Per questo motivo, il testo viene considerato uno dei pilastri del federalismo europeo, il cui scopo è quello di prevenire la comparsa di nuovi totalitarismi attraverso l’esistenza di un’unità sovranazionale. Infatti, secondo i due autori, la pace duratura e il progresso della società si possono raggiungere solo attraverso l’unificazione politica dell’Europa in una federazione democratica.
In risposta agli attuali squilibri geopolitici, il manifesto di Ventotene è stato distribuito durante la manifestazione per l’Europa tenutasi a Roma il 15 marzo come simbolo di un’Europa unita e democratica. A tal proposito, quattro giorni dopo, si è espressa la premier Giorgia Meloni che, citando alcuni passaggi del testo, sostiene che esso promuove idee come l’abolizione della proprietà privata e la rivoluzione socialista. “Non so se questa è la vostra Europa, ma certamente non è la mia”, premette la Presidente. Le sue parole hanno suscitato un’accesa bagarre alla Camera e la seduta è stata più volte sospesa. In particolare, l’opposizione ha condannato il suo intervento, definendolo strumentale e vergognoso poiché distrae l’attenzione da questioni urgenti e distorce il significato profondo del Manifesto (Meloni critica il Manifesto di Ventotene, caos in aula: cosa è successo | Sky TG24).
Lo stesso giorno, sulla rete televisiva Rai Uno va in onda in prima serata la trasmissione Il Sogno, di Roberto Benigni. Durante la trasmissione Benigni risponde indirettamente alla Presidente Meloni in merito alla critica al Manifesto da lei rivolta, sostenendo che “mentre tutto intorno c’erano rovine, morti, cadaveri, nel 1941, nella piccola isola di Ventotene, tre uomini, tre eroi, — Spinelli, Rossi e Colorni — ebbero un lampo, un’idea, di cambiare tutto, girare pagina: l’idea dell’unità europea. Sono eroi della nostra storia, i pionieri”. Secondo Benigni, dunque, quanto sostiene la Meloni va in contrasto con l’effettiva idea di Europa attuale, perché nonostante il Manifesto contenga idee oramai superate, appunto risalenti al 1941, non deve venire meno la sua visionarietà. Il fulcro del Manifesto è chiaro: stop ai nazionalismi così da creare un’Europa unita basata su una giustizia sociale dove nessuno rimane indietro (Benigni risponde alla Meloni – Corriere della Sera).
27/3/25
Coalizione dei volenterosi

La coalizione dei volenterosi è un’alleanza temporanea, stipulata tra diverse nazioni, volta all’avvio di operazioni umanitarie che non si pongono, o si pongono parzialmente, sotto l’egida delle Nazioni Unite. Questo neologismo è entrato nell’uso corrente fra la fine del secolo scorso e l’inizio degli anni 2000 ed è stato impiegato, per esempio, in riferimento alla Guerra in Irak del 2003 o alla Libia post Gheddafi. Adesso il termine è riferito all’Ucraina dopo l’annuncio del disimpegno degli Stati Uniti in Europa.
Il 27 marzo si è tenuto a Parigi l’incontro tra i leader delle nazioni partecipanti alla coalizione dei volenterosi, incentrato sulla discussione in merito alla sicurezza di Kiev. Il 16 marzo scorso il leader britannico Keir Starmer ha riunito in una videoconferenza gli allora 26 paesi volenterosi, tra i quali figurava anche l’Italia.
La premier Giorgia Meloni si rivela disposta a collaborare con i partner europei e gli Stati Uniti per mantenere la pace, tuttavia ha inizialmente escluso l’invio di truppe italiane sul territorio ucraino. Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha preso parola sulla vicenda sostenendo, non senza riserve, che una volta terminata la guerra sarebbe meglio costituire una zona cuscinetto militarmente controllata dalle Nazioni Unite così da “garantire una pace giusta e duratura”.
Ad oggi sono più di 30 i Paesi che si sono espressi a favore della partecipazione alla coalizione. Tra questi risalta certamente la Cina, il cui ruolo potrebbe rivelarsi cruciale per concretizzare l’iniziativa di peacekeeping che vede partecipi anche i Caschi Blu nelle cosiddette “linee di interposizione” individuate nel piano allo studio delle cancellerie.
Approfondimenti:
Treccani: La “coalizione dei volenterosi” a fianco dell’Ucraina
Skytg24: Ucraina, summit coalizione volenterosi. Meloni: “No truppe italiane in eventuali missioni”
ANSA: La Cina valuta l’adesione ai volenterosi per l’Ucraina
21/3/25
Riarmo

Con il termine riarmo si intende la ricostituzione o il potenziamento dell’apparato bellico di uno Stato. Tale tematica è attualmente molto discussa in riferimento al piano ReArm Europe, o riarmo europeo. Annunciato il 4 marzo dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e approvato dal Consiglio europeo due giorni dopo, il piano prevede una mobilitazione di circa 800 miliardi di euro entro 4 anni volti a rafforzare le capacità difensive degli Stati membri in risposta alle attuali tensioni geopolitiche, come la guerra in Ucraina e l’incertezza nelle relazioni con gli USA dopo l’insediamento di Trump (Riarmo dell’Europa, cosa significa e cosa cambia rispetto al passato | Sky TG24).
Nonostante l’approvazione dell’Eurocamera, l’Italia, alla Plenaria di Strasburgo, si è divisa. Sono, infatti, emerse delle fratture sia all’interno del governo sia tra le fila dell’opposizione e nel Pd. Con 419 favorevoli, 204 contrari e 46 astenuti: il centrodestra si è diviso con il sì di Fratelli d’Italia e Forza Italia e il no convinto della Lega. La conseguenza è, dunque, la rottura del campo largo in Europa. Secondo Zingaretti, capo delegazione Pd, questo voto “è stato uno stimolo a costruire una vera difesa comune Ue”. Sebbene la risoluzione sia stata approvata con una maggioranza significativa, le divisioni all’interno delle delegazioni italiane riflettono le diverse posizioni politiche riguardo al piano ReArm Europe e al futuro della difesa europea. Mentre Schlein, segretaria Pd, premeva per l’astensione, Crosetto, ministro della difesa (FdI), ha affermato che il riarmo non è sinonimo di “tornare ad armarsi” ma di “costruzione della difesa di un paese”.
Il dibattito sviluppatosi attorno alla questione riguarda principalmente la dimensione finanziaria del piano, il quale prevede che i Paesi membri aumentino le proprie spese per la difesa fino al 3% del proprio prodotto interno lordo. Per l’Italia questo significherebbe raddoppiare le attuali spese per la difesa. Infatti, nel 2024 è stato speso circa l’1,5% del Pil, equivalente a 33 miliardi di euro. Inoltre, l’aumento delle risorse desta preoccupazione in riferimento all’indebitamento pubblico, che secondo delle stime arriverebbe a toccare il 5%, contro il 3,4% dello scorso anno. Un altro fattore al centro del dibattito è la riconversione dell’industria automobilistica europea per la produzione di armamenti e veicoli da combattimento.
Per approfondire:
Ansa: ‘Il riarmo Ue cambi’, una risoluzione per ricompattare il Pd
Ansa: Salvini, non si usano soldi italiani per carri armati stranieri
13/3/25
Ombrello nucleare o scudo atomico

In politica e in senso figurato, con il termine ombrello si intende l’organizzazione di protezione o di controllo, estesa da parte di un Paese a uno o più altri Stati. Questo patto di difesa collettiva funziona come una promessa di intervento: qualora un Paese protetto subisca un’aggressione, la potenza nucleare alleata si impegna a considerare l’attacco come rivolto a sé stessa, minacciando di utilizzare la propria forza, fino all’estrema opzione atomica, come deterrente contro l’aggressore.
Alla luce dell’incontro tra Trump, Vance e Zelensky e del cambio di posizione degli Stati Uniti nei confronti dell’Ucraina, Emmanuel Macron ha dichiarato che l’Europa necessita di rafforzare le sue difese e la propria indipendenza. La Francia avanza la proposta di un aumento delle spese militari, in modo da incentivare la produzione di armamenti europei. Dotata di bomba atomica, la Francia, insieme alla Gran Bretagna, diverrebbe capace di difendere l’Europa attraverso la dissuasione nucleare. La proposta di Macron è dunque quella di estendere la deterrenza nucleare transalpina agli alleati europei che non possiedono un arsenale atomico, per ridurre la dipendenza continentale dagli Stati Uniti.
Il cancelliere tedesco in pectore, Friedrich Merz, si mostra a favore dell’ombrello nucleare europeo franco-britannico proposto da Macron, e di un rilancio della cooperazione franco-tedesca. Merz rinnova ancora una volta il sostegno tedesco all’Ucraina e, pur auspicando una relazione stabile con gli Stati Uniti, sostiene la graduale indipendenza dell’Europa, così da poter prevenire scenari in cui non sarà più possibile fare affidamento sugli USA.
Durante il Consiglio europeo straordinario tenutosi il 6 marzo, Donald Tusk, presidente polacco, ha accolto la proposta francese, soprattutto a causa della necessità di una maggiore protezione sul fronte orientale, pur sostenendo che sia essenziale conservare il rapporto con gli Stati Uniti. La proposta è stata appoggiata anche dal presidente lituano Gitanas Nauseda e dalla premier estone Evika Silina, nonostante quest’ultima pensi che siano necessarie ulteriori riflessioni.
Per l’Italia, Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato l’importanza del legame con la NATO, ma ha riconosciuto che l’Europa deve investire di più nella propria sicurezza. Anche la premier Meloni sottolinea l’importanza del ruolo della NATO e che il necessario rafforzamento della difesa europea non può prescindere dal coinvolgimento della NATO.
A tal proposito, Ursula Von der Leyen, ha annunciato un piano in cinque punti ReArm Europe: il primo punto consiste nel mobilitare i finanziamenti pubblici per la difesa nazionale; il secondo è la creazione di un nuovo strumento, attraverso cui sarà possibile accordare 150 miliardi di euro di prestiti agli stati membri per finanziare gli investimenti nell’ambito della difesa; il terzo punto riguarda l’utilizzo che verrà fatto del budget europeo; gli ultimi due punti hanno, invece, l’obiettivo di mobilitare i capitali privati, accelerando al contempo l’istituzione dell’Unione di risparmi e investimenti, grazie all’intervento della Banca Europea per gli Investimenti (BEI).
Approfondimenti:
Wired: Ombrello nucleare, cos’è lo scudo atomico per difendere l’Europa di cui parla il presidente francese Macron
Il Corriere: Ora anche la Germania apre all’ombrello nucleare europeo
Il Corriere: Difesa, l’Europa ci prova
Quotidiano Nazionale: Cos’è l’ombrello nucleare. Il ruolo di Francia e Gb e quante testate ha l’Europa. Il punto debole dello scudo Ue
YouTube – Italia News : Giorgia Meloni sull’ombrello nucleare
6/3/25
Bonus energia

Il bonus energia 2025 è una misura specifica introdotta dal Decreto Bollette, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 28 febbraio, su proposta della Presidente del Consiglio Meloni, del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti.
Il Decreto, volto a contrastare l’aumento dei costi energetici verificatosi a seguito di crisi internazionali, come la guerra in Ucraina, stanzia circa 3 miliardi di euro suddivisi tra famiglie e piccole e medie imprese (PMI). Per quanto riguarda l’aiuto rivolto alle famiglie, il bonus energia consiste in un contributo di 200 euro destinato ai nuclei famigliari con un ISEE fino a 25 mila euro, che secondo una stima sarebbero circa 8 milioni. L’obiettivo, quindi, è quello di arginare l’impatto dell’inflazione attraverso una sorta di calmieramento, una misura di controllo atta a mitigare gli aumenti dei prezzi dell’energia.
Questo bonus è cumulabile con il bonus sociale, una misura già esistente e pensata anch’essa per aiutare le famiglie che rientrano in fasce di reddito più basse. Dunque, i beneficiari del bonus sociale potranno anche accedere al bonus energia 2025, ricevendo un ulteriore contributo di 200 euro. Ambedue sono sconti applicati in modo automatico sulle bollette elettriche, gas e idriche. Infatti, basterà compilare la dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) per ottenere l’attestazione ISEE e l’INPS si occuperà di trasmettere i dati al Sistema Informativo Integrato che verificherà le informazioni e provvederà all’applicazione dello sconto.
Sull’efficacia di tale misura si sono espresse anche alcune associazioni che tutelano gli interessi dei consumatori. L’Unione per la Difesa dei consumatori ritiene che il bonus rappresenti un passo in avanti per contrastare il caro energia. Invece, Federconsumatori si esprime negativamente: lo ritiene una soluzione a breve termine che non va alla radice del problema poiché rappresenta un contributo dalla durata trimestrale, fornendo, dunque, un aiuto temporaneo. Inoltre, la stessa, propone interventi più incisivi, come un’adeguata tassazione degli extraprofitti delle aziende operanti nel settore.
28/2/25
Proposta di legge “Zuncheddu”

Beniamino Zuncheddu è un pastore sardo, nativo di Burcei (Sardegna), che nel 1991 all’età di ventisei anni è stato incarcerato e condannato all’ergastolo con l’accusa di triplice omicidio, crimine conosciuto come il massacro di Su Enazzu Mannu. Dopo aver passato trentatré anni in carcere, è stato assolto il 26 gennaio di quest’anno perché innocente.
Quello degli errori giudiziari e dell’ingiusta detenzione è un fenomeno che, dal 1991 al 2023, ha coinvolto 31.397 persone, quasi mille ogni anno. Per questo motivo il 10 gennaio è stata presentata una proposta di legge di iniziativa popolare in Cassazione, attesa con trepidazione da molte famiglie. Una delle promotrici di questa iniziativa è Irene Testa, tesoriera del partito Radicale, insieme alla giornalista Gaia Tortora e altre vittime di simili erroneità.
L’obiettivo della proposta di legge è ottenere la garanzia di un risarcimento economico alle vittime di un’ingiusta detenzione, consistente nella restituzione delle spese processuali, degli oggetti confiscati e in una rendita mensile provvisoria la cui cifra ammonterebbe al doppio dell’assegno sociale. L’erogazione di tale sussidio non potrà durare meno del doppio della durata dell’incarcerazione.
Il 15 gennaio scorso è stato avviato l’iter di raccolta firme online e, una volta raggiunte le 50 mila firme, il progetto di legge verrà presentato al Senato.
Approfondimenti:
Ministero della Giustizia: Referendum proposta di legge Zuncheddu
Unione Sarda: Beniamino Zuncheddu a Rebibbia per la legge a tutela delle vittime di errori giudiziari
Il Corriere: Il caso Zuncheddu trentatré anni prigioniero: «Ora voglio imparare a usare il telefono»
13/2/25
Piano Olivetti per la cultura

Il 6 febbraio 2025 la Camera dei deputati ha approvato il ddl di conversione del decreto-legge emanato dal Governo il 27 dicembre 2024 noto come “Misure urgenti in materia di cultura”. Il decreto è composto da 13 articoli e il primo prevede l’adozione del “Piano Olivetti per la cultura”, ispirato alla figura di Adriano Olivetti, il quale è stato non solo uno dei più grandi imprenditori italiani del Novecento, ma anche un urbanista, uno scrittore, un editore e un riformatore sociale. Egli auspicava una società fondata su cultura, lavoro e democrazia, tre punti cardine del suo movimento politico e culturale, denominato “Comunità” e fondato nel secondo dopoguerra.
Il Piano è un programma volto a rafforzare il ruolo della cultura come elemento centrale per il benessere delle comunità e per la coesione sociale. Gli obiettivi principali prefissati sono:
- favorire lo sviluppo della cultura come bene comune accessibile e integrato nella vita delle comunità;
- promuovere lo sviluppo culturale delle periferie, delle aree interne e delle aree svantaggiate;
- valorizzare e tutelare il patrimonio e le attività di biblioteche, archivi, istituti storici e culturali;
- promuovere la filiera dell’editoria libraria.
Inoltre, sono previste altre misure che mirano a promuovere non solo lo spettacolo, il cinema e l’audiovisivo, ma anche la produzione culturale e artistica giovanile e l’alfabetizzazione digitale.
La maggioranza considera il Decreto Cultura un passo importante per il rilancio del paese. L’opposizione, pur manifestando il proprio apprezzamento verso alcune misure, avanza delle critiche. In particolare, esprime preoccupazione sulla sostenibilità a lungo termine delle politiche culturali considerando i tagli previsti per il Ministero della Cultura dalla Manovra finanziaria. Inoltre, l’uso della decretazione d’urgenza del decreto solleva varie domande e critiche, in quanto si farà ricorso a fondi speciali previsti per situazioni eccezionali, e non a un piano pluriennale strutturato.
Approfondimento:
QuiFinanza: Decreto Cultura, la Camera dice sì: fondi per biblioteche e Carta Giovani, cosa cambia
Sky TG24: Decreto cultura, via libera della Camera, ora va al Senato. Cosa prevede
Ministero della Cultura: Approvato il Decreto Cultura: Piano Olivetti per le periferie; cooperazione culturale con Africa e Mediterraneo; 44 milioni di euro per biblioteche, librerie ed editoria
7/1/25
Caso Almasri

Osama Njeem Almasri è un criminale e militare libico, nonché comandante della prigione di Mitiga ed è accusato dalla Corte internazionale di giustizia per aver commesso crimini di guerra e contro l’umanità. Arrestato in Italia il 19 gennaio scorso dopo il mandato d’arresto emesso dal Tribunale dell’Aia, è stato però rilasciato dopo pochi giorni e rimpatriato. La vicenda appare da subito molto ingarbugliata.
Cosa è successo in realtà? L’arresto non è stato convalidato dalla Corte d’Appello di Roma in quanto non era stato avvisato il ministro della Giustizia, titolare dei rapporti con la Cpi. Secondo la Corte internazionale, invece, Almasri è stato tenuto in custodia in attesa del completamento delle procedure necessarie per la sua consegna ed è stato rilasciato senza consultare la stessa Cpi. Il Guardasigilli Nordio ha affermato di aver adottato il provvedimento di epulsione a seguito alla mancata convalida dell’arresto da parte della Corte di Roma che rimetteva di fatto in libertà il criminale libico. Vista la sua pericolosità sociale è stato dunque deciso il suo rimpatrio in Libia a bordo di un aereo di Stato organizzato dai servizi segreti italiani, tutto ciò in assenza di previa consultazione con la Corte penale internazionale.
La vicenda ha suscitato polemiche da parte delle opposizioni. Le opposizioni avevano chiesto anche che la Presidente Meloni riferisse in Parlamento sul caso Almasri, al dibattito parlamentare si sono presentati invece soltanto il ministro della Giustizia Carlo Nordio e quello dell’Interno Matteo Piantedosi.
Un ulteriore dettaglio che aggrava la situazione è la denuncia di Lam Magok, vittima e testimone delle torture di Almasri. L’accusa mossa da Magok è quella di favoreggiamento nei confronti di Almasri e incriminazione per le condotte di Piantedosi, Nordio e Meloni.
Il 29 gennaio scorso la premier Giorgia Meloni, i ministri Piantedosi e Nordio e il sottosegretario Mantovano hanno ricevuto la comunicazione di essere stati iscritti nel registro degli indagati a seguito dell’esposto dell’Avv. Li Gotti. Si tratta non di un avviso di garanzia, come erroneamente fatto intendere inizialmente, ma di un atto dovuto indirizzato al Tribunale dei Ministri.
Approfondimenti:
Ansa: Chi è il generale Almasri condannato per crimini di guerra. Le tappe della vicenda
IlSole24ore: Caso Almasri, esposto contro Lo Voi, aperto fascicolo senza indagati
Ansa: Scontro su Meloni in Aula, arrivano Nordio e Piantedosi
Il Corriere della Sera : Caso Almasri, vittima delle torture del generale libico denuncia «Nordio, Piantedosi e Meloni» per «favoreggiamento»
31/1/25
Separazione delle carriere

La separazione delle carriere prevede la separazione netta tra la carriera dei magistrati requirenti (Pubblici Ministeri o PM, cioè coloro che rappresentano l’accusa) e quella dei magistrati giudicanti (ovvero coloro che emettono le sentenze). In Italia, in base alle attuali norme, i magistrati seguono tutti lo stesso percorso formativo e nel corso della carriera possono decidere di cambiare funzione al massimo una volta ed entro i primi dieci anni di carriera.
Tuttavia, la situazione potrebbe presto cambiare. Infatti, il 16 gennaio la Camera dei Deputati ha approvato il testo della proposta di legge di riforma costituzionale presentato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio. La proposta di legge vede come oggetto principale la separazione delle carriere dei magistrati. Secondo quanto proposto, ogni magistrato all’inizio della propria carriera dovrà scegliere se assumere il ruolo di giudice o quello di PM e non avrà la possibilità di cambiare funzione.
Ora il disegno di legge è all’esame del Senato e non si esclude un possibile referendum.
Tale ddl ha generato un acceso dibattito. Da una parte, i sostenitori della riforma sostengono che questa separazione porterà a una maggiore imparzialità e indipendenza dei giudici, nonché a una migliore qualità ed efficienza del sistema giudiziario. Dall’altra, gli oppositori, tra cui gli stessi magistrati, temono che essa possa compromettere l’indipendenza della magistratura e aumentare l’influenza politica sul sistema giudiziario.
Non sono mancate le proteste. Di particolare rilievo sono state quelle organizzate dall’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) il 25 gennaio in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. I magistrati facenti parte all’ANM hanno scelto di abbandonare la cerimonia, con indosso una coccarda tricolore e la Costituzione tra le mani, subito dopo la presa di parola da parte di un rappresentante del Governo.
Per approfondire:
Sistema Penale: Proposta di legge C. 1917 (Meloni, Nordio; S. 1353) “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”
Pagella Politica: Separazione delle carriere dei magistrati: che cosa prevede la riforma approvata alla Camera
ANSA: Parla Nordio a Napoli, i magistrati lasciano l’aula. Stessa scena a Roma mentre parla Mantovano
24/1/25
Corridoio meridionale dell’idrogeno / south H2

Il corridoio meridionale dell’idrogeno, o corridoio south H2, è un gasdotto dell’estensione di 3.300 km, che porterà l’idrogeno verde prodotto in Nord Africa all’Italia, all’Austria e alla Germania per rifornire i mercati europei.
Il 21 gennaio scorso nel corso della prima Riunione Pentaministeriale, organizzata a Villa Madama dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Italia, Germania, Austria, Tunisia e Algeria hanno sancito il loro impegno per il prosieguo dei lavori.
La realizzazione del progetto avverrà, per il 70% grazie alle infrastrutture già esistenti, che verranno riconvertite per il trasporto dell’idrogeno rinnovabile, mentre il 30% dovrà essere costruite ex-novo. Il percorso attraverserà tutto il paese da sud a nord, da Mazara del Vallo fino a Tarvisio, lungo la dorsale tirrenica.
L’ingente quantità di importazione di idrogeno dal Nord Africa, circa di 4 milioni di tonnellate annuali, soddisferebbe il 40% dell’obiettivo di importazione del progetto RepowerEU. Oltre al vantaggio di un trasporto economico, l’accesso a luoghi favorevoli alla produzione di idrogeno rinnovabile nel Nord Africa favorirà una produzione competitiva, permettendo all’utente finale di trarre maggiore vantaggio.
Il progetto favorisce la cooperazione tra produttori, distributori e operatori di rete, e contribuirà a raggiungere gli obiettivi della transizione energetica nazionale. È inoltre vantaggioso per Tunisia e Algeria, così come per l’Italia, in quanto hub energetico.
Secondo Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica dell’Italia, questa collaborazione è di grande valore politico e istituzionale, perché mostra quanto essa sia necessaria per il futuro energetico africano ed europeo.
Approfondimenti:
IlSole24ore: South H2, il gasdotto Africa-Europa per l’idrogeno verde da Mazara del Vallo a Tarvisio: ecco la mappa
Ambasciata d’Italia Berlino: Idrogeno: Italia, Germania, Austria, Algeria e Tunisia firmano dichiarazione per proseguire i lavori del Corridoio Meridionale
16/1/25
Oliviero Toscani

Oliviero Toscani, venuto a mancare il 13 gennaio 2025, è stato un fotografo italiano di grande fama, da molti considerato tra i fotografi più famosi della storia. Nato a Milano nel 1942 e figlio d’arte di uno storico fotoreporter del Corriere della Sera, la sua carriera iniziò precocemente grazie ad uno scatto a Rachele Mussolini, nel 1957, durante la tumulazione del Duce. Dopo gli studi al liceo Vittorio Veneto di Milano, Toscani si diplomò in Fotografia alla Kunstgewerbeschule di Zurigo, nel 1965. La sua prima campagna gli venne commissionata da Algida e da lì iniziò la sua collaborazione con i grandi nomi della moda, da Valentino a Fiorucci. La collaborazione più duratura è stata con il marchio Benetton, dal 1982 al 2000, interrotta dopo lo scandalo suscitato dalla campagna che vedeva la pubblicazione di foto reali di condannati a morte negli Stati Uniti e che diede il via una serie di azioni di ritorsione contro l’azienda veneta.
Toscani ha anche un passato in politica. Si è esposto particolarmente contro la pena di morte, diventando presidente d’onore dell’associazione “Nessuno Tocchi Caino” e nel 1996 si è candidato con il partito dei radicali per la Camera dei deputati con la lista Marco Pannella.
Toscani usava la sua voce e la sua arte per affrontare temi sociali e politici, tra i quali: razzismo, mafia, guerra, pena di morte e HIV. La provocazione è ciò che accomuna tutte le sue fotografie, scattate per far parlare di loro e lasciare un segno. Durante un’intervista, egli ha sottolineato di non voler essere ricordato per nessuna fotografia in particolare, quanto: “Per l’insieme, per l’impegno. Non è un’immagine che ti fa la storia, è una scelta etica, estetica, politica da fare con il proprio lavoro”. Mentre tutti, sui cartelloni pubblicitari, esponevano i loro prodotti, Oliviero Toscani mostrava ciò che vedeva nel mondo: i cambiamenti della società, i problemi, le opportunità, il disagio. Così immagini forti, che non sarebbero mai uscite, in grado di scuotere le coscienze, apparivano lungo le strade di tutta Italia a caratteri cubitali. Indimenticabili gli scatti che mostravano, per esempio, i tre cuori umani posti l’uno a fianco all’altro con le scritte “White”, “Black” e “Yellow”, “No Anorexia” che vedeva come soggetto una modella anoressica, “Chi mi ama mi segue” per Jesus Jeans o il bacio fra un prete e una suora per Benetton.
Oliviero Toscani non è stato solo un grande artista, egli ha incarnato la storia della comunicazione sociale d’azienda in Italia quando questa ancora non esisteva.
Per approfondire:
Limina: Ne ho fatte di tutti i colori. Gli ottant’anni di Oliviero Toscani
RetiSolidali: Oliviero Toscani: la comunicazione sociale in azienda, prima che esistesse
13/12/24
Milleproghe

Milleproroghe o decreto milleproroghe è un neologismo entrato nell’uso corrente della lingua italiana all’inizio degli anni 2000. Fu usato per la prima volta nel 2001 e da allora ha una cadenza più o meno annuale. Il milleproroghe è un decreto legge, cioè un atto normativo provvisorio dotato di forza di legge che viene adottato dal Governo. La procedura di adozione e i cui presupposti per l’adozione di tale decreto sono stabiliti dall’art. 77 della Costituzione.
In base alla Costituzione, infatti, il Governo può adottare, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori che hanno forza di legge, in casi straordinari di necessità e d’urgenza. Dopo l’approvazione da parte del Governo, il decreto entra subito in vigore e iniziano a decorrere i sessanta giorni per la sua conversione e/o per la sua eventuale modifica.
Il milleproroghe indica un decreto legge del Consiglio dei ministri finalizzato a risolvere le problematiche più urgenti entro la fine dell’anno. Ciò può essere fatto con la proroga dell’efficacia delle leggi in scadenza oppure con la posposizione dell’entrata in vigore di disposizioni normative.
Il 9 dicembre il Consiglio dei ministri si è riunito a Palazzo Chigi, approvando un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di termini normativi. Si è deciso di intervenire, con proroghe e modifiche, su numerosi ambiti: la pubblica amministrazione, la sanità, la giustizia, l’educazione e la finanza, fino al turismo.
È certa una proroga di quattro mesi dello scudo erariale, che solleva gli amministratori pubblici da responsabilità contabili in caso di colpa grave. Questa misura è stata introdotta in via eccezionale durante la pandemia di Covid 19 ed in seguito è stata più volte prorogata, come in questo caso.
L’obbligo per le imprese di assicurarsi contro i danni derivati dalle catastrofi naturali è stato prorogato al 31 marzo 2025. Inserito inizialmente nella legge di bilancio 2024, il provvedimento era ancora in attesa di un decreto attuativo. Rimanendo in ambito aziendale, è prossima l’introduzione di una norma per la stipulazione di contratti a tempo determinato di durata superiore a dodici mesi.
Nel settore della sanità verrà invece esteso fino alla fine del 2025 lo scudo penale per i medici, la limitazione della responsabilità penale in casi di dolo e di colpa grave nell’eventualità in cui ci sia carenza del personale sanitario. Si aggiunge inoltre la revoca delle multe per coloro che non hanno rispettato l’obbligo vaccinale nel periodo della pandemia. Questa misura include però solamente chi non ha precedentemente pagato la suddetta multa.
Approfondimenti:
Openpolis: Cos’è il decreto milleproroghe
ANSA: Il Cdm approva il decreto Milleproroghe, stop alle multe ai no-vax ma niente rimborsi
IlSole24ore: Dalle polizze contro le calamità alle multe ai no vax: arriva il decreto Milleproroghe
IlSole24ore: Le “Milleproroghe per la sanità”: dallo scudo penale dei medici alle deroghe per recuperare camici bianchi nel Ssn e per accreditare i privati fino allo stop alle multe Covid
6/12/24
Manovra 2025

La Legge di Bilancio, anche nota come “Manovra finanziaria”, è un documento finanziario previsto dall’articolo 81 della Costituzione italiana con cui il Governo comunica al Parlamento le disposizioni economiche previste per l’anno a venire, ovvero le decisioni e misure che esso intende adottare e come ha intenzione di finanziarle. Nello specifico, “Manovra 2025” fa riferimento alle politiche del Governo per l’anno 2025.
Di norma, ogni anno entro il 20 ottobre il Governo presenta al Parlamento il disegno di Legge di Bilancio, che dovrà essere approvato definitivamente entro il 31 dicembre. Il disegno di legge viene esaminato prima in commissione e poi dalla Camera stessa, che procede all’approvazione di ciascun articolo e successivamente alla votazione finale. La Legge di Bilancio deve essere approvata a maggioranza assoluta dai componenti di Camera e Senato.
Al momento il testo definitivo non è ancora arrivato in Aula alla Camera per l’esame finale, ma il suo arrivo è previsto per il 15 dicembre. Infatti, dal 9 al 14 dicembre si terrà la discussione e valutazione degli emendamenti alla manovra 2025.
La Manovra, sebbene non sia ancora stata ultimata, suscita già varie polemiche. Difatti, il 29 novembre si è tenuto uno sciopero generale indetto da Cgil e Uil, due delle principali organizzazioni sindacali in Italia, per protestare contro essa. Secondo quanto registrato dai due sindacati, le adesioni allo sciopero sono state del 70%. Numerose sono le contestazioni, tra cui: nessun intervento sugli extraprofitti, insufficiente rivalutazione delle pensioni, tagli alla sanità e all’istruzione e attacco alla libertà di manifestare il dissenso con il Disegno di Legge Sicurezza.
Per approfondire:
Parlamento Italiano: La legge di bilancio per il 2025
Sky TG24: Manovra 2025, tutte le misure della Legge di Bilancio
29/11/24
Non una di meno

“Non una di meno” è il movimento femminista e transfemminista che, dal 2016, si batte contro ogni forma di violenza di genere, contro tutte le facce che assume il patriarcato nella società in cui viviamo.
Il movimento nasce, in realtà in Argentina (Ni una menos) dalla necessità di dire “basta al femminicidio”, perché qui ogni 30 ore viene uccisa una donna solo per essere donna. La chiamata è nata da un gruppo di giornalisti, attivisti, artisti, ma il movimento è poi cresciuto con una campagna collettiva.
Il 25 novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle nazioni unite. In questa giornata governi, ONG e organizzazioni internazionali sono invitati a organizzare attività destinate a sensibilizzare l’opinione pubblica.
La scelta della data non è casuale: ricorda l’assassinio delle tre sorelle Mirabal, attiviste politiche dominicane, vittime, nel 1960, del regime dittatoriale di Rafael Trujillo. Note come Le Mariposas, sono state un simbolo della lotta per la libertà e contro la violenza politica e la repressione.
Insieme ad altre associazioni e movimenti, Non una di meno, si occupa di combattere la violenza di genere, il patriarcato e il sessismo tramite manifestazioni, scioperi e mobilitazioni non violente. Questa settimana il collettivo si è fatto sentire in una protesta a Roma, al grido di “Disarmiamo il patriarcato” alzato in risposta al discorso del ministro Valditara il quale qualche giorno fa aveva sostenuto che “L’incremento dei fenomeni di violenza sessuale è legato anche a forme di marginalità e di devianza discendenti da un’immigrazione illegale“. Per questa ragione, prima dell’avvio del corteo, una fotografia del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara è stata bruciata da alcuni appartenenti al movimento femminista “Aracne” di fronte al ministero. La dichiarazione del Ministro è sostenuta anche dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante un’intervista per il magazine Donna Moderna, spiegando che: “Quando non hai niente si produce una degenerazione che può portare da ogni parte“.
Sono 99 le donne uccise in Italia tra il 1° gennaio e il 18 novembre 2024, confermando le dimensioni strutturali di un fenomeno che conta circa una vittima femminile di omicidio ogni tre giorni. Pur in presenza di un calo del 10,8% rispetto alle 111 vittime censite nello stesso periodo del 2023, in termini percentuali, torna a salire l’incidenza delle vittime femminili, passata dal 35,9% del 2023 al 37,9% nel 2024.
Approfondimenti
THAMAIA: Non una di meno
La Stampa: Violenza sulle donne: “Se non voglio, non puoi”, il video della nuova campagna di “Una Nessuna Centomila”
Il Sole24ore: Meloni: serve unita’ politica per svolta culturale su violenza contro le donne
Adnkronos: Violenza su donne, stupri e maltrattamenti in famiglia in aumento in primi 6 mesi 2024
22/11/24
Toghe rosse

Le toghe sono l’indumento indossato dai magistrati e avvocati durante le udienze in tribunale e sono simbolo di giustizia e imparzialità del sistema legale. Il rosso è il colore tradizionalmente associato ai movimenti socialisti e comunisti, quindi di sinistra. Con l’espressione “toghe rosse” si fa dunque riferimento a quei magistrati accusati dalle destre di avere una vicinanza politica con la sinistra.
Le toghe rosse tornano al centro del dibattito politico e mediatico in Italia poiché accusate, con i loro provvedimenti, di fare opposizione politica al governo Meloni. Alcune settimane fa i magistrati della sezione immigrazione del Tribunale di Roma si erano espressi con l’annullamento del trattenimento di 12 migranti nei centri in Albania e lo stesso è accaduto la settimana scorsa nei confronti di altri 7 migranti trattenuti sempre in Albania. Questo ha portato il governo a proporre un emendamento per trasferire la competenza sui trattenimenti alle Corti d’Appello.
Questi eventi alimentano la tensione tra magistratura e governo e generano opinioni contrastanti: da una parte si sollevano preoccupazioni circa i tentativi di screditare la magistratura e di indebolire la sua autonomia, mentre dall’altra si sostiene che tali provvedimenti garantiscano una maggiore imparzialità e una migliore gestione dei casi di immigrazione. Sull’ultimo provvedimento di annullamento si è addirittura espresso Elon Musk con un post su X che diceva “These judges need to go” (questi giudici devono andarsene). A tale proposito è intervenuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricordando che l’Italia “sa badare a sé stessa nel rispetto della sua Costituzione», e che «chiunque, particolarmente se, come annunziato, in procinto di assumere un importante ruolo di governo in un Paese amico e alleato, deve rispettarne la sovranità e non può attribuirsi il compito di impartirle prescrizioni”.
14/11/24
Rottamazione

In Italia si parla attualmente di rottamazione non in quanto attività di recupero di materiali riutilizzabili e neanche in riferimento all’allontanamento dalla scena politica di personaggi considerati superati, bensì per descrivere il processo relativo all’azzeramento delle sanzioni, degli interessi di mora e dell’aggio delle cartelle esattoriali.
Entro la scadenza fissata per il 13 novembre, sono stati presentati alla commissione Bilancio della Camera ben 4.562 emendamenti. Circa 1.200 sono stati presentati dal centro-destra, tra cui quello riguardante la rottamazione delle cartelle.
La nuova rottamazione, la quinquies, sarà valida per le cartelle esattoriali emesse dal primo luglio 2022 al 31 dicembre 2023, quindi quelle escluse dalla precedente sanatoria. Questa iniziativa si affianca a una proposta simile presentata da Forza Italia nel contesto del decreto Fisco.
Le somme recuperate andranno a costituire “un fondo dedicato di pertinenza del Ministero dell’economia e delle finanze, mentre le quote che non verranno riscosse entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello dell’affidamento decadranno automaticamente.
La proposta prevede l’estinzione dei debiti attraverso il versamento delle somme dovute a titolo di capitale, così come quelle maturate a titolo di rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notificazione della cartella.
Sarà possibile pagare in un massimo di 120 rate, con scadenza della prima rata fissata al 31 luglio 2025. Le restanti potranno essere pagate entro l’ultimo giorno di ogni mese fino all’estinzione del debito.
Approfondimenti:
ANSA.it: RDl Fisco: Lega-FdI, discarico anticipato cartelle non riscosse
PMI.it: Nuova Rottamazione cartelle 2025: cosa prevede l’emendamento al DL Fiscale
ANSA.it: Dl fisco: avanti con canone Rai, scudo penale e rottamazione
Adnkronos: Canone Rai, cartelle e rottamazione: le ipotesi sul tavolo
7/11/24
Terzo mandato

Il termine “mandato” indica il periodo di tempo durante il quale un funzionario svolge una carica pubblica. Dunque, l’espressione “terzo mandato” si riferisce ad una persona che svolge quella certa carica per la terza volta consecutiva.
In questi ultimi giorni, tale espressione è ampiamente utilizzata in riferimento alla terza candidatura di Vincenzo de Luca, l’attuale Presidente della Regione Campania, in vista delle prossime elezioni regionali del 2025.
La notizia ha aperto un dibattito circa l’applicazione del divieto del terzo mandato previsto dalla legge n. 165/2004, che oltre a stabilire i principi fondamentali del sistema di elezione individua i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale. In particolare, l’art. 2 c.1 lettera f di tale legge prevede che un Presidente della Giunta regionale non possa essere rieletto allo scadere del secondo mandato consecutivo.
Nonostante l’esistenza di una legge a tal riguardo, l’attuale presidente regionale campano potrebbe avere la possibilità di ottenere il suo terzo mandato. Infatti, la nuova disposizione dell’articolo 122 c.1 della Costituzione introduce una materia di legislazione concorrente, in quanto essa stabilisce che spetta allo Stato il compito di determinare i principi fondamentali attraverso una legge cornice e alla Regione disciplinare la materia nel rispetto di quanto stabilito dallo Stato.
A tal proposito, la stessa segretaria del PD Elly Schlein (partito di cui fa parte il Governatore De Luca) si è pronunciata a sfavore della candidatura di De Luca e ha sottolineato l’importanza di seguire la legge nazionale vigente.
Tuttavia, nella giornata del 5 novembre, il Consiglio regionale della Regione Campania, con 33 voti favorevoli e 16 contrari, ha recepito la legge n. 165/2004. Conseguentemente, si accetta quanto stabilito dalla suddetta legge, ma il conteggio dei mandati inizierà da quello in corso alla data di entrata in vigore della legge, permettendo così a De Luca un possibile terzo mandato.
Per approfondire:
Corriere della Sera: De Luca, la bocciatura di Schlein: terzo mandato? Non lo sosteniamo
SkyTG24: Campania, via libera del Consiglio regionale al terzo mandato per De Luca
31/10/24
Astensionismo

L’astensionismo è il fenomeno per cui gli elettori decidono di rinunciare di proposito, per indifferenza o per esprimere il proprio dissenso, alla vita politica o ad un preciso evento politico come le elezioni comunali, regionali, europee e così via.
Tra il 27 e il 28 ottobre 2024 si sono tenute le elezioni regionali in Liguria, che hanno visto la vittoria del centrodestra rappresentato da Marco Bucci. Vittoria guadagnata per uno scarto di tremila voti contro l’avversario del “campo largo” Andrea Orlando, ma che segna la continuità politica per la regione dopo il governo di Giovanni Toti.
Da un’affluenza alle urne del 53,42% nel 2020 a una del 45,97% nelle ultime elezioni regionali del 27 e 28 ottobre 2024, è evidente la crescita dell’astensionismo tra i cittadini della regione Liguria. Questa tendenza è presente anche a livello locale: nelle province di Genova, Savona, Spezia e Imperia i valori sono stati rispettivamente del 48,30%, 43,76%, 47,23% e 38,11%. Nel 2020, alla stessa ora, l’affluenza aveva percentuali più elevate nelle singole province: 53,48% a Genova, 55,10% a Savona, 54,16% a Spezia e 50,20% a Imperia.
La scarsa affluenza è in parte causata dalle condizioni climatiche avverse che hanno ostacolato qualsiasi movimento nell’ultima settimana, scoraggiando i cittadini liguri a uscire di casa. Infatti, alcuni seggi sono stati spostati per ragioni di sicurezza, poiché si trovavano in zone a rischio.
Tuttavia, i risultati si allineano con quelli delle elezioni del Parlamento Europeo del giugno scorso, nelle quali si è astenuto il 49,39% degli elettori liguri.
Ma la Liguria non è la sola regione italiana che presenta questa tendenza, in effetti nelle ultime elezioni regionali in Sardegna, Abruzzo, Basilicata, Piemonte hanno votato rispettivamente il 52,40%, 52,19%, 49,81% e 55,30%, degli aventi diritto. Il prossimo 17 e 18 novembre spetterà a Umbria ed Emilia Romagna recarsi alle urne.
Per approfondire:
ANSA.it: Regionali: Dopo la Liguria, attesa per il voto in Emilia-Romagna e Umbria
Adnkronos: Elezioni Liguria, Bucci nuovo governatore: “Sarò presidente di tutti”
24/10/24
Adulti non vulnerabili

Nel contesto delle politiche migratorie, l’espressione “adulti non vulnerabili” fa rifermento a migranti adulti che non rientrano in categorie di particolare vulnerabilità, quali ad esempio minori, donne in gravidanza ed anziani.
L’accordo fra Roma e Tirana, siglato alla fine del 2023, prevede la costruzione di strutture finalizzate ad accertare i requisiti di ingresso di persone migranti intercettate dalle autorità italiane in acque internazionali. Tali aree sono concesse a titolo gratuito dall’Albania che si limiterà a garantire la sicurezza esterna, ma sono equiparate a zone di frontiera italiane. Tali centri possono accogliere soltanto persone che non presentano condizioni di vulnerabilità e che provengono dai cosiddetti ‘Paesi sicuri” (cioè, quei luoghi in cui sono rispettati i diritti e la democrazia). L’obiettivo del Governo, è quello di accelerare l’esame delle domande di asilo, decongestionare i centri di accoglienza italiani e, come riporta l’articolo 2 del protocollo, di “rafforzare la cooperazione bilaterale tra le Parti in materia di gestione dei flussi migratori provenienti da Paesi terzi […]”.
L’accordo ha suscitato, sin da subito, varie critiche e preoccupazioni sotto il punto di vista economico, della compatibilità con il diritto dell’Unione Europea e dell’estensione dei diritti costituzionalmente tutelati.
La settimana scorsa il primo gruppo di 16 migranti è arrivato in Albania. Di questi, tuttavia, 12 sono stati riportati in Italia, in seguito a una decisione del Tribunale di Roma, poiché considerati vulnerabili o provenienti da Paesi non sicuri. Quanto stabilito dai giudici ha provocato la dura reazione del governo italiano che preannuncia ricorsi in Cassazione e prepara un nuovo trasferimento di migranti.
Per approfondire:
Il Sole 24 ORE: Migranti, cosa sono i centri in Albania e quanto sono costati
Adnkronos: Migranti in Albania, il governo tira dritto: “Non esiste un piano B”
Il Post: Cosa succederà ai migranti portati in Albania, in teoria
16/10/24
GPA

L’acronimo GPA sta a indicare la “gestione per altri”. Si tratta di una forma di procreazione assistita nella quale una donna porta avanti una gravidanza per conto di un’altra coppia.
La GPA o maternità surrogata è illegale in Italia (art. 12 della legge 40 del 2004) e dal 16 ottobre 2024 è diventata “reato universale”. Il Senato ha infatti approvato in via definitiva il ddl n. 824 dopo che questo era già stato approvato alla Camera. La norma vieta il ricorso alla GPA non solo in Italia, ma anche nei Paesi dove questa pratica è consentita (es. Canada, Portogallo, Gran Bretagna, Stati Uniti, ecc.). Il fatto che la GPA sia da oggi un reato universale implica che la GPA è perseguibile in Italia anche se praticata all’estero da cittadini o cittadine italiane. Anche se ci sono forti dubbi sulla sua applicabilità, secondo diversi giuristi la legge avrà comunque ricadute concrete sulla vita delle persone che vorranno far ricorso alla GPA: potrebbero andare infatti incontro a un processo, accusati di un reato che comporta il carcere o una multa elevata.
Ricorrono a gestazione per altri soprattutto coppie eterosessuali e, in misura minore, coppie omosessuali. La tecnica può essere di tipo commerciale (quando la donna gestante riceve un compenso) o altruistico (quando la donna riceve invece solo un rimborso spese): è legale in decine di paesi del mondo con regolamentazioni anche molto diverse fra di loro.
La proposta di legge era stata presentata da Fratelli d’Italia e ha ottenuto il sostegno di tutti i partiti di maggioranza (Fdi, Fi, Lega), mentre l’opposizione ha votato contro. La discussione in aula ha vissuto momenti di scontro e tensione tanto che si è rischiato più di una volta la sospensione della seduta.
Per approfondire:
Wired: La gestazione per altri è diventata reato universale in Italia
Radio Capital: Maternità surrogata, cos’è un reato universale e cosa cambia con la nuova legge
25/9/24
Voto in condotta

Con il termine “condotta” si fa riferimento al comportamento di uno studente nell’ambito scolastico ed è oggetto di una valutazione specifica.
Fino alla fine degli anni ’70 la condotta era soggetta a una valutazione in decimi nelle scuole di ogni ordine e grado; successivamente tale valutazione in decimi è rimasta nella scuola secondaria di secondo grado (scuola superiore), mentre per la scuola media e per la primaria fu introdotto il giudizio sintetico.
In questi giorni è stato approvato in via definitiva il cosiddetto ddl Valditara che prevede diverse novità per la scuola: dalla bocciatura con il 5 in condotta al ritorno della valutazione numerica sul comportamento alle medie fino alle multe per aggressioni al personale scolastico.
La nuova normativa prevede che, se non si raggiunge almeno il 6 in condotta, si verrà automaticamente bocciati. Nel caso di voto pari a 6 si avrà un debito formativo e si dovrà sostenere un elaborato di educazione civica alla fine dell’estate prima del rientro a scuola. La condotta diventa uno spartiacque per gli studenti delle superiori, specie in ottica diploma di maturità, in quanto il punteggio più alto nell’ambito della fascia di attribuzione del credito scolastico potrà essere attribuito solo se il voto di comportamento assegnato è pari o superiore a nove decimi.
Secondo il ministro e la maggioranza di governo questa legge “rappresenta un passaggio fondamentale per la costruzione di un sistema scolastico che responsabilizzi i ragazzi e restituisca autorevolezza ai docenti”.
La legge è accolta positivamente dall’Associazione nazionale presidi, mentre le opposizioni hanno espresso la loro contrarietà votando contro.
Per approfondire:
SkyTG24: Scuola, la riforma del voto in condotta è legge. Valditara: “Studenti responsabilizzati”
OPEN: Voto in condotta, la riforma è legge. Bocciati col 5, rimandati a settembre col 6, addio pieni voti senza il 9: ecco cosa cambia
15/9/24
Ius soli

Lo “ius soli” fa riferimento alla nascita sul “suolo”, sul territorio dello Stato e si contrappone, nel novero dei mezzi di acquisto del diritto di cittadinanza, allo “ius sanguinis”, imperniato invece sull’elemento della discendenza o della filiazione. Nel primo caso è cittadino originario chi nasce sul territorio dello Stato, indipendentemente dalla cittadinanza posseduta dai genitori, mentre nel secondo la cittadinanza viene acquisita per “diritto di sangue”, ovvero discendenza.
La legge italiana 91 del 1992 indica il principio dello ius sanguinis come unico mezzo di acquisto della cittadinanza italiana a seguito della nascita, mentre l’acquisto automatico della cittadinanza iure soli continua a rimanere limitato ai figli di ignoti, di apolidi, o ai figli che non seguono la cittadinanza dei genitori. Un provvedimento del Consiglio dei ministri del 4 agosto 2006 introduce una nuova ipotesi di ius soli proprio con la previsione dell’acquisto della cittadinanza italiana da parte di chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri di cui uno almeno sia residente legalmente in Italia senza interruzioni da cinque anni al momento della nascita.
Dopo il successo degli atleti italiani di seconda generazione alle Olimpiadi di Parigi nell’agosto di quest’anno, la legge sulla cittadinanza è tornata al centro del dibattito pubblico e, oltre allo ius soli, si discute anche di “ius temperato” (che include figli di genitori stranieri che soggiornano regolarmente sul territorio italiano), lo “ius scholae” (legato al completamento di un percorso di studi) e lo “ius culturae” (acquisizione della cittadinanza attraverso l’integrazione culturale nel Paese ospitante).
Per approfondire:
Euronews: Ius scholae, sì di Tajani scuote la maggioranza e manda un messaggio a moderati italiani ed europei
Euronews: Ius scholae in Italia: Tajani insiste sulla riforma della cittadinanza, no della Lega
FattoQuotidiano: Ius scholae, ius soli, ius culturae: quanti sarebbero i nuovi italiani
RaiNews: Ius soli, il dibattito sulla riforma della legge sulla cittadinanza: le posizioni dei partiti
Il Sole 24 ORE: Ius scholae, nelle scuole italiane 900mila alunni senza cittadinanza
Il Sole 24 ORE: Ius soli, Schlein: “Chi nasce e cresce in Italia italiano, questa è la posizione del Pd”
2/8/24
Bollino rosso

Con la locuzione “bollino rosso” si indicano condizioni particolarmente critiche del traffico stradale. Questa espressione è impiegata in particolare nei fine settimana soprattutto a luglio e agosto e in occasione di feste e ponti lunghi quando migliaia di persone lasciano le città per recarsi nei luoghi di villeggiatura al mare o in montagna. Nel periodo che va dalla fine di luglio alla metà di agosto si parla anche di “esodo” estivo. Nei fine settimana di traffico particolarmente intenso (di solito i primi due del mese di agosto), il bollino diventa addirittura “nero”.
Il bollino rosso, però, indica anche il livello massimo di allerta meteo per il caldo con condizioni di emergenza che possono avere effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo delle fasce deboli quali anziani, bambini piccoli o persone affette da malattie croniche: in questi casi si parla anche di “allerta rossa meteo”.
5/7/24
Palio di Siena

Il Palio di Siena è una giostra che affonda le sue radici nel passato medievale della città di Siena (i primi documenti certificati risalgono al 1200), quando Siena contendeva a Firenze la supremazia della Toscana. Con gli anni è diventato un’attrazione per i turisti ed è seguito in tutto il Paese grazie alla diretta televisiva.
Questa tradizione medioevale mette in competizione le contrade della città in una spettacolare corsa a cavallo. Il palio si svolge il 2 luglio in onore della Madonna di Provenzano e il 16 agosto in onore della Madonna Assunta ed è sempre stato effettuato, salvo l’interruzione napoleonica del 1801, quelle del 1848, 1859 e 1866 per le Guerre d’Indipendenza, poi le interruzioni dal 1915 al 1918 per la Grande Guerra e dal 1940 al 1944 per la Seconda Guerra Mondiale e, infine, nel 2021 e 2022 per la pandemia da Coronavirus.
Quest’anno, a causa del maltempo, il Palio del 2 luglio è stato rinviato due volte e si è finalmente potuto tenere la sera del 4 luglio. La vittoria è andata alla contrada dell’Onda col fantino Carlo Sanna detto Brigante sul cavallo Tabacco. La contrada ha ricevuto il “cencio” realizzato dall’artista Giovanni Gasparro con una particolare menzione agli ottanta anni dalla Liberazione di Siena avvenuta il 3 luglio del 1944.
Da anni sono diverse le associazioni animaliste che protestano contro la realizzazione della manifestazione, tanto che alcune volte hanno anche denunciato maltrattamenti verso i cavalli. Lo scorso anno gli animalisti si sono attivati per raccogliere le 500mila firme necessarie al referendum, una petizione per chiedere ai cittadini italiani cosa pensano del coinvolgimento degli animali nelle giostre cavalleresche e nelle rievocazioni storiche. L’iniziativa ha irritato profondamente le contrade, che per tutta risposta vogliono appellarsi all’Unesco, così da inserire il Palio nel patrimonio immateriale dello Stato. Va detto che, nonostante le ambiguità e i gravi incidenti che spesso turbano la manifestazione, sono molti i veterinari coinvolti. L’importanza dell’animale in gara per i senesi si comprende ancor più con la situazione del “cavallo scosso”, ovvero la vittoria di un cavallo rimasto senza fantino: un’eventualità verificatasi per ben 24 volte nel corso della storia.
Per approfondire:
Focus Junior: Che cos’è il Palio di Siena?
La Gazzetta dello Sport: l Palio è dell’Onda: Brigante è l’anti-Tittia, lo sorpassa e vince. Mossa contestata
Il Post: Il Palio di Siena per chi non lo capisce
20/6/24
Caporalato

Il caporalato è una forma illegale di reclutamento e organizzazione della mano d’opera attraverso intermediari (caporali) che assumono, per conto dell’imprenditore e percependo una tangente, operai giornalieri, al di fuori dei normali canali di collocamento e senza rispettare le tariffe contrattuali sui minimi salariali. Il fenomeno è diffuso in tutta Italia, dal Nord al Sud, e riguarda soprattutto settori come l’agricoltura, ad esempio la raccolta della frutta, l’allevamento, il facchinaggio, l’edilizia, ma anche la moda.
Il caporalato è spesso collegato ad organizzazioni mafiose e malavitose. Esso generalmente trova grande riscontro nelle fasce più deboli e disagiate della popolazione, ad esempio tra i lavoratori immigrati, come gli extracomunitari. Il fenomeno del caporalato si è ancor più diffuso con i movimenti migratori provenienti dall’Africa, dalla Penisola balcanica, dall’Europa orientale e dall’Asia: infatti chi migra clandestinamente nella speranza di migliorare la propria condizione finisce facilmente nelle mani di queste persone, venendo ridotto in condizioni di sfruttamento e schiavitù. In Italia l’art. 12 del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 ha introdotto nel codice penale italiano il nuovo reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Le pene previste per i cosiddetti “caporali” sono la reclusione da uno a sei anni e una multa da 500 a 1000€ per ogni lavoratore coinvolto. È previsto anche il ricorso a strumenti normativi per punire gravemente, fino alla confisca dei beni, le aziende che utilizzano manodopera tramite il caporalato.
Ciononostante, questo fenomeno continua a essere di attualità nel nostro Paese e a causare vittime. L’ultimo caso è successo a Latina lunedì. Satnam Singh, bracciante indiano di 31 anni, in Italia con la moglie da tre anni, senza permesso di soggiorno e senza contratto regolare, mentre lavorava nei campi, è stato agganciato da un macchinario avvolgiplastica a rullo trainato da un trattore, che gli ha tranciato il braccio e schiacciato le gambe. I suoi datori di lavoro l’hanno semplicemente caricato sul pullmino (con lui la moglie, anche lei dipendente della stessa azienda, che a bordo implorava di chiamare l’ambulanza) e riportato a casa: l’hanno lasciato lì, in mezzo alla strada, col suo braccio staccato appoggiato in una cassetta per gli ortaggi, moribondo. L’uomo è morto due giorni dopo in spedale per le ferite riportate e le emorragie. È stata aperta un’inchiesta per lesioni personali colpose, omissione di soccorso e disposizioni in materia di lavoro irregolare, anche nei confronti del datore di lavoro il quale ha detto di aver agito così per paura e che l’incidente è dovuto a leggerezza, come per tutte le morti sul lavoro.
Per approfondire
Corriere della Sera: Lavoro, molte norme sulla sicurezza ma pochi controlli. Caporalato e subappalti, la lotta resta impari
GreenMe: È morto il bracciante indiano abbandonato a Latina con il braccio tranciato: un’altra vita spezzata dal caporalato
Corriere Ortofrutticolo: Caporalato, boom di inchieste (834): 376 casi in più in un anno. Con tante sorprese
12/6/24
Flussi elettorali

Con il termine “flussi elettorali” si indica il passaggio di voti tra un partito e l’altro in occasione di una tornata elettorale, da non confondere con il raffronto dei voti presi dai partiti fra un’elezione e l’altra. L’analisi dei flussi elettorali consente, infatti, di capire quante persone che avevano votato un determinato partito in passato hanno deciso di fare una scelta diversa.
Lo studio dei flussi può essere realizzato con due metodologie. La prima sono i sondaggi, cioè semplicemente chiedendo alle persone cosa hanno votato in passato e cosa hanno scelto alle ultime elezioni. La seconda è il cosiddetto modello Goodman, una tecnica di analisi basata sulla distribuzione dei voti in alcuni seggi campione.
Anche questa settimana, come sempre dopo una tornata elettorale, l’argomento di maggiore attualità è l’analisi dei flussi elettorali e commenti e prese di posizione di politici e opinionisti.
Per approfondire
Adnkronos: Europee, l’analisi: crollo M5S al Sud, ecco perché crescono Fratelli d’Italia e Pd
Il Messagero: I voti come si sono spostati fra i partiti? I flussi: Fdi ruba consensi a Lega e Fi, Il Pd a M5S e Azione
Il Sole 24 Ore: Europee 2024, i flussi: il Pd cresce prendendo voti a M5s e Azione-Iv, la Lega cede un punto a Fdi, Fi sottrae elettori a Renzi-Calenda
25/5/24
Redditometro

Il redditometro è uno strumento utilizzato dall’Agenzia delle Entrate per stimare il reddito dei contribuenti in maniera indiretta, basandosi su indicatori di spesa: questo metodo permette all’amministrazione finanziaria di confrontare le spese sostenute con il reddito dichiarato, al fine di individuare eventuali incongruenze che potrebbero indicare evasione fiscale (ovvero tutti i comportamenti volti a non pagare o a pagare meno tasse, in violazione delle norme di legge).
Il funzionamento di questo strumento si basa sull’analisi delle spese sostenute dal contribuente per determinare il reddito presunto, tra le quali quelle per beni di consumo, abitazioni, automobili e vacanze. Se il reddito dichiarato non è coerente con il livello di spese sostenute, l’Agenzia delle Entrate può avviare un accertamento fiscale.
Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha firmato un decreto che segna la fine del vecchio redditometro, sostituendolo con una nuova metodologia di controllo fiscale. Sospeso dal 2018, la nuova versione mira a esaminare in dettaglio le spese dei contribuenti, come quelle per alimenti, abbigliamento, mutuo e affitto, confrontandole con il reddito dichiarato, per individuare eventuali discrepanze. Questo nuovo approccio prevede un doppio confronto tra il Fisco e il contribuente, riducendo l’arbitrarietà nei controlli e migliorando la trasparenza e l’efficacia nella lotta all’evasione fiscale
Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo il confronto con il vice-ministro dell’Economia, ha deciso di sospendere questo metodo di accertamento sintetico del reddito, in attesa di approfondimenti, per evitare “meccanismi invasivi di redditometro applicati alla gente comune”, sottolineando l’importanza della lotta contro l’evasione fiscale ma ancora di più della privacy dei cittadini.
Per approfondire
IPSOA: Redditometro
Fisco e Tasse: Il redditometro è un accertamento sintetico che risale al reddito analizzando le manifestazioni di capacità contributiva.
14/5/24
Pro-vita

Per movimento pro-vita o movimento antiabortista si intende un insieme di organizzazioni e di movimenti sociali e politici che si oppongono alla pratica dell’aborto e, in molti casi, si oppongono a vari livelli alle legislazioni che ne consentono la pratica legalizzata.
In seguito all’approvazione dell’emendamento al decreto PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, cioè il pacchetto di investimenti e riforme predisposto dal Governo italiano nell’ambito del “Next Generation EU”), le regioni potranno coinvolgere nei consultori familiari associazioni pro-vita che hanno esperienza nel sostegno alla maternità. L’obiettivo è quello di offrire alle donne in gravidanza alternative all’aborto, come il sostegno socioeconomico e psicologico. L’inserimento del tema delle norme sull’interruzione volontaria di gravidanza (che in Italia è regolata dalla legge 194 del 1978) nel decreto sul PNRR è avvenuto grazie a un emendamento proposto dal deputato di Fratelli d’Italia Lorenzo Malagola, in linea con l’idea della presidente del governo Giorgia Meloni e del suo partito che “se l’unica strada è l’aborto non è libertà”.
Quest’ultimo è stato approvato il 23/04/2024, nonostante i tentativi dell’opposizione e la sua approvazione ha dato vita nel Paese ad una polemica centrata tutta sull’aborto, che dalle aule parlamentari si è presto spostata nelle piazze.
Per approfondire
RaiNews: Aborto, via libera del Senato ai volontari “pro-vita” nei consultori: la norma è legge
TGCOM24: Aborto, associazioni pro-vita e consultori: cosa dice la legge 194, qual è la situazione attuale
30/5/24
Questione morale

Nella pubblicistica italiana, dagli anni Settanta in poi, per “questione morale” si intende la manifestazione della necessità di un impegno da parte dei partiti politici al rispetto dei principi di onestà e correttezza nella gestione del denaro pubblico.
È proprio sulla questione morale che il segretario del Partito Comunista Italiano Enrico Berlinguer, in occasione di un’intervista su Repubblica del 1981, ammoniva: “I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela […]. Gestiscono interessi, i più disperati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti […]. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. […]”.
Ad oggi, 43 anni dopo, le parole di Berlinguer risuonano più attuali che mai. Il problema della questione morale non sembra, infatti, essersi mai dissipato, anzi. La cronaca politica è costantemente costellata di scandali e coinvolge, in qualche modo, tutte le forze politiche: dal centrodestra (si pensi, per esempio, ai casi dei sottosegretari Vittorio Sgarbi e Andrea Delmastro, uno indagato per furto di beni culturali e autoriciclaggio, l’altro per rivelazione di segreto d’ufficio; e della ministra Daniela Santanché, accusata, tra le altre cose, di falso in bilancio e truffa ai danni dell’Inps) al centrosinistra (con gli scandali del voto di scambio pugliese e piemontese e del nepotismo siciliano).
Per approfondire
Avvenire: Lo scenario. La nuova «questione morale» ora scuote le segreterie politiche
18/4/24
Pace fiscale

Con il termine pace fiscale ci si riferisce ad una serie di disposizioni che permettono ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione con il Fisco, versando le imposte dovute senza applicazione di sanzioni e interessi.
Questa nuova sanatoria fiscale, la numero 19 dall’insediamento del governo Meloni implementata dall’Agenzia delle Entrate, copre diverse tipologie di debiti fiscali, inclusi quelli relativi a imposte dirette, IVA e altre tasse. È un’occasione per chiunque abbia accumulato debiti con il fisco di ripristinare la propria situazione finanziaria senza incorrere in ulteriori penalità.
Vengono concessi altri due mesi di tempo a coloro che hanno commesso errori nelle loro dichiarazioni dei redditi per mettersi in regola attraverso il “Ravvedimento operoso speciale”. Il pagamento può essere effettuato in un’unica soluzione o a rate, con la prima rata o l’unica rata da versare entro il 31 maggio 2024, in modo da mantenere i benefici della Definizione agevolata (Rottamazione-quater introdotta dalla Legge n.197/2022). Se si opta per la rateizzazione, le successive rate devono essere versate entro il 30 giugno, il 30 settembre e il 20 dicembre 2024. Il mancato pagamento delle rate comporta la decadenza del beneficio della misura agevolativa; inoltre, i versamenti effettuati saranno considerati a titolo di acconto sulle somme dovute.
Per approfondire
Fiscomania: Nuova rottamazione 2024: tra le ipotesi la scadenza di oggi
Agenzia delle entrate: Comunicato stampa del 5 febbraio 2024
26/3/24
Dossieraggio

Con il neologismo “dossieraggio” (dal fr. “dossier”) si indica la pratica di costruire segretamente dossier contro personaggi noti (della politica, dell’economia) per utilizzarli a scopo di ricatto o di screditamento.
Recentemente, Guido Crosetto, alto dirigente di FDI e ministro della difesa, ha denunciato centinaia di accessi apparentemente abusivi al sistema informatico “Sos” (centro segnalazioni di operazioni sospette) ad opera del luogotenente della Guardia di Finanza Pasquale Striano su commissione di tre giornalisti del quotidiano nazionale Domani. Striano, in quanto ufficiale di polizia giudiziaria, poteva consultare quei file su impulso di specifiche indagini volte a scovare eventuali reati di riciclaggio. La situazione è ora nelle mani della magistratura che, tra l’altro, stabilirà se si tratta o meno di dossieraggio.
Il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo ha espresso le sue preoccupazioni in merito al pericolo di disinformazione sulla vicenda e il fatto che questo sembra mirare a delegittimare istituzioni neutrali come la Banca d’Italia e la procura nazionale antimafia.
La recente vicenda del cosiddetto dossieraggio interessa la sfera della privacy e di ciò che può essere più o meno lecito ai fini investigativi e, di conseguenza, anche dell’informazione pubblica. Secondo il Garante per la protezione dei dati personali, infatti, in democrazia, il diritto alla privacy, alla protezione dei dati personali, all’identità della persona è o, almeno, dovrebbe essere – pietra angolare della democrazia.
Per approfondire
Il Sole 24 Ore: Inchiesta dossieraggio, ecco i nomi coinvolti e cosa sappiamo finora
21/3/24
Campo largo

Campo largo è il nome del progetto politico del Partito Democratico di ampliare la coalizione di centro-sinistra sia alle forze centriste come «Azione» (Carlo Calenda) o «Italia viva» (Matteo Renzi) e +Europa (Emma Bonino) sia ai «Cinquestelle» (Giuseppe Conte) e «Insieme per il futuro» (Luigi Di Maio). Intende dunque estendere il proprio raggio d’azione coinvolgendo altri partiti per rafforzare la coalizione di centrosinistra. Il progetto, ma anche la denominazione, sono attribuiti a Enrico Letta che ha usato l’espressione fin dalla sua elezione a segretario del Partito Democratico avvenuta il 14 Marzo 2021. In un’intervista pubblicata su «Repubblica» si legge: «Con i 5S sarà un campo largo e articolato, ma vincente».
In realtà, l’espressione “campo largo” compare nel linguaggio politico già prima: nel 2005 con Walter Veltroni o nel 2010 con Dario Franceschini e sta sempre a indicare un’alleanza vasta di tutto il centrosinistra che richiama i progetti di Romano Prodi (prima l’Ulivo e poi l’Unione) nella convinzione che è possibile vincere le elezioni battendo il centrodestra soltanto se tutti i partiti e movimenti che vanno dal centro all’estrema sinistra trovano un accordo e formano un’alleanza.
Una prova di Campo largo si è avuta finora alle elezioni regionali in Abruzzo (perse), mentre la sua formazione in vista del prossimo appuntamento elettorale regionale appare incerta e a rischio in Basilicata e Piemonte.
Per approfondire
Trend.online: Cos’è il Campo largo: significato, origine, applicazione politica
IlPost: Che ne sarà del “campo largo”
Left: Campo largo, non così
12/3/24
Federalismo arlecchino

Con l’espressione “federalismo arlecchino” si indica ciò che un’autonomia (troppo) differenziata potrebbe produrre nel caso in cui l’Italia passasse da Stato Unitario a Stato Federale. Dunque, proprio come il costume di Arlecchino, non si avrebbe più uniformità nazionale nell’erogazione dei servizi perché ogni Regione, godendo di ampia autonomia su 23 materie, potrebbe richiedere e ottenere il decentramento di funzioni e competenze diverse.
I rischi che tale provvedimento potrebbe creare per il Paese sono significativi: aumento delle disuguaglianze, sempre maggior distacco tra Nord e Sud, tra aree interne ed aree urbanizzate, tra ricchi e poveri e il moltiplicarsi di norme e burocrazie a scapito dell’efficienza del sistema complessivo.
In Italia esistono, già a partire dal dopoguerra, forme di autonomia differenziata a livello regionale. Si tratta delle regioni a statuo speciale (RSS) a cui il Ddl sull’autonomia differenziata si ispira nel disegnare il percorso di attuazione dell’autonomia regionale per le regioni a statuto ordinario (RSO). Il passaggio da RSO a RSS comporterebbe una realtà regionale a macchia di leopardo, in quanto ogni Regione potrebbe avere funzioni e risorse differenziate. La complessità amministrativa crescerebbe esponenzialmente su tutto il territorio nazionale, con il rischio di rendere la vita a imprese e cittadini assai difficile dovendo confrontarsi con 21 legislazioni regionali differenti sulle stesse funzioni.
Per approfondire
lavoce.info: Lo spettro di un paese “arlecchino”
27/2/24
Autonomia differenziata

Con l’espressione “autonomia differenziata” si intende la forma di potestà legislativa, presente nell’ordinamento statale della Repubblica italiana, originariamente propria delle Regioni a statuto speciale e, dal 2001, trasferibile anche alle Regioni a statuto ordinario, sulle competenze che appartengono alla legislazione concorrente con lo Stato (art. 117 Costituzione).
Il 23-01-2024 è stato approvato al Senato, con 110 voti a favore, 64 contrari e 3 astenuti, il disegno di legge sull’autonomia differenziata presentato dal Ministro leghista Roberto Calderoli. Tale disegno di legge conferisce maggiore autonomia alle regioni su 23 materie quali, ad esempio, sanità, istruzione e ambiente. Sempre secondo tale proposta, le materie verrebbero trasferite integralmente alle autorità regionali. Il testo del disegno di legge dovrà ora passare all’esame della Camera dei deputati.
L’attribuzione di una o “più forme di autonomia” è subordinata alla determinazione dei Lep, ossia i “Livelli essenziali di prestazione” che determinano il livello di servizio minimo che deve essere garantito ai cittadini in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Ad occuparsi dell’individuazione dei Lep è la Cabina di regia, composta da tutti i ministri competenti e una segreteria tecnica.
Entro 24 mesi dall’entrata in vigore del ddl, il governo dovrà firmare uno o più decreti legislativi per determinare livelli e importi dei Lep. L’iter per l’intesa tra Stato e regione durerà almeno 5 mesi. Le intese potranno durare fino a 10 anni, essere rinnovate o terminate prima purché vi sia un preavviso di ameno 12 mesi.
Per approfondire
Associazione Segretari Comunali e Provinciali Giovan Battista Vighenzi: Autonomia differenziata delle Regioni: cos’è e cosa prevede il ddl approvato dal Senato
RaiNews: Cosa prevede Il disegno di legge sull’autonomia differenziata delle Regioni
Wired: In cosa consiste l’autonomia differenziata progettata dal ministro Calderoli
15/2/24
Giorno del ricordo; foibe
Il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno, che ricorda i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata, al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe (infoibati), dell’esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati nel quadriennio 1943-47 e della più complessa vicenda del confine orientale.
Nel settembre del 1943, in seguito al crollo del regime fascista, nei territori dell’Istria (che all’epoca, appartenevano all’Italia) il potere fu assunto dal movimento di liberazione iugoslavo e le autorità iugoslave diedero il via a un’ondata di arresti che diffuse il panico tra la popolazione italiana: obiettivi delle retate erano gli oppositori politici e i cittadini italiani che si opponevano (o avrebbero potuto opporsi) alle politiche del Partito Comunista di Jugoslavia di Tito. Questi furono uccisi e gettati nelle foibe, grandi feritoie o inghiottitoi carsici, talvolta di dimensioni spettacolari, tipici della regione Friuli-Venezia Giulia. Le uccisioni avvenivano in maniera spaventosamente crudele. I condannati venivano legati l’uno all’altro con un lungo filo di ferro stretto ai polsi, e schierati sugli argini delle foibe. Quindi si apriva il fuoco trapassando, a raffiche di mitra, non tutto il gruppo, ma soltanto i primi tre o quattro della catena, i quali, precipitando nell’abisso, morti o gravemente feriti, trascinavano con sé gli altri sventurati, condannati così a sopravvivere per giorni sui fondali delle voragini, sui cadaveri dei loro compagni, tra sofferenze inimmaginabili.
Il 10 febbraio 1947 venne firmato il Trattato di pace che entrò in vigore il 15 settembre e che prevedeva la cessione da parte dell’Italia alla Jugoslavia dell’Istria, con le città di Fiume e Zara e le isole di Cherso e Lussino. Da quel momento l’orrore e la tragedia delle foibe furono avvolti nell’oblio. È solo con il crollo del muro di Berlino e l’implosione dei regimi comunisti che il muro di silenzio inizia a squarciarsi e nel 2004 il Parlamento italiano approva la “legge Menia” (dal nome del deputato triestino Roberto Menia, che l’aveva proposta) con la quale si pone fine a decenni di silenzio e si istituisce il Giorno del Ricordo.
Per approfondire
Rai Cultura: Il Giorno del Ricordo
Governo italiano: 10 febbraio Giorno del Ricordo, le celebrazioni al Quirinale
Focus: Che cosa furono i massacri delle foibe
8/2/24
Fine vita

Il fine vita è un periodo che caratterizza l’esperienza di malattia di un paziente nel quale le aspettative di vita sono ridotte per effetto di una patologia inguaribile e progressiva. In questo periodo sono presenti segnali e sintomi che, se riconosciuti precocemente, possono consentire terapie adeguate a raggiungere una buona qualità del vivere e del morire per il paziente. L’individuazione precoce di questi sintomi consente inoltre ai familiari della persona in cura di affrontare questo periodo con maggiore serenità.
A questo termine si affiancano anche quelli di eutanasia e suicidio assistito, pratiche nelle quali si prevede l’atto di porre fine consapevolmente alla propria vita mediante la somministrazione di dosi letali di farmaci da parte di una figura terza (eutanasia) o da parte del soggetto malato che viene appunto assistito da un medico o da altra figura (suicidio assistito).
Per poter accedere a tale pratica sono previsti alcuni requisiti, per cui la persona deve essere pienamente capace di autodeterminarsi, affetta da patologia irreversibile che sia fonte di sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili e dipendente da trattamenti di sostegno vitale. I suddetti requisiti devono inoltre essere verificati da una struttura del Servizio Sanitario Nazionale e da un comitato etico.
In Italia il suicidio medicalmente assistito costituisce un diritto inviolabile secondo la sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale sul caso Dj Fabo/Cappato.
Nel 1984 la prima proposta per scrivere una legge sul fine vita. La proposta arriva da Loris Fortuna, uno dei padri della legge sul divorzio, che puntava a regolamentare le pratiche di eutanasia passiva, ossia quelle che prevedono l’interruzione delle cure.
Dopo quasi 40 anni, dopo le vicende di Eluana Englaro, Piergiorgio Welby e Fabiano Antoniani, i diversi tentativi di proposte di legge, le sentenze dei tribunali e della Corte costituzionale, ancora non esiste una legge organica sul tema del fine vita. Tuttavia, il tema è tornato alla ribalta della cronaca quando il Consiglio Regionale del Veneto ha deciso di portare in discussione in assemblea una proposta di legge che regolamentasse il suicidio assistito. Il progetto di iniziativa popolare portato in votazione, però, non ha ottenuto la maggioranza dei voti.
Per approfondire
Wired: Il Veneto è la prima regione a discutere una legge sul suicidio assistito
Associazione Luca Coscioni: Fine vita, eutanasia e testamento biologico
Vatican News: Il magistero della Chiesa cattolica sull’eutanasia
31/1/24
Giorno della Memoria

“Il Giorno o Giornata della Memoria” indica la ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio per commemorare le vittime dell’Olocausto. In quello stesso giorno del 1945, infatti, le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Chi sopravvisse a questa terribile pagina nera della storia dell’umanità costituisce un’importante testimonianza perché, come disse Primo Levi, uno dei superstiti dell’Olocausto: “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre».
L’Italia contribuì direttamente alla tragedia della Shoah con la promulgazione delle leggi razziali nel 1938, sotto il regime fascista e adottate successivamente dalla Repubblica Sociale Italiana (Repubblica di Salò).
Mentre si celebra il Giorno della Memoria, nel mondo aumentano gli episodi di antisemitismo, un fenomeno accentuatosi in seguito agli eventi del 7 ottobre 2023 che hanno visto il riaccendersi dello scontro fra Hamas e Israele. In Italia, il Viminale ha invitato le Questure a spostare ad altri giorni le manifestazioni a favore di Gaza e del popolo palestinese proprio per evitare tensioni e garantire il rispetto della commemorazione delle vittime.
Per approfondire
Governo Italiano: Le leggi antiebraiche in Italia dal 1938 al 1945
Osservatorio Diritti: Giorno della memoria 2024: cresce l’antisemitismo
Corriere della Sera: Giorno della Memoria, Mattarella: «Israele ha sofferto, non neghi a un altro popolo diritto a uno Stato»
25/1/24
Amichettismo

Il termine amichettismo è stato utilizzato dalla presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni durante un’intervista svoltasi il 22/01/2024 nel programma televisivo di carattere politico “Quarta Repubblica”. In risposta alle critiche ricevute in seguito alla nomina di Luca de Fusco come direttore della Fondazione Teatro di Roma, Giorgia Meloni afferma infatti: “Adesso le do io le carte, nel senso che le danno gli italiani. L’Italia è una Nazione nella quale vige l’amichettismo, ci sono questi circoli di amichettisti dove c’è un indotto. È finito quel tempo, com’è finito il tempo in cui per arrivare da qualche parte serviva la tessera di partito, questo è il tempo del merito.”
Il termine amichettismo non è un neologismo dell’attuale presidente del consiglio, ma è stato coniato dallo scrittore Fulvio Abbate nel suo saggio omonimo “L’Amichettismo”, disponibile online, dove il termine è così spiegato: “L’amichettismo racconta un insieme chiuso di relazioni. Per lo più interessate. Un progetto d’ambizione decisamente professionale, l’affetto appare secondario (…). Il pensiero del singolo, dell’individuo, della persona stessa si ritrova così sostanzialmente negato, cancellato; assente è ogni vera libertà, in definitiva siamo nel dominio del conformismo”.
In altre parole, con questo termine si indica un fenomeno politico e sociologico che ha sostituito le consorterie. È la difesa strenua dell’amico, sempre e comunque, a prescindere dal contesto ed è una caratteristica profonda della politica e cultura italiane. La parola deriva naturalmente da “amicizia/amico”, ma se l’amicizia sviluppa affetto risultante da una reciproca e indispensabile frequentazione, l’amichettismo indica un uso strumentale e perverso dell’amicizia: significa frequentare chiunque, azzerando ogni differenza e definendo tutti amici. L’amichettismo indica un sistema chiuso di relazioni dove l’interesse pratico si mischia con l’empatia, è l’evoluzione moderna del clientelismo dove i “clienti” diventano “amici” e del conformismo.
Per approfondire
Artribune: L’amichettismo, lo spoil system e la tendenza dell’Italia a non essere contemporanea
Le Autonomie: Qual è la differenza tra spoil system ed amichettismo?
Il Libridinoso: L’amichettismo, ovvero il conformismo di sinistra secondo Fulvio Abbate
16/1/24
Degiovanimento

Con il termine “degiovanimento” si intende una diminuzione della popolazione giovanile. Si tratta di un fenomeno che colpisce in particolar modo l’Italia, dove non solo si registrano sempre meno nascite, ma la presenza dei giovani nella società e nel mondo del lavoro è sempre meno rilevante.
Il Censimento pubblicato dall’ISTAT riporta che dal 2014 al 2023 la popolazione italiana è ulteriormente diminuita a causa del divario, in negativo, tra nascite e decessi, solo in parte compensato dal saldo migratorio. Sempre l’ISTAT mostra come la perdita di abitanti sia concentrata soprattutto nel Sud Italia, in particolare, nei centri con meno di 5000 abitanti (oltre i 2/3 dei comuni italiani). L’Italia non è solo il Paese che a livello EU più contribuisce alla diminuzione dei trentenni, ma presenta anche un’alta percentuale di Neet, cioè persone tra i 30-34 anni che non sono in formazione e non hanno un’occupazione. Per contrastare il fenomeno del “degiovanimento” è importante che vengano avviate politiche non solo a favore della natalità, ma anche e soprattutto volte a favorire il contributo dei giovani nei processi di sviluppo economico e sociale. Il mondo è sempre più complesso e la sfida della transizione verde e della digitalizzazione richiedono competenze sempre più avanzate. In questo senso, le nuove generazioni possono rinnovare la forza lavoro e apportare energie e intelligenza, leve fondamentali per la crescita competitiva del Paese.
Per approfondire
Il Grand Continent: Un paese per vecchi: l’Italia di fronte alla sua crisi demografica
lavoce.info: Una gioventù debole in un paese sempre più vecchio
10/1/24
Balneari

Con il termine “balneari” (maschile) si intendono le “concessioni balneari” (femminile). Le concessioni balneari rappresentano dei contratti stipulati tra enti pubblici e privati, consentendo l’uso di una zona costiera appartenente al demanio dello Stato per un periodo di tempo definito, solitamente da uno a dieci anni. Questi accordi non sono limitati alla creazione di stabilimenti turistici ma possono avere scopi diversi come ricreazionali, commerciali, industriali, legati alla pesca o alla ricerca e sviluppo.
In passato, fino al 2022, in Italia le concessioni avevano una durata quasi illimitata grazie a clausole che consentivano il rinnovo automatico e indefinito, mantenendo gli stabilimenti sulla stessa area costiera per lunghi periodi.
La regolamentazione delle concessioni varia da regione a regione, generando un’eterogeneità normativa. Sebbene questa diversità possa offrire maggiore flessibilità e tutela del territorio da parte degli enti locali, manca un criterio uniforme per la selezione dei concessionari, compromettendo la competitività tra i privati e generando squilibri fra le diverse aree geografiche del Paese.
La direttiva europea Bolkestein, emanata nel 2006 per eliminare le barriere allo sviluppo del settore dei servizi tra gli Stati membri dell’Unione Europea, ha imposto la necessità di mettere a gara le concessioni, garantendo la concorrenza tra i potenziali gestori e promuovendo trasparenza e imparzialità. Tuttavia, la normativa italiana non ha ancora recepito pienamente questa direttiva ed è oggetto di varie procedure di infrazione da parte dell’UE. Lo scorso 30 dicembre il Governo ha adottato la legge sulla concorrenza che, tuttavia, non contiene alcuna disposizione sulle concessioni balneari, ma anzi prevede una proroga. Il Presidente Mattarella ha firmato tale legge ricordando, tuttavia, che la proroga è contraria al diritto europeo e ha scritto successivamente una lettera alla Presidente Meloni e al Parlamento chiedendo di agire rapidamente.
Per approfondire
Mondo Balneare: Concessioni balneari, cosa sta accadendo e cosa deve decidere il governo
Il Sole 24 Ore: Concessioni balneari
SkyTG24: Cos’è la direttiva Bolkestein e perché viene contestata da chi ha concessioni balneari
30/11/23
Servizio di maggior tutela

Con il termine “servizio di maggior tutela” o “mercato tutelato” si intende la fornitura di energia elettrica o di gas a utenti di piccole dimensioni (uso domestico e microimprese), che ancora non hanno scelto un venditore del mercato libero, con un contratto a protezione degli acquirenti e condizioni economiche aggiornate all’inizio di ogni trimestre dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). Tali condizioni si basano sule proiezioni dei prezzi all’ingrosso per tale periodo e sono valide per i tre mesi successivi.
La fine del mercato tutelato era stata fissata inizialmente al 1° luglio 2019. La scadenza è stata più volte prorogata, ma adesso sembra definitiva ed è fissata al 10 gennaio 2024 per il gas e al 1° aprile 2024 per l’elettricità. L’obiettivo di questa misura è la completa apertura al mercato privato per la fornitura di gas ed energia elettrica, pur garantendo il mantenimento di alcune tutele per i clienti cosiddetti “più vulnerabili”. Il PNRR presentato dal governo Draghi prevedeva, inoltre, di completare la piena liberalizzazione del settore energetico entro il 2023 vincolando così l’erogazione della terza e quarta rata dei fondi comunitari al raggiungimento di questo obiettivo.
Per approfondire
Corriere della Sera: Energia, il mercato tutelato di luce e gas può essere prorogato dal governo? Cosa può succedere
Il Sole 24 Ore: Fine mercato tutelato energia: cosa succede nel 2024 e come prepararsi
Il Sole 24 Ore: Fine del mercato tutelato, cosa fare e come scegliere l’offerta giusta
15/11/23
Memorandum Italia-Albania sui migranti

La scorsa settimana, la presidente del consiglio italiano Giorgia Meloni e il primo ministro albanese Edi Rama hanno firmato un accordo sulla gestione dei migranti.
L’accordo prevede la realizzazione in Albania di due strutture incaricate di svolgere le procedure di frontiera o di rimpatrio dei migranti e in grado di accogliere un massimo di tremila persone in contemporanea. Tali strutture saranno gestite da personale italiano nel rispetto delle leggi italiane ed europee.
Questo accordo sarà applicato esclusivamente sui migranti salvati in mare dalla Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza, ad eccezione di donne in gravidanza e soggetti vulnerabili (per esempio bambini) e non riguarderà neanche gli immigrati giunti sulle coste e sul territorio italiano. Tali salvataggi dovranno avvenire al di fuori delle acque territoriali italiane ed europee.
L’accordo viene fortemente criticato in Italia dai partiti di opposizione. Sulla scena europea la Commissione non si è ancora espressa ufficialmente sull’argomento, ma alcuni Paesi, fra cui la Germania, seguono con attenzione questo accordo.
Intanto è stato previsto un dibattito parlamentare per i prossimi 21 novembre e 13 dicembre. Al question time del 21 novembre sarà presente il Ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Per approfondire
Corriere della Sera: Migranti, accordo Italia-Albania: chi è salvato in mare andrà in 2 strutture italiane in Albania
LaViaLibera: Costituzione, parlamento, diritti: tutti i nodi dell’accordo Italia-Albania sui migranti
SkyTG24: Accordo Italia-Albania su migranti, Scholz: “Modello da osservare”
1/11/23
Lucca Comics

Il Lucca Comics è una fiera internazionale dedicata al fumetto, all’animazione, ai giochi (di ruolo, da tavolo, di carte), ai videogiochi e all’immaginario fantastico e fantascientifico e si svolge, ogni anno, a Lucca fra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. È considerata la rassegna italiana più importante del settore, prima in Europa e seconda al mondo dopo quella di Tokio.
Quest’anno, l’apertura del salone (1° novembre 2023) è stata preceduta da accese polemiche a causa del patrocinio dello Stato di Israele. L’organizzazione di Lucca Comics aveva annunciato il patrocinio di Israele lo scorso 29 giugno, nel contesto del quale aveva invitato come ospiti i noti fumettisti israeliani Asaf e Tomer Hanuka, che hanno anche realizzato il manifesto dell’evento. Tuttavia, a seguito del conflitto tra Israele e Hamas iniziato lo scorso 7 ottobre, attorno a questo patrocinio sono state sollevate perplessità e critiche. Alcuni importanti artisti hanno dichiarato di non voler più partecipare alla rassegna. Ricordiamo fra questi Zerocalcare, Fumettibrutti, Giancane, Amnesty International. Altri autori hanno, invece, deciso di partecipare e vendere materiale dedicato a Gaza. Alla fine, è arrivata anche la defezione dei fratelli Hanuka, ospiti speciali della mostra a loro dedicata dall’emblematico titolo “Together” in quanto la loro presenza rischierebbe di distogliere l’attenzione dalla proposta culturale della manifestazione.
Per approfondire
Fanpage: Il direttore del Lucca Comics: “Vi spiego perché non rinunciamo al patrocinio dell’ambasciata di Israele”
Lucca Comics, il fumettista di Topolino: “Rispetto Zerocalcare ma per me esserci è necessario”
Artribune: Disertare il Lucca Comics per esprimere la propria opinione significa banalizzare la guerra
Fumettologica: Lucca Comics risponde alle polemiche sul patrocinio di Israele
17/10/23
Cuneo fiscale

Il cuneo fiscale è un indicatore percentuale che determina il rapporto tra tutte le imposte sul lavoro e il costo del lavoro totale. Il taglio del cuneo fiscale, quindi, è la “riduzione delle tasse” per i lavoratori dipendenti, è la riduzione delle imposte e contributi in busta paga per aumentare lo stipendio netto. In altre parole, si tratta della somma delle imposte dirette e indirette che gravano sul costo del lavoro o, semplificando ulteriormente, la differenza fra quanto costa un dipendente all’azienda e quanto lo stesso dipendente percepisce in busta paga.
Nel confronto internazionale, l’Italia presenta un cuneo fiscale molto elevato, qualunque sia la retribuzione presa a riferimento. Nel complesso, in Italia il cuneo fiscale è più alto che nell’Area Euro per tutti i lavoratori tranne i single a basso reddito, per i quali il cuneo fiscale è in linea con l’Area Euro. Viceversa, i lavoratori con familiari a carico hanno un cuneo fiscale superiore: il cuneo fiscale per l’unico percettore di un nucleo familiare monoreddito è di 3,5 punti percentuali superiore a quello medio dell’Eurozona, mentre lo stesso lavoratore senza familiari a carico avrebbe un cuneo fiscale “solo” 1,9 punti superiore alla media della zona Euro.
Tutti i governi di tutti gli orientamenti hanno cercato, negli ultimi anni, di agire su questo fronte, ma una vera e propria riduzione si è avuta per la prima volta con il Governo Draghi (2022 e 2023). Il Governo Meloni, attualmente in carica, ha confermato il taglio del cuneo contributivo per i lavoratori con redditi più bassi anche per il 2024.
Per approfondire
Il Sole 24 Ore: Tasse, il cuneo fiscale in Italia è il quinto più alto tra i Paesi Ocse: 46,5% nel 2021
Confindustria: Quanto costa il lavoro?
Il Sole 24 Ore: Previdenza e Fisco/ Le contraddizioni e i rischi del taglio del cuneo fiscale
5/10/23
Piano Mattei per l’Africa

Il Piano Mattei per l’Africa è un progetto strategico italiano che deve il proprio nome a Enrico Mattei, ex presidente dell’ENI morto in un’incidente aereo nel 1962 e considerato uno dei più importanti dirigenti d’azienda italiani nel settore energetico.
L’obiettivo del piano è quello di sostenere, attraverso programmi di investimento, i Paesi africani da cui arrivano o transitano i migranti. In questo modo il governo intende, da un lato, proporre ai Paesi europei una strategia per combattere la forte pressione migratoria e, dall’altro, restituire all’Italia un ruolo centrale nel Mediterraneo diventando hub di approvvigionamento energetico d’Europa.
Per approfondire
Energia Oltre: Cos’è il Piano Mattei che Meloni porterà presto in Parlamento
HuffingtonPost: E per la ventisettesima volta arriva il Piano Mattei
21/9/23
CPR

L’acronimo CPR sta per Centro di Permanenza e Rimpatrio per i migranti. Si tratta di strutture dove i cittadini stranieri sono trattenuti in attesa dell’esecuzione del provvedimento di espulsione.
Quando non è possibile eseguire l’espulsione mediante accompagnamento alla frontiera o il respingimento, il questore dispone che lo straniero venga trattenuto per il tempo strettamente necessario presso il CPR più vicino.
Il governo lavora al piano per attuare i nuovi CPR: si tratta di una delle misure che – nelle intenzioni dell’esecutivo Meloni – servirà a velocizzare i rimpatri dei migranti e che fa parte delle “soluzioni concrete alla forte pressione” che ha portato già 130 mila arrivi nel 2023. I nuovi centri entreranno a far parte delle “opere destinate alla difesa nazionale a fini determinati”, al pari – ad esempio – di aeroporti, basi missilistiche, depositi munizioni, caserme, basi navali.
Al momento esistono 10 centri, di cui 9 attivi, distribuiti in 7 regioni. Il Governo prevede, nei prossimi mesi, la realizzazione di altri 10 centri in tutto il Paese.
Per approfondire
Avvenire: Migranti. Servono due mesi per la lista dei nuovi Cpr. Ma i governatori alzano il muro
Melting Pot Europa: CPR, Hotspot, CPA
29/8/23
Articolo 21, Articolo 3

L’articolo 21 della Costituzione italiana recita “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Tale articolo che sancisce il diritto alla libera manifestazione di pensiero è la base dell’ordinamento democratico. L’unico limite espressamente previsto dall’art. 21 è la non contrarietà al “buon costume”. Vi sono, tuttavia, anche dei limiti impliciti che discendono dalla necessità di armonizzare la tutela offerta dall’art. 21 con quella di ulteriori beni, individuali e collettivi, di rango costituzionale.
In questo agosto 2023 si è accesa una forte discussione e polemica sui limiti e l’interpretazione di questo articolo in seguito alla pubblicazione del libro “Il mondo al contrario” di Roberto Vannacci, generale dell’Esercito, ex comandante dei parà della Folgore e a capo dell’Istituto Geografico Militare di Firenze fino allo scoppio delle polemiche e successivamente rimosso da questo incarico. Il libro, infatti, contiene tesi fortemente discriminatorie contro omosessuali, migranti e donne, ha già dato vita a un movimento politico e già si parla di un suo possibile impegno diretto per le prossime elezioni. Il volume, autoprodotto dallo stesso Generale, è schizzato in vetta alle classifiche di vendita risultando il libro più venduto nella settimana di Ferragosto.
Il libro del Generale ha fatto emergere distanze e prese di posizioni opposte all’interno delle coalizioni, in particolare quella di centro-destra e ha acceso il dibattito sui limiti dell’articolo 21 della Costituzione. Ci si chiede infatti se il diritto alla libertà di pensiero possa includere il rivendicato “diritto all’odio” e travalichi in qualche modo l’articolo 3 della Costituzione italiana secondo il quale “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Da più parti si è sottolineato come una persona con responsabilità di comando nelle Forze armate che sottoscrive queste opinioni e ne fa il centro pulsante di una propria pubblicazione ponga alcuni problemi di opportunità e merita qualche approfondita riflessione. Il problema sorge, infatti, a partire dalla posizione che riveste colui che parla (o scrive). Un generale dell’Esercito italiano – un parlamentare, un magistrato, un docente, un dipendente della pubblica amministrazione – non può svolgere il proprio compito ispirandosi a principi etici opposti a quelli della Costituzione italiana. E poiché la Costituzione proclama solennemente, non solo la libertà di pensiero, ma anche la pari dignità e l’uguaglianza di tutti i cittadini e stigmatizza ogni possibile discriminazione, a nulla serve interrogarsi sulla libertà di opinioni.
Per approfondire
Il Sole 24 Ore: Vannacci, il libro del generale spacca le coalizioni. Ecco chi lo difende e chi no
HuffPost: Il generale Vannacci e i limiti della libertà di manifestazione del pensiero
MicroMega: Vannacci e il costo dei diritti
InfoDifesa: L’Esercito, la Costituzione e la Libertà di Parola: Il Caso Vannacci. Il Generale poteva scrivere quel libro?
27/6/23
Assegno di inclusione
L’assegno di inclusione è la nuova misura nazionale di contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale delle fasce deboli, prevista dal disegno di legge per la conversione del Decreto Lavoro (D.L. n. 47/2023), approvato dal Senato. La misura prevede percorsi di inserimento sociale, nonché di formazione, di lavoro e di politica attiva del lavoro che entrerà in vigore dal primo gennaio 2024 e sostituirà il tanto discusso “reddito di cittadinanza” fortemente voluto dal Movimento 5 stelle e introdotto già con il primo Governo Conte.
Il nuovo strumento prevede un sussidio economico rivolto ai nuclei familiari che comprendono una persona con disabilità, o una persona minorenne o una persona ultra-sessantenne e che sono in possesso di determinati requisiti.
L’assegno potrà essere richiesto all’INPS e sarà erogato attraverso la Carta di inclusione, uno strumento di pagamento elettronico ricaricabile.
L’assegno potrà essere richiesto dalle famiglie con figli minorenni o con disabili o anziani oltre i 60 anni di età. Questa nuova misura prevede una stretta maggiore verso i cosiddetti occupabili (persone di età inferiore ai 60 anni e senza gravi problemi di salute) che si vedranno diminuire l’assegno e saranno soggetti all’obbligo di formazione. Coloro, poi, che rifiuteranno un posto di lavoro a tempo indeterminato in qualsiasi regione del Paese o a tempo determinato in un raggio di 80 km da casa perderanno ogni diritto a percepire tale assegno.
Per saperne di più:
Fisco e Tasse: Assegno di inclusione: ecco le regole
Il Sole 24 Ore: Addio al Reddito di cittadinanza, arriva l’assegno di inclusione. Ecco cosa cambia
featured image: Gerd Altmann / Pixabay
15/6/23
Cavaliere, Sua Emittenza, Caimano
Silvio Berlusconi è stato un imprenditore italiano, politico e quattro volte presidente del consiglio.
Inizia la sua attività imprenditoriale nell’edilizia, nel 1975 costituisce la società finanziaria Fininvest e nel 1993 fonda la società di produzione multimediale Mediaset. Dalla metà degli anni ’80 fino al 2004 è anche proprietario della squadra di calcio milanese Milan che, sotto la sua presidenza, conosce grandi e numerosi successi.
La sua “discesa in campo” nella politica data ottobre 1993 e a gennaio 1994 fonda il partito di centro-destra Forza Italia. Le sue politiche hanno segnato la vita pubblica italiana dalla metà degli anni Novanta in poi con un atteggiamento tipico che è stato definito “berlusconismo”, strenuamente difeso e sostenuto dai suoi seguaci ed elettori e che ha profondamente influenzato la cultura di massa italiana suscitando, dall’altra parte, un duro “antiberlusconismo” dei suoi oppositori che hanno costantemente contestato il conflitto d’interessi, le leggi ad personam, ecc. È considerato il primo populista d’Europa dell’età moderna.
È stato una figura emblematica della scena politica e sociale dell’Italia dagli anni ’90 fino alla sua morte il 12 giugno 2023 ed è con lui che inizia la forte polarizzazione della politica italiana: al centro di molte controversie giudiziarie (affiliazione massonica alla P2, accuse di collisione mafiosa, solo per citare due esempi), primo esponente a personalizzare l’azione politica, al centro di numerosi scandali di natura sessuale, autore di tantissime gaffes che hanno minato l’immagine dell’Italia all’estero, contestato per le sue amicizie politiche internazionali discutibili (Putin, Gheddafi).
Personaggio, quindi, o profondamente amato o altrettanto profondamente odiato. La lista dei soprannomi è lunga. Qui ricordiamo soltanto i principali:
Cavaliere: nel 1977 viene nominato Cavaliere dal lavoro dal Presidente della Repubblica Giovanni Leone
Sua Emittenza: per il grande potere nel settore delle comunicazioni grazie a Mediaset
Caimano: dal titolo del film di Nanni Moretti
B. = iniziale del cognome
Vi sono poi una miriade di soprannomi coniati da giornalisti, personaggi dello spettacolo, dal suo stesso entourage, ognuno dei quali definisce un aspetto controverso del personaggio (psiconano, Cavaliere Mascarato, Papi, ecc.).
Domani: Silvio Berlusconi, il cavaliere multiforme che ha reso sé stesso un brand
6/6/23
femminicidio di Senago

Lo scorso 27 maggio, a Senago (Milano), Giulia Tramontano è stata uccisa dal compagno. La donna di 29 anni era al settimo mese di gravidanza e aveva lasciato il compagno dopo aver scoperto i suoi tradimenti. L’uomo, dopo aver tentato di sviare le indagini, alla fine si è dichiarato colpevole adducendo come movente lo “stress” di portare avanti due relazioni contemporaneamente: è ora accusato di omicidio volontario aggravato, procurato aborto e occultamento di cadavere e rischia l’ergastolo.
Dall’inizio dell’anno in Italia sono stati registrati in Italia 129 omicidi, le vittime donne sono state 47 di cui 39 sono state uccise in ambito familiare e affettivo. Quello della violenza di genere e dei femminicidi è un fenomeno complesso e strutturale, che risulta particolarmente difficile da contrastare. Si tratta, infatti, di un problema specifico e profondamente radicato nella cultura patriarcale, che per essere affrontato necessita innanzitutto di un ribaltamento dei valori. L’istruzione, l’inclusione lavorativa delle donne, una maggiore condivisione degli oneri familiari, sono i punti di partenza per prevenirlo.
Il dibattito ha investito nel corso degli anni anche l’ambito linguistico e addirittura l’Accademia della Crusca si è interrogata sull’opportunità o meno di utilizzare un termine specifico per distinguere forzatamente questo tipo di delitto basandolo sul sesso della vittima. L’introduzione del termine “femminicidio” con l’intenzione proprio di sottolineare il sesso della vittima, infatti, non indica solo l’uccisione di una donna o di una ragazza, ma si riferisce a ogni forma di violenza “esercitata sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte” (Devoto Oli, 2009) e, dunque, la violenza sulla donna proprio in quanto donna.
Per approfondire
Lista dei femminicidi in Italia nel 2023
Elle: Il numero (già) allarmante dei femminicidi in Italia nel 2023
RaiNews: Femminicidi, quasi otto vittime al mese nel 2023. Le donne uccise per mano del partner sono 22
23/5/23
dissesto idrogeologico

Fino a poco tempo fa il termine “dissesto idrogeologico” era puramente riservato agli esperti, ma con l’aumentare degli eventi metereologici estremi e dei grandi mutamenti naturali tale termine è apparso sulle prime pagine di tutti i quotidiani.
L’Italia è, sicuramente, uno dei Paesi maggiormente a rischio di dissesto idrogeologico. Infatti, nonostante le aree italiane ad elevata criticità costituiscano solo il 9,8% della superficie nazionale, queste interessano ben l’89% dei comuni.
Ma che cos’è concretamente il dissesto idrogeologico?
Di fatto, è una progressiva degradazione del suolo ed è determinato sia dalla natura che dall’uomo. Il surriscaldamento del pianeta, che comporta rovesci meteorologici sempre più intensi come le bombe d’acqua, alternati a caldi estremi, va a peggiorare le già precarie condizioni di una determinata area, mentre la densità della popolazione, il consumo di suolo agricolo, il disboscamento, l’abbandono dei terreni montani, l’abusivismo edilizio e la mancata manutenzione dei corsi d’acqua sono tutti comportamenti che aggravano ulteriormente il dissesto di un territorio.
L’ultimo tragico evento legato al dissesto idrogeologico e al cambiamento climatico è stata l’alluvione che ha colpito vaste zone della Romagna causando 15 vittime, 26.000 persone evacuati e danni per almeno 5 miliardi.
Sono necessari, dunque, interventi mirati per la mitigazione del rischio idrogeologico, come per esempio la costruzione di nuove dighe e l’eliminazione degli sprechi d’acqua. Occorre, inoltre, attuare una corretta pianificazione territoriale che costituisce l’azione più efficace di riduzione del rischio nel medio-lungo termine. Infine, ma non ultima per importanza, la lotta contro il cambiamento climatico richiede uno sforzo e impegno collettivo a livello mondiale al fine di ridurre la temperatura media dell’atmosfera.
Per approfondire:
Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale: Dissesto idrogeologico
LentePubblica: Alluvione Emilia Romagna: i dati del dissesto idrogeologico in Italia
StartMagazine: Frane e alluvioni, come e perché l’Emilia-Romagna rischia di più. Dati e mappe
19/5/23
inverno demografico

Inverno demografico è il termine coniato da alcuni sociologi per descrivere l’invecchiamento, ovvero l’aumento dell’età media, della popolazione.
In Italia le nascite sono da tempo inferiori rispetto ai decessi. Il programma “Stati generali della natalità” la cui terza edizione si è svolta l’11 e il 12 maggio 2023 all’Auditorium Conciliazione di Roma, ha rivelato i dati allarmanti: dal 2008 al 2022 si è registrato un calo complessivo delle nascite dello 0,3%. Nel 2022 è stato registrato un nuovo record: solo 392.598 nascite, contro più di 700.000 decessi. Dei numeri così alti non si sarebbero mai visti dal secondo dopoguerra. I dati dimostrano anche che l’Italia sia tra gli ultimi Paesi nell’UE per tasso di natalità, con 1,25 figli per donna. Tuttavia, il Governo si è posto l’obiettivo di arrivare a 500.000 nascite entro il 2032, invertendo così la rotta.
Per approfondire:
Radio24 podcast: L’inverno demografico – Cosa c’è da sapere
Euronews: Papa Francesco e Giorgia Meloni contro l’inverno demografico italiano
10/5/23
Premierato o “sindaco d’Italia”

Nel dibattito sulle riforme istituzionali a cui punta il governo Meloni, si apre l’ipotesi di un “premierato” o “sindaco d’Italia”. A questo scopo, lo scorso 9 maggio, l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha aperto le consultazioni e incontrato alla Camera i rappresentanti dei partiti dell’opposizione per discutere le riforme istituzionali.
Il termine “premierato” fa riferimento ad un sistema all’interno del quale il presidente del Consiglio acquisisce più poteri rispetto a quelli accordati al primo ministro dalla Costituzione italiana attualmente vigente (per esempio quello di nominare e revocare i ministri, al momento competenza del Presidente della Repubblica) e, eventualmente, essere anche eletto direttamente dai cittadini. L’elezione diretta del premier, tuttavia, è stata finora sperimentata soltanto in Israele.
Questo modello è un’alternativa al presidenzialismo (ovvero l’elezione diretta del presidente della Repubblica, da sempre il modello preferito dai partiti di centro-destra in Italia). Tuttavia, negli ultimi mesi il governo in carica si è orientato più verso il sistema del premierato in virtù di alcuni vantaggi che questo presenta rispetto al presidenzialismo, fra cui la necessità di modificare solo pochi articoli della Costituzione e il mantenimento della figura super partes del Presidente della Repubblica in quanto è diffusa e condivisa la consapevolezza che il Quirinale sia l’unica istituzione che da tanti anni gode della fiducia degli italiani. Il “modello del sindaco d’Italia” trova, inoltre il sostegno anche di una parte dell’opposizione, in particolare del Terzo Polo di Calenda e Renzi e dell’ala riformista del PD.
Per approfondire:
Pagella Politica: Che cos’è il “premierato” e perché se ne parla di nuovo
26/4/23
sostituzione etnica

Il termine “sostituzione etnica” fa riferimento al mito neonazista caro ai suprematisti bianchi ed è una delle parole d’ordine della teoria complottista, elaborata dal filosofo austriaco Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi, secondo la quale le migrazioni dai Paesi poveri a quelli ricchi sarebbero delle invasioni programmate per sostituire le popolazioni autoctone. Queste migrazioni andrebbero dunque a disperdere le identità nazionali, che verrebbero sostituite da persone di altre etnie e confessioni religiose.
Il Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida è intervenuto al congresso della CISAL (Confederazione Italiana Sindacati Autonomi Lavoratori) parlando del tema della denatalità e dei migranti, sottolineando la necessità di aumentare le risorse per il welfare delle famiglie per consentire loro di fare più figli evitando così di arrendersi all’idea della “sostituzione etnica” che minaccerebbe l’Italia. All’ondata di indignazione seguita a questa affermazione il Ministro si è difeso negando di essere razzista, ammettendo la propria ignoranza in materia e affermando di non conoscere tale teoria, nonostante sia presente una pagina dedicata a Kalergi proprio sul sito del governo italiano.
Per approfondire:
Wired: Da dove nasce la teoria del complotto della sostituzione etnica
Treccani: Neologismi: grande sostituzione
20/4/23
culla per la vita

Con il termine culla per la vita si intende una struttura in cui le mamme in difficoltà possono, sotto anonimato, lasciare in ospedale il proprio neonato in totale sicurezza. Il bambino viene accolto, affidato ai sanitari per le prime cure e poi dato in adozione ad una famiglia. La “culla” è dotata di una serie di dispositivi quali riscaldamento, chiusura in sicurezza della botola, presidio di controllo h 24 e rete con il servizio di soccorso medico che garantiscono un rapido intervento al fine di salvaguardare la salute del bambino. Si trova sempre in luoghi facilmente raggiungibili.
Il 9 aprile scorso una mamma ha lasciato il proprio neonato nella culla per la vita del Policlinico di Milano. Nella culla, insieme al bambino, la donna ha riposto una lettera con su scritte queste parole: «Mi chiamo Enea, sono nato in ospedale perché la mia mamma voleva essere sicura che era tutto ok e stare insieme il più possibile». Enea è stato subito affidato alle cure degli specialisti del reparto di neonatologia di Milano che riportano la buona salute del piccolo.
La vicenda riportata dai media ha alimentato un acceso dibattito fra chi lo vuole adottare, chi accusa la madre per la scelta di “abbandonarlo”, chi la invita a tornare e chi ne racconta la storia in modo molto diverso e le dice “grazie”. Anche vari personaggi dello spettacolo sono intervenuti sulla vicenda: le esternazioni più clamorose sono state quelle di Ezio Greggio che ha invitato la mamma a ripensarci scatenando ondate di indignazione sui social e a cui ha risposto egregiamente l’assessore alle politiche sociali del comune di Napoli Luca Trapanese e la comica Luciana Littizzetto che ha scritto e letto in TV una lettera indirizzata al piccolo Enea.
La Culla per la Vita del Policlinico di Milano è stata creata nel 2007 e, ad oggi, è stata utilizzata per la terza volta. Le precedenti mamme che ne hanno usufruito nel 2012 e nel 2016 hanno accolto due bimbi maschi che sono stati chiamati rispettivamente Mario e Giovanni.
16/4/23
obbligatorietà dell’uso dell’italiano

Fabio Rampelli, deputato di Fdi e vicepresidente della Camera dei Deputati, ha recentemente presentato un nuovo disegno di legge, volto a tutelare e promuovere l’utilizzo della lingua italiana. I punti principali contenuti nella proposta sono: l’obbligatorietà dell’uso dell’italiano in tutte le comunicazioni pubbliche, nei contratti di lavoro, a scuola e nelle università, il divieto di utilizzare sigle o denominazioni straniere per indicare ruoli ricoperti nelle aziende, l’obbligo di ricorrere a traduttori e interpreti per tutte le manifestazioni e conferenze che si svolgono sul territorio nazionale e sanzioni amministrative fino a 100.000 euro per chi viola queste disposizioni.
La proposta di legge ha suscitato un dibattito molto acceso fra fautori e contrari al disegno di legge e vede, ogni giorno, dichiarazioni e prese di posizione di politici, filologi e linguisti.
28/3/23
Decreto flussi

Il Decreto flussi regola il numero massimo di cittadini stranieri provenienti dai Paesi extra UE che ogni anno possono regolarmente fare ingresso in Italia per lavorare. Tale decreto prevede quote di ingresso distinte: circa 44.000 unità per i lavoratori stagionali e circa 38.705 per gli autonomi e subordinati non stagionali, gran parte dei quali destinati ai settori dell’autotrasporto, edilizia e turistico-alberghiero, nonché della meccanica, delle telecomunicazioni, dell’alimentare e della cantieristica navale. Inoltre, il Decreto flussi di quest’anno presenta un’importante novità, ossia la necessità che il datore di lavoro, prima dell’invio della richiesta di nulla osta al lavoro, verifichi presso il Centro per l’Impiego competente che non vi siano altri lavoratori già presenti sul territorio nazionale disponibili a ricoprire il posto di lavoro per cui si ha intenzione di assumere il lavoratore che si trova all’estero.
Nella giornata del 27 marzo è scattato il cosiddetto “click day” previsto dal suddetto decreto, ovvero l’arco di tempo stabilito per la presentazione telematica delle domande per l’arrivo dei lavoratori in Italia.
Sebbene sia possibile presentare domanda fino a dicembre 2023, sono già giunte al Viminale oltre 240.000 domande, circa il triplo della quota prevista dal provvedimento. Questa grande richiesta va a confermare la mancanza di manodopera che interessa diversi settori dell’economia.
L’agricoltura rappresenta uno dei settori che più necessita di manodopera. Proprio lo scorso anno tale carenza ha duramente colpito le campagne con conseguente perdita di gran parte dei raccolti.
23/3/23
maternità surrogata e famiglie omogenitoriali

Con il termine “maternità surrogata” ci si riferisce ad una tecnica di procreazione assistita. In generale, una madre surrogata, porta a termine una gravidanza per conto di uno o più genitori, spesso sotto compenso. In alcuni paesi, come in Italia questa pratica è vietata per legge. La coalizione di governo ha presentato diverse proposte di legge per considerare la maternità surrogata come “reato universale”, considerando perseguibili per legge anche i cittadini italiani che ricorrono a questa pratica all’estero.
Il tema è tornato di estrema attualità la settimana scorsa quando la Prefettura ha imposto al comune di Milano lo stop alla registrazione all’anagrafe dei figli di famiglie omogenitoriali. Questa imposizione ha scatenato numerose proteste sia da parte dell’opposizione che da parte dell’opinione pubblica e sabato scorso sono state organizzate manifestazioni per riaffermare i diretti dei bambini delle cosiddette “famiglie arcobaleno”. Anche l’UE si è espressa ribadendo l’obbligo per gli Stati membri di riconoscere i figli di genitori dello stesso sesso.
9/3/23
Cutro
Cutro è un comune italiano nella provincia di Crotone, in Calabria. Il 26 febbraio 2023 la spiaggia di Steccato di Cutro è stata protagonista di una grande tragedia: un barcone carico di migranti si è spezzato a un centinaio di metri dalla riva, provocando morti e dispersi, l’imbarcazione era partita dalla Turchia, nella rotta usata dai trafficanti di esseri umani. Il caicco sarebbe stato segnalato da un aereo dell’agenzia europea Frontex, che avrebbe notato le condizioni impraticabili del mare, ma secondo le ricostruzioni nessuno avrebbe attivato le procedure di ricerca e salvataggio. Numerose le polemiche nei confronti delle decisioni dei Governi degli ultimi anni che hanno reso più difficili le operazioni di salvataggio in mare.
3/3/23
Maurizio Costanzo
Maurizio Costanzo è stato un giornalista, conduttore televisivo, conduttore radiofonico, accademico, scrittore, sceneggiatore e paroliere italiano. Cresciuto con il sogno di diventare giornalista, le sue varie esperienze in ambito televisivo lo hanno portato, nel 1982, alla realizzazione del Talk-Show più longevo della storia italiana, il “Maurizio Costanzo Show”, che lui stesso ha condotto.
Amico del giudice Giovanni Falcone, Costanzo si è impegnato inoltre come uomo e giornalista nella lotta alla mafia, lotta che l’ha reso vittima di un attentato nel 1993 e costretto sotto un protocollo di protezione.
Sposatosi in ultime nozze con la famosa conduttrice Maria De Filippi, si è spento il 24 Febbraio all’età di 84 anni.
23/2/23
Superbonus

Il Superbonus è l’agevolazione fiscale disciplinata dal decreto Rilancio che consisteva in una detrazione del 110% delle spese sostenute a partire dal 1 luglio 2020 per la realizzazione di specifici interventi finalizzati all’efficienza energetica e al consolidamento statico o alla riduzione del rischio sismico degli edifici.
Con il nuovo decreto legge del 16 febbraio è stato abolito lo sgravio fiscale con conseguente stop alla cessione dei crediti da parte delle banche. Questo ha creato molto malcontento per le imprese edili e per i cittadini. Questi ultimi, infatti, saranno costretti ad eseguire i lavori a proprie spese creando così delle disuguaglianze sociali.
15/2/23
astensionismo
È un atteggiamento di protesta o disinteresse, consistente nella rinuncia a partecipare alla vita politica o a un determinato atto politico (per esempio le elezioni). Alle ultime elezioni regionali in Lazio e Lombardia il tasso di astensionismo, detto anche partito del non voto, ha raggiunto il 60% circa.
9/2/23
Il Festival di Sanremo
È il festival della canzone italiana che dal 1951 si tiene a Sanremo, la città dei fiori. Gli artisti si esibiscono sul palco del teatro dell’Ariston cantando brani inediti in italiano o una lingua regionale italiana e scritti da compositori italiani.
Ogni anno Sanremo registra sempre record di ascolti. È spesso al centro di polemiche per i monologhi di artisti di vario genere su temi di attualità. Quest’anno è stata particolarmente dibattuta la presenza tramite videomessaggio del presidente ucraino Zelensky.
Cinzia Pasquini & Conference Interpreting MA students, UNICA, University of Cagliari
2/2/23
plusvalenza
È l’incremento di valore di determinati beni mobiliari o immobiliari entro un periodo di tempo predefinito. Nel caso del calcio, testimoniano il guadagno della società nell’operazione di scambio dei giocatori. La Juventus ha fatto ricorso a plusvalenze fittizie per ridurre perdite di bilancio: per questo è stata sanzionata con 15 punti di penalizzazione.
Cinzia Pasquini & Conference Interpreting MA students, UNICA, University of Cagliari
27/1/23
intercettazioni
Le intercettazioni, in particolare quelle telefoniche, consistono nell’ascolto e controllo segreto della comunicazione di terzi da parte delle forze dell’ordine.
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha proposto una riforma sulle intercettazioni, a suo avviso eccessive e fuori controllo e che violano la privacy dei cittadini. La riforma proposta ha sollevato numerose polemiche tra i cittadini ed è, al momento, al vaglio del Parlamento.
Cinzia Pasquini & Conference Interpreting MA students, UNICA, University of Cagliari
19/1/23
Matteo Messina Denaro
Chi è Matteo Messina Denaro? Uno dei Boss più potenti di Cosa Nostra, la Mafia siciliana, e responsabile di numerose stragi.
Ricercato dal 1993, il 16 Gennaio 2023 è stato arrestato dopo 30 anni di latitanza all’interno di una clinica privata di Palermo, in cui si recava per sottoporsi ad alcune terapie.
Cinzia Pasquini & Conference Interpreting MA students, UNICA, University of Cagliari
13/1/23
le accise sul carburante
Le accise sono imposte applicate sulla fabbricazione e vendita di determinati prodotti.
Il 31 dicembre 2022 è scaduto il decreto per il taglio delle accise sul carburante. Il nuovo governo ha deciso di non prorogarlo e di destinare le risorse ad altri interventi. La conseguenza è stata un immediato aumento del prezzo dei carburanti con un crescente scontento dei lavoratori del settore dei trasporti e dei cittadini.
La Presidente del Consiglio motiva questa scelta affermando di voler destinare le risorse alle fasce meno abbienti e promette che il taglio delle accise sarà fatto in futuro e che sarà strutturale e non temporaneo.
Cinzia Pasquini & Conference Interpreting MA students, UNICA, University of Cagliari
15/12/22
tetto al contante
Con tetto al contante si intende la soglia massima per i pagamenti in contanti. Il tetto al contante è considerato una misura efficace per combattere l’evasione fiscale e ogni governo se ne è occupato negli ultimi anni modificando la soglia verso l’alto o verso il basso. Nel 2016 il tetto era stato fissato a 3000 euro, nel 2020 a 2000, nel 2022 a 1000 mentre da gennaio 2023 salirà di nuovo a 5000 euro.
Cinzia Pasquini
3/12/22
abuso edilizio, condono edilizio
In seguito alla frana a Ischia il cui tragico bilancio è stato di 8 morti e 4 dispersi si torna a parlare di abusi e condoni edilizi, un tema ricorrente in Italia. L’abuso edilizio consiste nel realizzare un’opera edilizia senza il necessario permesso di costruire. Si tratta dunque di un illecito perseguibile per legge. Il condono edilizio consente di sanare tali opere edilizie ed eliminare così le eventuali sanzioni.
Cinzia Pasquini
16/11/22
quota 103
È la nuova proposta di riforma pensionistica del Governo Meloni.
Dopo quota 100 e quota 102 degli anni passati, dal 2023 si dovrebbe andare in pensione con la formula cosiddetta “quota 103”, ovvero a 62 anni di età più 41 anni di contributi. Restano invariate le altre forme di uscita anticipata dal lavoro destinate alle donne con carriere discontinue (Opzione donna) o per coloro che hanno fatto lavori usuranti (Ape sociale).
Cinzia Pasquini
10/11/22
carico residuale
Con questa espressione il ministro dell’Interno Piantedosi ha definito i migranti naufragati e accolti sulle navi delle organizzazioni non governative che si trovano in buono stato di salute. Il governo di centro-destra ha, infatti, deciso di far sbarcare sulle coste italiane, oltre a donne e bambini, solo chi si trova in condizioni di salute precarie.
Un’altra definizione usata da diversi esponenti del governo è sbarco selettivo.
I migranti vengono divisi sulle navi delle organizzazioni umanitarie fra chi ha diritto a scendere dalla nave (donne, bambini, malati) e chi invece deve rimanere a bordo per essere riportato indietro o in uno dei Paesi dove hanno sede le ONG in questione.
Cinzia Pasquini



